Multe ai gestori dei pub che fanno musica all'aperto. Le promette la Cassazione, sottolineando che per fare scattare le sanzioni per disturbo della quiete pubblica (reato punito dall'art. 659 c.p.) non servono le denunce di piu' cittadini, basta "che la condotta sia in se' idonea ad arrecare disturbo". In questo modo, la Prima sezione penale (sentenza 25716) ha confermato la multa di 300 euro per disturbo delle attivita' e della quiete pubblica nei confronti di Nicola M., gestore di un pub di Agrigento che in tre occasioni aveva organizzato serate di musica dal vivo all'esterno del locale con casse acustiche tipo quelle utilizzate per i concerti. Per la Suprema Corte, per fare finire nei guai i gestori dei pub non e' necessario "alcun superamento di soglie predeterminate", e' sufficiente che "la condotta sia idonea ad arrecare disturbo ad una serie indeterminata di persone".
La multa a Nicola M. era gia' stata inflitta dal Tribunale di Agrigento, nel giugno 2007. Inutilmente il gestore si e' rivolto alla Cassazione, chiedendo l'applicazione dell'indulto e sollecitando clemenza visto che non via stata alcuna denuncia di cittadini che lamentavano il disturbo. Piazza Cavour ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha rimarcato che "utilizzare un pub per trasmettere musica, anche dal vivo, con impianti di diffusione ad alto volume in piena notte collocati all'esterno del locale, e' condotta certamente idonea ad arrecare disturbo ad una serie indetrminata di persone, per la collocazione in centro abitato". Confermata dunque la multa al gestore, inflitta non sulla base di denunce di cittadini ma in seguito"agli accertamenti compiuti dalla polizia giudiziaria".