Sesso, questo sconosciuto... Per i genitori italiani è buio fitto sulla vita intima dei figli adolescenti

09 giugno 2008
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Buio fitto, per i genitori italiani, sulla vita sessuale dei loro figli adolescenti. La loro consapevolezza delle abitudini e dei rischi che corrono i propri ragazzi è pressoché nulla. Parola della sessuologa Alessandra Graziottin. L'esperta, direttore del centro di ginecologia e sessuologia medica dell'ospedale San Raffaele Resnati di Milano, punta il dito sui genitori "ciechi, che sottostimano i comportamenti a rischio delle loro figlie under 15. Solo il 5% ammette la possibilità che possano fare del sesso, mentre a farlo realmente è ben il 38% delle giovani sotto i 15 anni. E solo il 4% è disposto a pensare che bevano alcolici quando escono, quando invece è il 22% delle giovanissime a farlo".

 

Per Graziottin le colpe delle famiglia, in quella che più in generale definisce "omissione educativa con responsabilità drammatiche" non finisco qui. "I genitori oggi dormono", accusa. "Negli ultimi 70 anni - rivela - solo il 40% delle madri parla di contraccezione con le proprie figlie. Dunque oltre la metà delle giovani non riceve alcuna informazione dalla famiglia. E non solo - continua - Appena il 47% dei genitori pensa che il profilattico sia un mezzo contraccettivo sicuro, rispetto ai dati che lo attestano al 97% di sicurezza se usato bene. Analogamente, solo il 52% delle mamme e dei papà è convinto che sia sicura la pillola anticoncezionale". Da qui l'esigenza di "formare i genitori, che non possono abdicare alla loro funzione educativa su questi temi, delegando a altri come la scuola. E - avverte la sessuologa - non devono fare i grandi discorsi, ma parlare direttamente e semplicemente ogni qual volta sia necessario. Senza enfasi, e non in ritardo come spesso avviene, visto che nella stragrande maggioranza dei casi si arriva a parlare con i propri figli dopo che loro hanno vissuto la 'prima volta'".

Al Poggetto

 

Per rendere più efficace il messaggio e le informazioni, oltre a una seria documentazione che mamme e papà possono trovare oggi su internet sul sito www.sceglitu.it, dice Graziottin, "basterebbe che le donne parlassero alle figlie e gli uomini ai ragazzi. Molte ricerche hanno infatti dimostrato che la comunicazione in questi casi è più efficace". E a proposito di maschietti, l'esperta rimarca come "per troppo tempo le informazioni e la presa d'atto delle proprie responsabilità sono state rivolte solo alle ragazze e non ai loro coetanei maschi. Puntare solo sulle giovani per promuovere l'uso del profilattico - conclude - è stato un errore storico. Oggi molti giovani non sanno neppure se e dove sono i consultori. Bisogna invertire la tendenza e far passare ai ragazzi il messaggio che chi usa il preservativo è un 'figo', uno giusto, che tiene alla propria salute e a quella del partner".

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