Universita’, Gelmini: “L’autonomia degli atenei non diventi irresponsabile”

04 luglio 2008
Numero lettori 162 Numero commenti Nessuno Inserisci un tuo commento

"L'autonomia, rimasta in gran partesulla carta per quanto riguarda le scuole, e' invece diventata patrimonio delle Universita'. Ma non puo' trasformarsi, come di fatto e' successo, in una autonomia irresponsabile". Lo afferma il minstro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, in un messaggio inviato all'incontro dei Giovani per la Liberta' - Forza Italia in corso a Napoli. "Responsabilita' significa avere la possibilita' di essere premiati o sanzionati per le scelte rispettivamente vincenti o sconvenienti che si sono operate, in termini di utilizzo delle risorsee di qualita'. Intendo -prosegue Gelomini- lasciare alle universita' la massima liberta' nella loro organizzazione, per rendere gli Atenei pienamente responsabili delle loro scelte, limitando il ruolo dello Stato alla fissazione di alcuni paletti che rispettino la natura di societas dell'Universita' e garantiscano, a tutta la collettivita', uncontrollo rigoroso e trasparente". "Dal canto mio, lavorero' per un sistema competitivo", assicura Gelmini, aggiungendo che "le regole di questa competizione sono semplici: massima liberta' coniugata con la massima responsabilita'; trasparenza e certezza delle norme. Valutazione significa innanzituttoelevare i criteri di accreditamento delle strutture universitarie, attraverso alcuni parametri oggettivi: le esigenze del territorio, la capacita' di autofinanziamento, l'adeguatezza dei corsi di laurea rispetto agli obiettivi formativi, la composizione del corpo docente, l'idoneita' tecnica delle strutture. E significa poter premiare le Universita' secondo il principio del merito e della responsabilita', incoraggiare tutti all'adozione di politiche migliori, attraverso l'analisi dell'efficacia dell'azione di ogni corso di laurea". "Vorrei -entra nel dettaglio Gelmini- che ogni ateneo si dotasse, attraverso il proprio sito, di una carta di identita' che contenga i dati sugli sbocchi professionali dei laureati, sulla produzione scientifica annuale dei docenti e ricercatori, sulla customer satisfaction degli studenti e sui risultati in termini di occupazione congruenti con gli studi fatti. Garantire la trasparenza e l'accessibilita' alle informazioni, e' l'unico modo per affermare un sistema pienamente meritocratico e offrire ai giovani una vera possibilita' di scelta". "La mia stella polare per la creazione di un nuovo Welfare studentesco e' nel rendere finalmente effettivi i dettati degli articoli 3 e 34 della Costituzione. A cinquant'anni di distanza, non siamo riusciti -sottolinea poi Gelmini- ad assolvere pienamente al compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono 'il pieno sviluppo della persona umana' e di garantire il diritto di raggiungere i piu' alti gradi dell'istruzione ai 'capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi'. Alcune regioni italiane hanno saputo compiere grandi sforzi e conseguire buoni risultati. Alcune universita' si sono dotate di strutture di accoglienza che non hanno nulla da invidiare ai famosi campus anglosassoni. Ma il bisogno delle famiglie soffoca i talenti, immobilizza la societa'. Non e' giusto". Piu' in generale, per Gelmini, "istruzione, universita' e ricerca sono i tre moduli dell'infrastruttura del sapere che e' l'infrastruttura fondamentale per ogni societa' che non voglia rassegnarsi al declino. Ma siete soprattutto voi giovani a dover percorrere questa infrastruttura, che ho trovato in cattivo stato. Risistemarla e' il compito che mi sono assunta, con l'obiettivo di trasformarla in un campo dove ciascuno di voi possa giocare le propriecarte e vedere riconosciuti i propri meriti". "Non posso, non possiamo rassegnarci a vivere in una societa' gerontocratica, falsamente egualitaria, soprattutto immobile, dove il figlio del notaio, ce lo dicono le statistiche, e' predestinato a diventare a sua volta notaio, e il figlio dell'operaio,se gli va bene, a fare l'operaio. E' una catena di ingiustizia che voglio rompere, che dobbiamo rompere tutti assieme -esorta e si impegna Gelmini- Per farlo, ho intenzione innanzitutto di chiamare al Ministero giovani docenti e ricercatori, affinche' possano parteciparea un grande concorso di idee, aiutarmi a rendere realta' le idee migliori, a tradurle in pratica e a proporle al Paese". "Le risorse, si sa, sono poche. Dovremo, e dovra' per primo il ministero, fare di necessita' virtu'. Ma sono convinta -conclude Gelmini- che un patto per la mobilita' sociale e per il merito tra istituzioni pubbliche, universita', fondazioni, imprese sostenuto dai giovani potra' aiutarci a far si' che il talento riesca a vincere il disagio economico, a far vincere al paese la sfida del capitale umano,a far vincere a voi la sfida del futuro".

Fonte: adnkronos
Segnala ad un amico

Ricevi il Giornale

Inserisci il tuo indirizzo email e riceverai il quotidiano online gratuitamente

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti
Google
Altre notizie