Roma, presentato il Politecnico del Mediterraneo. Il progetto coinvolge i 4 atenei siciliani

05 luglio 2008
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Formare giovani che, grazie alle conoscenze e alle professionalità acquisite, possano supportare la crescita economica dei territori che si affacciano sul Mediterraneo. Con questa finalità nasce il Politecnico del Mediterraneo, la sfida partita dalla Sicilia, che coinvolge i quattro atenei dell'Isola: Palermo, Catania, Messina e Enna. "Per nove anni - ha detto il rettore dell'Università di Palermo, Giuseppe Silvestri nel corso della

Al Poggetto
presentazione ufficiale alla Camera dei Deputati - i nostri atenei hanno lavorato assieme per offrire, grazie alla creazione del Politecnico, il nostro contributo per la promozione del dialogo tra le diverse culture del Mediterraneo. Il Mare Nostrum, deve infatti divenire il luogo in cui elaborare nuove proposte da lanciare al resto del mondo per risolvere i conflitti". "Abbiamo iniziato dall'area più difficile - ha continuato - quello della formazione di massimo livello, perché è da qui che si formano le nuove classi dirigenti e del tessuto imprenditoriale". Per il rettore dell'Università di Enna, Salvo Andò, "l'Italia, e la Sicilia in particolare, devono riuscire ad attrarre i giovani studenti che nei prossimi anni si muoveranno nell'area Mediterranea. Fino ad oggi, le università italiane hanno saputo attirare soltanto il 2 per cento degli studenti che studiano fuori dal loro Paese". "La Regione Sicilia - ha detto Andò - deve qualificare al meglio le sue risorse umane se vuole avere un ruolo in questa area geografica". Dello stesso avviso il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti, invitato dai docenti ad intervenire. "Il nostro Paese - ha detto Scotti, non uscirà dalla stagnazione in cui si trova se non saprà sviluppare anche la sua offerta formativa. Gli studenti stranieri non possono subire lo stesso trattamento burocratico delle badanti, bisogna facilitare il loro ingresso per motivi formativi". L'iniziativa sarà realizzata utilizzando le risorse del Por 2000/2006 pari a sei milioni e 434 mila euro. Già a partire dal prossimo anno accademico 2008-2009, la nuova struttura potrà aprire le porte a 2.500 giovani, italiani e stranieri. I corsi di laurea specialistici, dottorati e master offerti dal Politecnico, spiegano gli ideatori, riguardano Ingegneria, Architettura, Scienze agrarie, Biologiche, della Terra, del Turismo, le materie socio-economiche-giuridiche, le biotecnologie, le relazioni internazionali e le tecniche dell'informazione. Sin dai primi passi, sottolineano, l'offerta didattica sarà ampia: 98 corsi di dottorato di ricerca di durata biennale ai quali si potrà accedere per concorso, tutti supportati da borse di studio delle Università e della Regione. Già da luglio, l'attività del nuovo polo didattico verrà promossa dall'Associazione Mediterraid - che da anni sostiene la cooperazione e gli scambi tra i popoli - attraverso una campagna di promozione. L'Associazione, infatti, illustrerà per tutta l'estate il programma del Politecnico in giro per il Mediterraneo, e a fine settembre presenterà davanti alla Commissione Ue il progetto. "Con il Politecnico del Mediterraneo - hanno concordato i rappresentanti dei quattro atenei - la Sicilia conferma il suo ruolo di ponte naturale tra Sud e Nord del Mediterraneo, tra Oriente e Occidente d'Europa, e si candida a diventare punto di riferimento internazionale per la didattica e la ricerca universitaria". Una scommessa di crescita globale che parte, dunque, dal Sud. 

Fonte: ansa
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