E’ Roberto Lagalla il nuovo rettore dell’Università di Palermo per il triennio 2008/2011. E’ stato eletto oggi, a prima votazione, con 1640 preferenze. Il secondo candidato, Giuseppe Verde, preside della facoltà di Giurisprudenza, ha ottenuto 335 voti, mentre il terzo, Francesco Maria Raimondo, ordinario di Botanica e direttore dell’Orto botanico di Palermo, si è fermato a 239 voti. Le schede bianche sono state 73, quelle nulle 29.
Oggi si sono recati alle urne 2.316 dei 2.678 che avevano diritto al voto, fra professori, ricercatori, rappresentanti degli studenti negli organi collegiali e rappresentanti del personale tecnico-amministrativo.
Intorno alle 20,30, il decano dell’Università, Andrea Parlato, ha proclamato eletto Roberto Lagalla, che prenderà il posto del rettore uscente Giuseppe Silvestri il prossimo primo novembre. Lagalla, 53 anni, sposato, padre di quattro figli, è ordinario di Diagnostica per immagini e Radioterapia alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Palermo.
“Un consenso così largo – afferma subito dopo l’elezione Lagalla – è per me un ulteriore elemento di responsabilità, soprattutto perché lo considero un’adesione corale a un progetto comune che guarda soprattutto al futuro e al bene dei giovani. Dal primo novembre inizia il mio lavoro che continua quello portato avanti da Giuseppe Silvestri, svolto con impegno poderoso e uno sforzo non comune”.
Fin qui la notizia. Le previsioni dunque sono state abbondantemente rispettate, lo abbiamo scritto sei mesi or sono come sarebbe andata a finire, quando Roberto Lagalla lasciò il governo Cuffaro, dimettendosi da assessore alla Sanità. Già allora, prima che ci fossero incontri, dibattiti e fosse iniziata la campagna per ottenere consensi, sul nome di Lagalla c’erano già state delle convergenze significative.
Si era realizzata, tra l’atro, una apertura di credito di una parte della sinistra “universitaria” sul nome di Lagalla e si erano ritirati, uno dopo, l’altro, i candidati più temibili. Sgombrato il campo, il neo rettore è andato avanti senza problemi.
I due suoi concorrenti - Verde e Raimondo - sono apparsi più degli sparring partner che dei veri antagonisti, e non per demerito né per pigrizia, ma per il contesto, fortemente “compromesso” (ai fini del successo dei concorrenti) da una accorta strategia vincente del neo rettore, che è riuscito a mettere insieme le tradizionali aree culturali diverse (o contrapposte) dell’Università di Palermo.
C'è chi nega che la politica abbia avuto accesso in questa campagna per l’elezione del nuovo rettore. Ha torto e ragione insieme. Ha torto se nega la realtà e la storia dell’Università di Palermo, ha ragione se nega un cordone olmbelicale con i partiti tradizionali.
La sinistra, il centro e la destra universitari hanno fatto spesso di testa loro, ma sono rimasti tali.
In questa circostanza, invece, una parte della sinistra ha sposato la causa di Roberto Lagalla, che di sinistra non è affatto. Come si è arrivati a questa convergenza? La risposta potrebbe essere semplice: Lagalla ha saputo mettere insieme le aspirazioni di tutti e ha promesso di rappresentarle.
C’è anche una spiegazione ancora più semplice: Lagalla è bravo e hanno scelto lui per questa ragione.
Se fosse questa la ragione, e non c’è motivo di non prenderla in considerazione, dovremmo trarne la conseguenza che nell’Ateneo palermitano si è intrapresa la strada giusta.
Non capita spesso che a spuntarla siano quelli bravi. O no?
A me, diversamente dall'Anonimo di sotto, che non si dichiara "ben informato", risulta che 650 votanti si trovano nella sola facoltà di Medicina, includendo ovviamente anche gli studenti e gli amministrativi. Con i votanti di Ingegneria, insieme Medicina ed Ingegneria superano i 1000 votanti.
Invece, Giuseppe Verde e Francesco Maria Raimondo hanno preso molto di più dei votanti delle proprie facoltà di appartenenza.
Questo non significa che non ci sia stato voto incrociato e che voti di Giurisprudenza o di Scienze non possano esser andati a Lagalla, non è questo che voglio affermare.
Voglio, invece, evidenziare che l'ampio consenso, che si è coagulato attorno a Lagalla, affonda le sue radici nella convergenza degli interessi (leciti, per carità) delle due grandi aree didattiche di Medicina ed Ingegneria.
Andrea Volpe
Se fosse così come dice l'anonimo (non capisco perchè non si firma) e cioè che le maggioranze di giurisprudenza e di scienze matematiche hanno aderito al programma del "bravo Lagalla", allora chi ha dato 335 voti a Giuseppe Verde, preside della facoltà di Giurisprudenza, e 239 voti a Francesco Maria Raimondo, ordinario di Botanica e direttore dell’Orto botanico di Palermo?
La mia non è una domanda retorica. Sto veramente chiedendo all'anonimo ben informato da dove sono arrivati i voti, che non sono pochi, agli altri due candidati.
Grazie,
Andrea Volpe
Non Sono ben informato, basta sapere contare e capire che 1640 voti non provengono solo dalle facoltà di medicina e ingegneria, che ne possono esprimere al massimo 650. Evidentemente anche le altre facoltà hanno ritenuto di appogiarlo con altri 1000 voti, che da un semplice conteggio degli aventi diritto al voto per ciascuna facoltà risulta chiaro anche il sostegno di parte di giurisprudenza e scienze.
Se fosse così come dice l'anonimo (non capisco perchè non si firma) e cioè che le maggioranze di giurisprudenza e di scienze matematiche hanno aderito al programma del "bravo Lagalla", allora chi ha dato 335 voti a Giuseppe Verde, preside della facoltà di Giurisprudenza, e 239 voti a Francesco Maria Raimondo, ordinario di Botanica e direttore dell’Orto botanico di Palermo?
La mia non è una domanda retorica. Sto veramente chiedendo all'anonimo ben informato da dove sono arrivati i voti, che non sono pochi, agli altri due candidati.
Grazie,
Andrea Volpe
Basta con questi medici. Troppi medici nei posti di potere. E poi qui in Sicilia i medici nei posti di potere lo sappiamo che fanno...
PIU' MEDICI IN CORSIA MENO IN POLITICA
Concordo pienamente con l'articolo. Lagalla è stato eletto semplicemente perchè è bravo.
Non credo che tale elezione si può ridurre in un semplice accordo fra due grandi aree didattiche; non si ottiene una elezione plebiscitaria a primo turno (mai accaduto nella storia della nostra università) senza il consenso e l'adesione ad un programma di tutte le facoltà, compresa la maggioranza di giurisprudenza e scienze matematiche.
Visto che qualcuno, che mi ha preceduto nel fare commenti, lamenta la scarsa profondità dell'articolo, mi si consenta di inserire un altro elemento che l'articolo non ha preso in considerazione.
Mi riferisco al dato che Roberto Lagalla è stato eletto non solo, o non tanto, per la confluenza di una parte dei docenti universitari di sinistra, ma quanto per una sorta di accordo, più o meno esplicito, delle due grandi aree didattiche di Ingegneria e Medicina, che da sole hanno la maggioranza dei voti dell'Ateneo Palermitano.
Infatti, mentre Lagalla proviene da Medicina, gli altri due ottimi candidati provengono rispettivamente da Giurisprudenza, Giuseppe Verde, e da Scienze, Francesco Maria Raimondo, mentre il Rettore uscente, Giuseppe Silvestri proviene da Ingegneria.
Non per niente Lagalla (di militanza di destra) si è premurato ad affermare che continuerà ad operare nel solco tracciato dal suo predecessore Giuseppe Silvestri (di militanza di sinistra).
Da questo punto di vista concordo con l'analisi di chi nega che la politica abbia avuto accesso in questa campagna per l’elezione del nuovo rettore, nel senso che sono prevalse le logiche di appartenenza interne alle aree didattiche di Ateneo.
Il risultato complessivo è che a Rettore è stato eletto un docente che fino ad alcuni mesi fa faceva parte del Governo Cuffaro, in qualità di assessore alla Sanità, cioè ad un'area "strategica..." nel "piano cuffariano"!
Gli altri due candidati sono, invece, espressione, dal punto di vista della cultura, della sinistra cristiana Giuseppe Verde e della sinistra laica Francesco Maria Raimondo.
Dispiace che con questa elezione a rettore, in riferimento alla generosa candidatura di Giuseppe Verde, si confermi l'andazzo che i cristiani a sinistra non possono emergere, e questo, ahinoi, tragicamente appiattisce la militanza cristiana sulla destra dello schieramento politico.
Mi pare che il dato che stavolta all'Università non abbia avuto ruolo l'appartenenza politica, sia un dato più negativo che positivo!
Andrea Volpe
L'analisi fatta da Andrea Volpe è corretta, lucida e confermata da un'analisi vera per questo la condivido ed esprimo un giudizio positivo.
Giovanni Giacomo
Visto che qualcuno, che mi ha preceduto nel fare commenti, lamenta la scarsa profondità dell'articolo, mi si consenta di inserire un altro elemento che l'articolo non ha preso in considerazione.
Mi riferisco al dato che Roberto Lagalla è stato eletto non solo, o non tanto, per la confluenza di una parte dei docenti universitari di sinistra, ma quanto per una sorta di accordo, più o meno esplicito, delle due grandi aree didattiche di Ingegneria e Medicina, che da sole hanno la maggioranza dei voti dell'Ateneo Palermitano.
Infatti, mentre Lagalla proviene da Medicina, gli altri due ottimi candidati provengono rispettivamente da Giurisprudenza, Giuseppe Verde, e da Scienze, Francesco Maria Raimondo, mentre il Rettore uscente, Giuseppe Silvestri proviene da Ingegneria.
Non per niente Lagalla (di militanza di destra) si è premurato ad affermare che continuerà ad operare nel solco tracciato dal suo predecessore Giuseppe Silvestri (di militanza di sinistra).
Da questo punto di vista concordo con l'analisi di chi nega che la politica abbia avuto accesso in questa campagna per l’elezione del nuovo rettore, nel senso che sono prevalse le logiche di appartenenza interne alle aree didattiche di Ateneo.
Il risultato complessivo è che a Rettore è stato eletto un docente che fino ad alcuni mesi fa faceva parte del Governo Cuffaro, in qualità di assessore alla Sanità, cioè ad un'area "strategica..." nel "piano cuffariano"!
Gli altri due candidati sono, invece, espressione, dal punto di vista della cultura, della sinistra cristiana Giuseppe Verde e della sinistra laica Francesco Maria Raimondo.
Dispiace che con questa elezione a rettore, in riferimento alla generosa candidatura di Giuseppe Verde, si confermi l'andazzo che i cristiani a sinistra non possono emergere, e questo, ahinoi, tragicamente appiattisce la militanza cristiana sulla destra dello schieramento politico.
Mi pare che il dato che stavolta all'Università non abbia avuto ruolo l'appartenenza politica, sia un dato più negativo che positivo!
Andrea Volpe
tutto qui? mi deludete, nessuna interpretazioni del voto o analisi accurata del perchè 1640 stralunati hanno deciso di votare Lagalla?
mi deludete![]()
in genere chi commenta offendendo usa aggettivi che lo riguardano