La sfida dell’alta formazione parte dal Sud. In Sicilia è nato il Politecnico del Mediterraneo, un polo universitario d’eccellenza che intende rispondere alla domanda di alta formazione proveniente dalla macroarea mediterranea. Lo ha costituito la Regione siciliana con le quattro Università dell’Isola, Palermo, Catania, Messina, Enna, utilizzando le risorse del Por 2000/06, pari a 6 milioni e 434 mila euro, gestite dal dipartimento regionale Pubblica istruzione,
che ha finanziato la fase di start-up, grazie alla quale sono in corso di completamento il programma edilizio funzionale al progetto, la definizione degli aspetti tecnico-gestionali, l’avvio dell’offerta didattica. A fare parte del Politecnico sono i poli scientifico-tecnologici istituiti dalle quattro università siciliane, poli che aggregano in modo omogeneo strutture di formazione, di ricerca e di servizio. Dall’ingegneria all’architettura, dalle scienze agrarie, biologiche e della terra al turismo, dalle discipline economico-giuridiche alle biotecnologie, dalle relazioni internazionali alle tecniche dell’informazione, le quattro Università vantano una consolidata tradizione di attività formative e di ricerca legate agli interessi dell’area euro mediterranea.
Un’occasione unica per attrarre, formare e integrare nel mercato del lavoro studenti italiani, ma anche provenienti dai Paesi della sponda Sud del Mediterraneo, supportando la crescita economia dell’intera area. Le grandi opportunità offerte dal nuovo Politecnico del Mediterraneo sono state presentate oggi a Roma, nella Sala del Refettorio della Camera dei deputati, alla presenza dei rettori delle Università di Palermo, Giuseppe Silvestri, e di Enna, Salvo Andò, del delegato dell’Università di Catania, Antonino Risitano, del delegato dell’Ateneo di Messina, Signorino Galvagno, del sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Scotti, del presidente di Isiamed, Gian Guido Folloni, e delle rappresentanze diplomatiche e degli Istituti di cultura dei Paesi del Mediterraneo. L’occasione è stata data dall’avvio della campagna di promozione del Politecnico all’estero, in collaborazione con l’associazione Mediterraid, che da anni organizza in estate un tour nei Paesi del Mediterraneo sotto l’egida dell’Onu e di altre istituzioni internazionali e nazionali per promuovere i valori della cooperazione e degli scambi tra i popoli. Grazie a questa collaborazione, il progetto del Politecnico sarà illustrato nei prossimi mesi di luglio, agosto e settembre in Francia, Spagna, Grecia, Marocco, Tunisia, Libia ed Egitto attraverso una serie di seminari che si terranno in istituzioni quali Università, Istituti italiani di cultura, Camere di Commercio estere. E, a conclusione del viaggio, sarà presentato a Bruxelles, a fine settembre, nella sede della Commissione europea.
I corsi del Politecnico del Mediterraneo sono rivolti a giovani sia italiani che provenienti dalla macro-regione mediterranea. Si calcola che nei prossimi anni almeno 3 milioni e mezzo di persone provenienti da quest’area si muoveranno dal proprio Paese per cercare opportunità di alta formazione. Un’occasione anche per gli studenti siciliani che, in mancanza di un’offerta internazionale adeguata, si sono finora iscritti in Atenei italiani o esteri.
Nella fase di avvio, nell’anno accademico 2008-2009, il Politecnico del Mediterraneo potrà aprire le porte a 2.500 giovani, italiani e stranieri, che avranno a disposizione 50 tra facoltà e dipartimenti per svolgere attività di didattica e di ricerca, 62 laboratori, 45 biblioteche. E altre strutture e alloggi sono in corso di realizzazione per ospitare attività e studenti. L’offerta didattica è costituita da dottorati di ricerca, master, corsi di laurea specialistici, corsi di specializzazione mirati a rispondere efficacemente alla crescente domanda internazionale di alta formazione; lezioni e materiale didattico in inglese e francese. A partire per primi, nell’anno accademico 2008-2009, saranno 98 corsi di dottorato di ricerca di durata biennale ai quali si accede per concorso, tutti supportati da borse di studio delle Università e della Regione. Successivamente saranno attivati master annuali o biennali e corsi di laurea specialistica, di durata biennale.
Purtroppo tutte le iniziative didattiche ed intrastutturali del Sud Italia partono dall'edilizia , mai dalla scelta dei Docenti e o dei gestori delle nuove strutture ed attività.
Se le facoltà di Ingegneria ed Architettura Siciliane devono elevare il livello di conoscenze tecnico scientifiche dell' area mediterranea hanno un ottimo campo scuola di quanto non deve essere fatto, proposto,firmato,sponsorizzato da professionisti ed amministratori consapevoli nella zona costiera di Cefalù,Lascari,Campo Felice sino a Palermo.
Negli ultimo anni ha proliferato un'edilizia di rapina di seconde case??? senza infrastrutture, centri commerciali,ricreativi ,chiese ,scuole,strade,trasporti degne di questo nome in assenza di una visione unitaria del futuro del territorio che pregiudica qualsiasi futuro reale sviluppo turistico lungo tutto l'anno e non limitato a 15/25 giorni utilizzabili dagli sfortunati acquirenti .