"In tutto il mondo sono 158 milioni i bambini sotto i 15 anni intrappolati nel lavoro minorile: lagrande maggioranza ha poche o nessuna speranza d'accedere a quell'istruzione che contribuirebbe a rompere il ciclo di poverta' e analfabetismo che ne mina il futuro". E' quanto sottolinea l'Unicef, ricordando che "oltre 100 milioni di bambini, quasi il 70% di tutti i bambini lavoratori, lavorano in agricoltura nelle aree rurali, dove l'accesso a scuola, la disponibilita' di insegnanti e di forniture scolastiche sono fortemente limitati. Anche nelle aree urbane, i bambini poveri ed emarginati non sono in grado di beneficiare delle possibilita' d'accesso alle strutture scolastiche, a causa dei costi, delle barriere sociali e culturali". Per l'Unicef, "il genere e' un fattore decisivo per determinare se un bambino sara' in grado di cogliere o meno le opportunita' che l'istruzione gli offre: in America latina, il 90% di tutti i minori che svolgono lavori domestici sono bambine; nell'Africa sub-sahariana,dove un bambino su tre lavora, solo il 59% delle bambine frequenta la scuola". Ma dati recenti offrono nuove speranze per la lotta al lavorominorile. "L'istruzione e' l'arma migliore in questa battaglia globale, e il numero dei bambini senza accesso a scuola e' sceso da 115 milioni nel 2002 a 93 milioni nel 2005-2006". Parte di questo successo, osserva l'Unicef, "e' dovuto a nuove iniziative che diminuiscono il costo dell'istruzione scolastica, rendendola piu' facilmente accessibile ai bambini". Tra queste, l'iniziativa per l'abolizione delle tasse scolastiche, lanciata nel 2005 proprio dall'Unicef e dalla Banca Mondiale per sostenere i Paesi che attuano politiche di abolizione delle tasse scolastiche. Si registra inoltre un incremento del 5% nei tassi di iscrizione e completamento degli studi scolastici in 11 paesi dell'Africa occidentale, grazie alla fornitura di materiali di base alle scuole: in tal modo, le famiglie non sono state costrette a trovare il denaro per comprare ai bambini i materiali scolastici, rendendo i genitori poveri piu' disposti a mandare i figli a scuola.