Test, simulazioni, addestramento. Tutto per capire come reagiscono l'uomo, ed il suo cuore, in situazioni estreme. A realizzarli e' stata l'Aeronautica Militare, che a Pratica di Mare ha organizzato il Primo Corso Avanzato di cardiologia in Ambienti Straordinari, mettendo cosi' a disposizione di studi e ricerche nello sport le proprie competenze di medicina aeronautica e spaziale. Il corso e' nato dalla collaborazione scientifica fra il Reparto di Medicina Aeronautica e Spaziale del Centro Sperimentale Volo dell'Aeronautica Militare e la Societa' Italiana di Cardiologia (Sic) dello Sport.
Il corso, aperto alla presenza del Comandante Logistico, generale di squadra aerea Tiziano Tosi, e' stato rivolto a medici provenienti da tutta Italia ed ha visto momenti sia teorici che addestrativi per simulare e testare l'attivita' di studio svolta presso il centro di Pratica di Mare. In particolare, sono state svolte esercitazioni che prevedono l'utilizzo della camera ipobarica e con simulatore di disorientamento spaziale unitamente all'utilizzo del laboratorio di visione notturna. L'ultima delle esercitazioni messe in pratica e' stata quella con il seggiolino eiettabile.
"La sfida dell'uomo, inteso come atleta, oltre i confini della nostra limitata dimensione di 'terrestri', dagli abissi marini al volo aeronautico fino al volo spaziale, suscita sempre piu' vivo interesse e richiede approfondite conoscenze non solo della fisiologia umana normale, ma soprattutto della fisiologia dell'uomo in ambienti straordinari" sottolinea il generale di divisione aerea Fabrizio Draghi, Comandante del Centro Sperimentale di Volo di pratica di Mare.
"La continua attivita' di ricerca nell'ambito degli sport estremi -spiega il Colonnello Giuseppe Ciniglio Appiani, Capo Reparto Medicina Aeronautica e Spaziale e direttore del corso- ha visto unire le conoscenze acquisite dal mio Reparto con quelle dei cardiologi dello sport: il corso avanzato di cardiologia in ambienti straordinari affronta, in maniera completa ed esaustiva, le molteplici tematiche della medicina aeronautica e spaziale e della medicina subacquea ed iperbarica, ponendo in evidenza come ambienti estremi cosi' lontani e differenti risultino ad un attento osservatore strettamente connessi e correlati tra loro".
Il Reparto Medicina Aeronautica e Spaziale affonda le proprie radici negli albori dell'aviazione; nel 1938 veniva istituito il Centro Studi e Ricerche di Medicina Aeronautica presso il Reparto Alta Quota di Guidonia (Roma), veniva poi trasferito nel 1986 a Pratica Di Mare con la denominazione di Reparto Medicina Aeronautica e Spaziale. I compiti del Reparto Medicina Aeronautica e Spaziale sono rappresentati dall'addestramento aerofisiologico del personale aeronavigante (piloti ed equipaggi di volo) e lo studio, la sperimentazione e la ricerca nell'ambito della medicina aeronautica e spaziale.
Per queste attivita', il Reparto si e' dotato delle piu' moderne e sofisticate apparecchiature medico-scintifiche, la camera ipobarica, per l'addestramento all'ipossia, all'alta quota ed agli ambienti estremi, il disorientatore spaziale, per l'addestramento al riconoscimento dei primi segni di disorientamento spaziale e per la riabilitazione dalle chinetosi, l'ejection seat trainer, per l'addestramento alla corretta postura fisica, in caso di eiezione rapida dal velivolo e alla familiarizzazione con le sollecitazioni gravito-inerziali che ne conseguono, ed, infine, il laboratorio per l'addestramento alla visione notturna completamente equipaggiato con i visori notturni, Night Vision Goggles, e due ambienti per la simulazione di volo notturno.