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I conti correnti on line ancora nel mirino della pirateria informatica

03 giugno 2008
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Una massiccia ondata di tentativi di phishing sta interessando in questi giorni la Rete. La mail è facilmente riconoscibile dai soliti errori di grammatica e di sintassi ed ha superato anche le barriere delle reti INTRANET aziendali.

Riportiamo di seguito il testo attualmente più ricorrente:

“Abbiamo recentemente esaminato il suo account, e il sospetto che Poste tuo account sia stato letto da una parte di terzi non autorizzati. Proteggere la sicurezza del tuo account e di Poste Italiane la rete É la nostra principale preoccupazione. Pertanto, come misura preventiva, abbiamo temporaneamente limitato l'accesso al conto caratteristiche sensibili.

Per ripristinare il tuo account di accesso, fai clic sul link qui sotto:

http://poste.wfltc.com/

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Ci scusiamo per gli eventuali disagi causati da questo problema, e apprezziamo la sua assistenza per aiutarci a mantenere l'integritÁ di tutto il sistema di Poste. La ringrazio per la vostra pronta attenzione a questo tema”.

Cliccando sul link vengono richieste alcune credenziali per accedere illegalmente al conto.

Riportiamo di seguito il decalogo dell’Abi contero il phishing

1) diffidate di qualunque e-mail che richieda l'inserimento di dati riservati: la vostra banca non richiederà tali informazioni via e-mail.

2) e' possibile riconoscere le truffe via e-mail con qualche piccola attenzione. Generalmente queste e-mail non sono personalizzate e contengono un messaggio generico di richiesta di informazioni personali per motivi non ben specificati (es. scadenza, smarrimento, problemi tecnici); fanno uso di toni intimidatori, ad esempio minacciando la sospensione dell'account in caso di mancata risposta; non riportano una data di scadenza per l'invio delle informazioni.

3) nel caso in cui riceviate un messaggio contenente richieste di questo tipo, non rispondete via e-mail, ma informate subito la vostra banca tramite il call center o recandovi in filiale.

4) non cliccate su link presenti in e-mail sospette, in quanto questi collegamenti potrebbero condurvi ad un sito contraffatto, difficilmente distinguibile dall'originale. Anche se sulla barra degli indirizzi del browser viene visualizzato l'indirizzo corretto, non vi fidate: è possibile infatti per un hacker far visualizzare un indirizzo diverso da quello nel quale realmente vi trovate.

5) diffidate inoltre di e-mail con indirizzi web molto lunghi, contenenti caratteri inusuali.

6) quando inserite dati riservati in una pagina web, assicuratevi che si tratti di una pagina protetta: queste pagine sono riconoscibili in quanto l'indirizzo che compare nella barra degli indirizzi del browser comincia con https:// e non con http:// e nella parte in basso a destra della pagina e' presente un lucchetto.

7) diffidate se improvvisamente cambia la modalità con la quale vi viene chiesto di inserire i vostri codici di accesso allo home banking: ad esempio, se questi vengono chiesti non tramite una pagina del sito, ma tramite pop-up (una finestra aggiuntiva di dimensioni ridotte). In questo caso, contattate la vostra banca tramite il call center o recandovi in filiale.

8) controllate regolarmente gli estratti conto del vostro conto corrente e delle carte di credito per assicurarvi che le transazioni riportate siano quelle realmente effettuate. In caso contrario, contattate la banca o l'emittente della carta.

9) le aziende produttrici dei browser rendono periodicamente disponibili on-line e scaricabili gratuitamente degli aggiornamenti (cosiddette patch) che incrementano la sicurezza di questi programmi. Sui siti di queste aziende e' anche possibile verificare che il vostro browser sia aggiornato; in caso contrario, e' consigliabile scaricare e installare le patch.

10) Internet è un po' come il mondo reale: come non dareste a uno sconosciuto il codice PIN del vostro bancomat, allo stesso modo occorre essere estremamente diffidenti nel consegnare i vostri dati riservati senza essere sicuri dell'identità di chi li sta chiedendo. In caso di dubbio, rivolgetevi alla vostra banca.

 

G. Di Bella

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