Questa notte il modulo di atterraggio Phoenix è atterrato sulla superficie del polo di Marte. L’atterraggio è avvenuto come previsto e tutto ad ora (dieci ore dopo l’atterraggio) sembra funzionare come da programma. In realtà la sonda impiegherà circa una settimana per capire se è tutto completamente a posto e poi comincerà il programma scientifico che prevede una serie di analisi del suolo polare marziano.
Questa è nella sua cruda sintesi la notizia di ciò che è avvenuto questa notte e questa è la notizia che è stata data, sembrerebbe essere una delle solite missioni spaziali, ma… in realtà, c’è molto altro. Questa missione contiene e ha la potenzialità di aprire scenari completamente nuovi e sconvolgenti per l’Uomo, la sua Cultura il suo Sapere.
Fin troppo spesso tendiamo a vedere la Scienza come una collezione di numeri e fatti concentrandoci sulle tecniche e perdendo la Poesia che è dietro la ricerca del sapere, che è dietro il quotidiano sforzo di uomini brillanti di tutto il mondo che rinunciano a cospicui guadagni personali e a esposizioni mediatiche per fare avanzare la conoscenza umana, dimenticandoci che, parafrasando il Poeta, fatti non fummo per viver come bestie ma per seguir virtute e conoscienza. Cerchiamo quindi di vedere alcuni di questi fatti tecnici sotto una luce scientifica rigorosa ma di evidenziarne anche i loro altri significati
Questa missione è la prima missione umana che incontra, su un pianeta che non è il nostro, l’acqua. L’esistenza di acqua su corpi extraterrestri è un fatto scientifico noto già da tempo ma il diretto contatto con acqua solida o liquida da parte di tecnologia terrestre su corpi extraterrestri non era mai avvenuto prima d’ora. L’acqua è il liquido amniotico in cui si è formata la vita sul pianeta Terra. Phoenix è atterrato, anzi ammarato, su un suolo ghiacciato il cui strato superiore è formato da ghiaccio di acqua. E questo è già un risultato scientifico epocale.
In questa missione c’è la collaborazione di tutte le agenzie spaziali mondiali, i satelliti europei collaboreranno nella trasmissione dei dati a terra. Ci sono cioè l’intelligenza e le capacità di tanti uomini appartenenti a nazioni di diverse che collaborano per un fine positivo comune.
Questa missione è gestita in larga parte da un’Università. Ciò significa che i dati saranno gioco forza universali saranno patrimonio della comunità scientifica mondiale. Ciò significa che non ci possono essere risvolti militari
E, cosa fondamentale, in questa missione tra una settimana Phoenix comincerà ad analizzare l’acqua e il suolo polare di Marte e andrà sotto la superficie. Ha tutti gli strumenti per farlo.
Tutto ciò non è poco, anzi in questi tempi concentrati sulle divisioni, sulle guerre e sull’assenza di cultura è moltissimo.
Ma certamente l’aspetto più importante di questa missione è che, con l’analisi dell’acqua marziana e del sottosuolo marziano, l’Uomo ha posto con chiarezza e con forza la domanda “Esiste vita su un altro pianeta?”. Questa è probabilmente una delle domande più universali e più antiche formulate dall’Uomo. Questa sonda ha gli strumenti per dare una risposta chiara.
Se la risposta sarà affermativa la Conoscenza umana avrà fatto un enorme passo avanti, la Cultura umana probabilmente cambierà.
Marco Trapanese