Il suolo di Marte è ricco di depositi di silicati, i minerali più comuni sulla Terra e sono la prova finora più diretta che sul pianeta rosso c'é stata acqua. La scoperta, resa possibile dai dati raccolti dal rover americano Spirit e già annunciata tempo fa dalla Nasa, è adesso descritta nei dettagli su Science.
Spirit, che dal 2004 sta esplorando il suolo del pianeta rosso, ha permesso di scoprire vasti depositi di silicati puri, come quarzi e opali, minerali che possono essere considerati la testimonianza diretta di processi geochimici avvenuti in passato e che sarebbero stati impossibili senza la presenza di acqua. I minerali provengono soprattutto dalle Columbia Hills, un gruppo di basse colline che si trova all'interno del cratere Gusev.
Un sito considerato particolarmente importante dagli esperti di geologia planetaria autori della ricerca, coordinati da Steven Squyres della Cornell University di New York. Quest'area è infatti considerata la più probabile nella quale potrebbero essere conservate tracce di una vita passata sul pianeta rosso. O almeno lo si può affermare sulla base di quello che finora si é osservato sulla Terra: "Sul nostro pianeta i depositi idrotermali pullulano di vita e i depositi di silicati associati ad essi contengono i resti fossili di microbi", ha osservato uno degli autori della ricerca, l'astrobiologo Jack Farmer.
Per avere la risposta bisognerà aspettare perché a bordo del rover Spirit non ci sono strumenti in grado di analizzare se nei depositi di silicati appena scoperti esistono o meno tracce di vita microscopica.