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In Norvegia le donne immigrate sono depresse

22 maggio 2008
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L’integrazione sociale degli immigrati in Norvegia influenza la loro salute mentale, soprattutto quella degli uomini. Per le donne, invece, risulta più difficile sentirsi parte integrante della società che li accoglie. Inaspettatamente, infatti, il disadattamento sociale è causa dell’aumento dei problemi mentali riscontrati nelle immigrate, soprattutto in quelle provenienti dall’Est.

 

A rivelarlo è uno studio condotto dal Professor Odd Steffen Dalgard e da Suraj Bahadur Thapa, membri della Divisione di Salute Mentale del NIPH, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Clinical Practice and Epidemiology in Mental Health.

 

La ricerca, effettuata nel biennio 2000-2001 all’interno del progetto HUBRO, che aveva lo scopo di fornire una descrizione dettagliata della salute della popolazione di Oslo, è stata condotta dal NIPH in collaborazione con la Città di Oslo e l’Università locale.

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16.000 dei 18.770 adulti partecipanti, 1.448 dei quali provenienti da paesi non occidentali e 1.059 originari invece dell’Occidente, suddivisi in 11 differenti gruppi di età, hanno risposto alle domande dell’Hopkins Symptom Check List (HSCL-10), sulla loro salute mentale. Il questionario comprendeva, tra gli altri, alcuni quesiti inerenti la conoscenza della lingua norvegese, la lettura di quotidiani norvegesi, il rapporto con Norvegesi di nascita e l’eventuale sostegno ricevuto da questi ultimi in situazioni particolari, oltre che domande specifiche sul salario percepito al lavoro, l’affitto e lo stato civile.

 

''Abbiamo scoperto che l’integrazione sociale tra gli immigrati non occidentali è strettamente legata alla salute mentale per gli uomini, ma non per le donne. È stato un risultato inaspettato'', afferma Dalgard, ''dal quale dipendono molti dei problemi mentali riscontrati nelle immigrate durante il nostro studio.''

 

Il disagio sociale porta infatti le donne ad avere problemi di autostima e perdita del sentimento di identità che, continua Dalgard, ''dipende anche dal malessere psicologico causato dall’esposizione continua alle sanzioni negative degli uomini della stessa cultura di origine nel contatto con la società norvegese.''

 

Emerge infatti, a detta di Dalgard, una differenza sostanziale tra il ruolo tradizionale attribuito alle donne in Norvegia e quello assunto dalle donne non occidentali, che nel caso della ricerca provengono dall’Est Europa, dall’Asia e dall’Africa. Le differenti attese culturali alle quali devono sottostare le donne straniere, specchio, nel caso degli immigrati, del senso di identità culturale da sottolineare e opporre a un contesto diverso dal proprio di origine, causa prima di tutto un disadattamento sociale e, di conseguenza, i problemi di salute mentale nei quali sfocia, nei peggiori casi, il disagio psicologico.

 

Al di là del risultato relativamente negativo al quale sono pervenuti gli studi in merito alla salute degli immigrati i Norvegia, la ricerca potrebbe fornire al governo locale le basi di partenza per una futura politica dell’immigrazione, specialmente, come conclude Dalgard, nel caso di donne con una provenienza culturale differente, prime detentrici del senso di appartenenza in un luogo altro rispetto a quello di origine, anche e soprattutto per gli uomini.

Fonte: Antrocom
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