Non solo tensione, ansia, mal di testa, dolori al collo e ai polsi e problemi di sonno. Il tecnostress provoca ipertensione e puo' far male al cuore. Lo affermano i medici interpellati nella ricerca su 'Le professioni piu' tecnostressanti', condotta da Netdipendenza onlus in collaborazione con Assoexpo, Wireless e Pierre Communication su un campione di 200 professionisti italiani, che sara' presentata domani alla Fiera Milano City. Nell'indagine condotta da Enzo Di Frenna, presidente della onlus,
si sottolineano gli studi esistenti sui pericoli legati a questa moderna forma di stress, che puo' mettere a dura prova l'organismo, in particolare arterie e sistema cardiocircolatorio."Lo stress di qualunque genere - afferma Maurizio Cotrufo, direttore del Dipartimento di scienze cardiotoracihe e respiratorie del Monaldi di Napoli - puo' generare disturbi cardiocircolatori, dunque anche il tecnostress e' un fattore da non sottovalutare. Le professioni ad alto impatto tecnologico - aggiunge - sono da considerare piu' a rischio di altre, perche' l'uso eccessivo di nuove tecnologie puo' generare un alto livello di stress". Il vero problema del tecnostress "e' l'alterazione della vita naturale - gli fa eco Marco Diena, cardiochirurgo e fondatore del centro di prevenzione malattie cardiovascolari Cardioteam - il continuo flusso di informazioni genera tensione psichica, con conseguenze dirette sul corpo".
Un meccanismo "ormai radicato in molti ambienti di lavoro - prosegue Diena - Bisogna studiare il modo per recuperare un stile di vita piu' sano e naturale, se vogliamo prevenire un problema che nei prossimi anni potrebbe registrare uno sviluppo maggiore.
C'e' poco da stare allegri anche secondo Luigi Chiariello, direttore della Cattedra di cardiochirurgia dell'Universita' Tor Vergata di Roma.
"L'evoluzione moderna dello stress, cioe' il tecnostress, puo' determinare problemi cardiaci a medio o lungo termine", assicura. Sotto accusa, "l'ipertensione che scaturisce dall'uso prolungato di nuove tecnologie - dice Chiariello - E' stato anche riscontrato che il tipo di personalita' piu' arrivista, con una forte carica aggressiva, e' la piu' esposta al rischio d'infarto".
E anche secondo Ottavio Alfieri, del Dipartimento Cardiotoraco-vascolare dell'ospedale San Raffaele di Milano, "il tecnostress e' un problema serio. L'uso delle nuove tecnologie della comunicazione - afferma lo specialista - comporta indubbiamente un aumento del rischio ipertensione. Il problema sta nel flusso enorme delle informazioni, che professionisti e manager sono sempre piu' spesso chiamati a gestire, a ritmi incalzanti e per molte ore al giorno".