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La civilità odierna al bivio: quali prospettive per il futuro dell'umanità dopo lo sviluppo tecnologico?

09 maggio 2008
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Tutte le civiltà a un certo punto della loro esistenza deperiscono. Si tratta di quello che sta accadendo alla nostra civiltà, precipitata in una spirale involutiva?

Da un esame storico si può evincere che tutte le civiltà a un certo punto della loro esistenza deperiscono. Si tratta di quello che sta accadendo alla nostra civiltà, precipitata in una spirale involutiva? Il decadimento morale, la corruzione, lo sgretolamento sociale, sono gli effetti apparenti, la sintomatologia sociale della crisi, ma le cause di questo inaridimento sono da ricercarsi in un lontano passato, nella fase della prima formazione della storia e sono le cause di tutti i processi degenerativi di un sistema complesso come quello sociale. La lettura della storia ci insegna che le vicende umane non hanno soluzione di continuità e vengono svolte in concatenazione di eventi.



Cosa fare davanti a questa situazione che sta portando al collasso il pianeta e l’umanità con esso ?

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Una possibilità è quella di accettare la vita come un rapporto con un mistero che non possiamo comprendere. Un secondo approccio è quello adeguarsi all’idea di un disegno intelligente, governato da forze ignote e leggi superiori, che sovrintende e regola la vita degli esseri viventi e del pianeta, che appare invero più convincente di quella di un dio onnisciente ora misericordioso e compassionevole, ora collerico e punitivo, ma fa sorgere dei dubbi: chi guida queste forze? Perché le civiltà scompaiono velocemente ? Perché si è giunti al punto in cui siamo? Non sarebbe stato più saggio limitare il numero degli abitanti? C’è un limite temporale noto a pochi che scandisce le varie età del mondo?

È singolare il fatto che nel corso di 6000 lunghi anni, l’uomo è molto lentamente progredito nelle sue conoscenze, mentre negli ultimi 250 anni lo sviluppo tecnologico e scientifico ha subito una improvvisa quanto inattesa accelerazione. Parallelamente deve riscontrarsi un poderoso incremento della popolazione. Non si può non ritenere, allora, che sviluppo tecnologico, e incremento della popolazione, non siano strettamente e indissolubilmente collegati, se da un lato si registra un colossale incremento demografico e dall’altro una prodigiosa avanzata delle scoperte scientifiche.

L’appropriazione dei ritrovati della scienza è andata di pari passo con la spogliazione delle risorse energetiche, dei minerali preziosi, delle materie prime, delle fonti non rinnovabili; correndo parallela all’incremento nel numero degli abitanti, rendendo le differenze, tra nazioni ricche e povere, macroscopiche.



Tutte le maggiori conquiste tecnologiche degli ultimi duecento anni sono state ottenute per mezzo di finanziamenti pubblici. Senza tali massicci interventi non vi sarebbe stato alcun progresso. Il primo progetto di motore differenziale ricevette un finanziamento dal governo britannico di 17.470 sterline; una vera e propria fortuna nel 1834. Lo sviluppo dei computer è dipeso dalle ingenti commesse pubbliche. La IBM costruì il primo computer digitale programmabile solo dietro richiesta del Dipartimento alla Difesa Statunitense durante la guerra di Corea”.

Una piccola parte del mondo così è divenuto opulento, progredito, emancipato, interconnesso da reti elettroniche, telematiche, reso raggiungibile nei punti di maggior distanza in tempi misurabili in ore; mentre un’altra parte assai più vasta e popolosa ,vede presenti fame, carestie, malattie endemiche in larghi strati della popolazione molto più di ieri.

 

C’è una ragione per tutto questo?

In una fase preliminare era necessario incrementare nel numero e nella densità la popolazione mondiale, per pervenire ad implementare le risorse economiche necessarie al raggiungimento del livello tecnologico desiderato prima della catastrofi che stanno per verificarsi. Adesso, nell’imminenza del verificarsi di grandi rivolgimenti climatici, è necessario ridurre drasticamente il numero complessivo degli abitanti, non più sostenibile dall’ecosistema ambientale.

La falcidia di miliardi di persone attraverso virus, epidemie, carestie e guerre atomiche è un passaggio cruciale, doloroso, ma obbligato; una scelta ineludibile.

Il piano straordinario di Ezechiele che ha attraversato i millenni, gli uomini e la storia non è dunque solo un progetto ma una scienza, che avendo decifrato l’intera trama del disegno intelligente che governa il mondo materiale, prepara l’umanità degli eletti per l’Alba di un nuovo giorno. Alla fine il piano malvagio e quello di Dio convergeranno senza alcuna contrapposizione

 

S. Panvini

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