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Il ruolo dei cittadini nella Sanità all’indomani del piano di rientro

20 giugno 2009 18:17
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È stata un’importante occasione di confronto sulla sanità regionale l’incontro odierno dal titolo “Costruire reti per promuovere processi di empowerment. Il Tribunale per i Diritti del Malato: l’Audit civico e i PIT (Piano Integrato di Tutela)”. L’incontro ha fatto parte del ciclo di seminari previsto dal progetto ECIS – Educazione e Cittadinanza Sociale, organizzato ad Acireale dall’Osservatorio Mediterraneo – Centro Studi Formazione

Onlus, col sostegno della Fondazione per il Sud, e si è tenuto a ventiquattro ore dalla firma del decreto attuativo del riordino delle aziende ospedaliere da parte dell’assessore alla Sanità della regione siciliana Massimo Russo.

 

Nel corso dei lavori il segretario regionale di Cittadinanzattiva Sicilia, Giuseppe Greco, si è soffermato in modo particolare sul Piano di rientro e di riqualificazione del Servizio regionale siciliano. “In Sicilia è stato realizzato un progetto di Sanità che vede i cittadini al centro, ma non avulso dal contesto storico e sociale. I cittadini sono la condizione vincolante del processo di rinnovamento di tutto il sistema, della sua organizzazione ospedaliera e territoriale, della prevenzione, della partecipazione. Noi abbiamo rappresentato all’Assessore Russo il nostro vivo apprezzamento per i cardini fondamentali del Piano, ma abbiamo anche espresso il fermo proposito di seguirne l’attuazione operativa e il dimensionamento territoriale. Il fabbisogno dei cittadini rilevato scientificamente sarà così accompagnato da un’offerta di servizi e prestazioni quali risposte ai bisogni per il raggiungimento di standard adeguati. Stiamo completando l’audit civico in sette aziende sanitarie ospedaliere o locali e la formula della rilevazione dei limiti del sistema sanitario, ma anche della sua funzionalità in rapporto ai bisogni dei cittadini ci permette di migliorare e rendere efficace l’azione di tutela dei diritti civici. Contiamo di estendere tale attività di partecipazione civica a tutto il territorio regionale in una logica di coinvolgimento pieno nel lavoro di riqualificazione dei servizi e con lo scopo di migliorare il livello della sanità, ma anche di sviluppare i settori della prevenzione, del raccordo socio-sanitario, dell’informazione e della formazione”.

 

“Nella nostra regione è in atto un grande processo di trasformazione del Servizio sanitario” ha dichiarato il presidente regionale siciliano dell’Associazione Italiana Educazione Sanitaria (A.I.E.S.), Salvatore Cacciola. “La garanzia che si riesca a passare dalle dichiarazioni ai fatti concreti – ha continuato Cacciola – è data dal ruolo che svolgeranno i cittadini organizzati. Se un fattore di criticità, rilevato anche dal rapporto nazionale PIT Salute, è rappresentato dalla mancata umanizzazione dei servizi sanitari, è indispensabile mettere al centro la persona anziché gli interessi economici di pochi. Le scelte della promozione della salute, della tutela dei diritti e dei servizi territoriali saranno il banco di prova. Valuteremo, senza fare sconti a nessuno, quanto di efficace sarà fatto per la salute dei siciliani”.

 

Anche la Responsabile Nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato (rete di Cittadinanzattiva) Francesca Moccia, è intervenuta su servizio pubblico e ruolo dei cittadini. “La difesa del servizio sanitario pubblico – ha dichiarato – è una priorità per Cittadinanzattiva. Questo non vuol dire che difenderemo le carenze strutturali, i cattivi comportamenti, la mancanza di umanità nelle cure, l’assenza di servizi, ma vuol dire che pretenderemo il potenziamento dei servizi laddove non ci sono, la sicurezza e la qualità delle cure, la trasparenza nella gestione delle liste d’attesa, la possibilità di prenotare attraverso centri unici di prenotazione, la terapia del dolore per malati oncologici e cronici, l’assistenza domiciliare ai non autosufficienti. Lo faremo con la mobilitazione delle coscienze – ha aggiunto Francesca Moccia – con l’ascolto dei cittadini attraverso i servizi P.I.T. con la valutazione civica attraverso il programma audit civico, e tutti gli strumenti a disposizione per tutelare i diritti, non ultimo il ricorso all’azione giudiziaria. Sosterremo la razionalizzazione della spesa contro corruzione e sprechi, ma mai se questo dovesse violare i livelli essenziali di assistenza, che devono essere riconosciuti in tutte le regioni italiane in modo omogeneo, e il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione italiana”.

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