Disabilità in Sicilia, ecco come migliorare la qualità
degli interventi in favore dei portatori di handicap

09 giugno 2009 10:22
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Salvatore Crispi, nella sua qualità di Responsabile del Coordinamento H fra le Associazioni che tutelano i diritti delle persone con disabilità nella Regione Siciliana - Onlus ci ha inviato le sue considerazioni sul cattivo stato in cui versano gli interventi riabilitativi a favore delle persone con disabilità della Regione Sicilia, a causa sia di scelte strategiche poco idonee sia di una cattiva ripartizione dei fondi disponibili e di una mancata e organica programmazione.

 

Nell’ambito della riabilitazione per le persone con disabilità la Regione siciliana affronta annualmente un grosso impegno finanziario.
A questo si aggiungono le somme, altrettanto esponenziali, che la stessa  Regione impegna per le strutture di fisio-kinesiterapia in convenzionamento esterno in cui possono essere trattate anche persone con disabilità minimale o transitoria.
Di fatto, però, questo non avviene sempre, poiché le persone con disabilità gravi ed importanti spesso non possono accedere per mancanza di disponibilità di posto nelle strutture accreditate ai sensi dell’articolo 26 della legge nazionale 833/1978, della legge nazionale 104/1992 e della legge della Regione Siciliana 16/1986, per cui esse sono costrette, pur avendo l’accertamento dell’handicap, ai sensi dell’articolo 3 della stessa legge 104/1992, a ricorrere alle strutture in convenzionamento esterno, che le accolgono dietro la presentazione di una ricetta medica autorizzata dall’Azienda USL competente per territorio; ciò avviene, perché i moduli con cui agiscono le strutture accreditate per la riabilitazione delle persone con disabilità sono insufficienti ed hanno liste di attesa considerevoli.


Tutto questo è in contrasto non solo con il Decreto dell’Assessore per la Sanità n. 890/2002, ma anche  con  le  linee-guida  sulle attività di riabilitazione, emanate dal Ministero della Sanità nel 1998.
Per riequilibrare e contenere le somme enormi sborsate annualmente dalla Regione nell’ambito del Piano di rientro sono stati posti dei limiti al budget sia delle strutture accreditate sia di quelle in convenzionamento esterno.
Questo ha provocato gravi disagi che hanno suscitato animati dibattiti e contrapposizioni.
Nel frattempo, per le persone con disabilità vi è stato, invece, un disagio reale molto forte, poiché per l’insufficienza dei moduli dei Centri accreditati, esse sono costrette a rivolgersi alle strutture in convenzionamento esterno, che, vedendosi ridurre il budget, hanno cominciato a non accogliere più i pazienti con disabilità complessa, a licenziare il proprio personale o a chiedere agli stessi utenti, che hanno bisogno di continuità terapeutica, un contributo integrativo.
La situazione, scarsamente sopportabile, è stata risolta, temporaneamente, dall’Assessore per la Sanità che ha autorizzato, con un'integrazione del budget stabilito, le strutture in convenzionamento esterno a continuare a fare sedute di terapia alle persone con disabilità grave; ma questo provvedimento, valido solo per il territorio di competenza dell’Azienda USL 6 di Palermo, aveva un limite temporale di qualche mese per cui la situazione è ritornata come prima.
Si potrebbe risolvere definitivamente la questione trasferendo una parte delle somme destinate al convenzionamento esterno per incrementare il numero dei moduli con cui operano i Centri accreditati; in questo modo l’appropriatezza dell’assistenza riabilitativa per le persone con disabilità, soprattutto quelle caratterizzate da particolare gravità, sarebbe garantita e si eviterebbero molte incertezze e tentazioni, più o meno esplicite, di equiparare il convenzionamento esterno con gli stessi centri accreditati; infatti questi ultimi svolgono dei servizi completamente diversi, che guardano alla complessità della riabilitazione specifica per la disabilità grave ed importante.
Queste soluzioni sono state prospettate più volte a partire dal settembre 2008 fino a questi giorni all’Assessore per la Sanità, al quale il Coordinamento H fra le Associazioni che tutelano i diritti delle persone con disabilità nella Regione Siciliana - Onlus - con tre note successive, ha chiesto,  anche,  degli  incontri  urgenti  proprio per approfondire la questione e per evidenziare che la stessa questione riguarda delle persone, che potrebbero vedere aggravata la propria disabilità, se la stessa riabilitazione non dovesse essere effettuata in modo appropriato, adeguato e con quella continuità, che assicuri, anche, la qualità degli interventi.
Del resto, nello specifico, i moduli operativi previsti e codificati nel Piano triennale a favore delle persone con disabilità della Regione Siciliana, vanno nella direzione indicata.
È auspicabile, quindi, che la Regione e in particolare in questo caso l’Assessore per la Sanità esamini la possibilità di intervenire in breve tempo in questa materia, ascoltando anche le indicazioni di coloro, che vedono nella programmazione organica e globale gli strumenti principali ed indispensabili per razionalizzare i servizi e gli interventi e quindi, anche la spesa, migliorando la qualità di vita delle persone con disabilità.       

 

Salvatore Crispi
Responsabile del Coordinamento H fra le Associazioni che tutelano i diritti delle persone con disabilità nella Regione Siciliana - Onlus
 

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Anonimo 22 giugno 2009   11:24

Occorrerebbe una piattaforma programmatica su tutti gli interventi da fare per migliorare la disabilità nell'ambito del proprio territorio e presentarla ai tavoli della discussione sul piano di zona.

Anonimo 10 giugno 2009   12:55

Sono un medico, specialista in medicina fisica e riabilitazione (Fisiatra)  quotidianamente svolgo la mia professione in una struttura accreditata (presidio ambulatoriale di recupero e rieducazione funzionale) struttura che PER LEGGE deve essere fornita di team riabilitatico, Diretto da un Fisiatra (come la logica impone!) che coordina le varie figure del team (Fisioterapista Massofisioterapista Chinesiologo ecc...) e che programma per ogni paziente, dopo valutazione clinica riportata in cartella, un percorso riabilitativo periodicamente valutato, struttura che PER legge deve essere dotata di una completa e costosa dotazione strumentale (Laser Magneto Elettroterapia Termoterapia ecc...) nonchè di locali dedicati con palestra motoria, sala visite e altri ambienti, tutto nel rispetto di norme (sicurezza dei luoghi di lavoro, luminosità, inquinamento acustico, impianti elettrici, micro e macroclima, certificazione di qualità, norme antincendio, ecc....) giustamente ripetutamente controllati dagli organi preposti.

Nonostante la mia specifica attività clinica, ormai ventennale, non ho mai suddiviso i miei assistiti disabili in categorie ("più" disabili - "meno" disabili disabile con "gravità") e mi sconcerterebbe se l'operazione scaturisse da un fine utilitaristico. Quando si fanno pubbliche dichiarazioni dovremmo tutti abituarci a pretendere riscontri, cifre, numeri ... anche se ciò, probabilmente, le ridurrebbe di almeno un 95%. L'assessore Russo, per fortuna, sa indagare, anzi, come spesso afferma, si fida poco e vuole sempre vederci chiaro personalmente e anche in questo settore è intenzionato a razionalizzare, estinguere privilegi, QUALIFICARE. Appare molto strano che il Coorinamento H non denunci i numerosi servizi territoriali privi di qualsiasi criterio di organizzazione professionale.

Inoltre mi chiedo se possa essere possibile che per 20 centri accreditati di fkt di una provincia costano circa un terzo delle somme dei servizi di riabilitazione cui l'articolo fa riferimento e questo appare ancora insufficiente.

Un'ultima osservazione: se le strutture di fkt hanno avuto grossi tagli dei budget ed hanno licenziato diversi fisioterapisti (cosa assolutamente vera) non ci si dovrebbe incazzare per il fatto che la gente non si è potuta curare o chi ha avuto un intervento di femore, o un politraumatizzato, o un amputato, ecc...., va scartato per un signore emiplegico da un decennio ?

La cosa non può valere per tutti i cittadini con simili problematiche? Che senso avrebbe inoltre togliere a questi presidi ulteriori risorse per dagli ad altri? O forse non stiamo più parlando degli ammalati ma solamente dei centri????

... Perdonatemi la diffidenza!

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