Come guarisce dallo spreco la sanità in Sicilia?

02 luglio 2008
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La Corte dei Conti della Sicilia, ha reso noti i dati sull’andamento dell’economia della Regione Siciliana: Nel comparto SANITA' Nel 2007 la Sicilia ha speso 8,5 miliardi di euro , 1 miliardo in più del 2006 che vale a dire 1.711 euro di spesa per ciascun abitante in Sicilia neonati ed extracomunitari compresi .una cifra folle ! Sulla scorta di questi dati , Il presidente della Regione Lombardo e l’assessore al ramo Russo ,hanno annunciato una riduzione della spesa sanitaria ed in primis hanno disposto la chiusura di 43 piccole guardie mediche.

 

Che dire in proposito?La regione Sicilia spende in sanità il 49% del proprio bilancio , il 30% in più della Finlandia e con ben diversi risultati .Dai freddi dati risulta evidente che vi sono sacche parassitarie, torbidi interessi,speculazione ed affarismo che vivono e si alimento sulla malasanità siciliana ; un’ emodialisi in sicilia costa il 35% in più del resto d'Italia.In Sicilia si prescrivono il più delle volte farmaci inutili costosi ed in dosi eccessive i centri convenzionati esterni sono 1.844 per un costo complessivo di 1,1 miliardi mentre in Piemonte i convenzionati sono appena 150.Siamo d’accordo sull’insopprimibile necessità di ridurre i costi di quest’ elefantiaco apparato .ma perché cominciare proprio con le guardie mediche ?Si vuole svuotare l’oceano con un minuscolo cucchiaino?Una cosa è porre un freno alla spesa impazzita e senza controllo ed un'altra aggravare in modo significativo la qualità dell’assistenza prestata ai propri cittadini .Si può ottenere il primo scopo senza dover per forza abolire le guardie mediche Perché non incominciare con la riduzione dei faraonici compensi dei direttori generali ,perché non abolire le troppe consulenze (846 mila euro di sole consulenze assessoriali, + 4,7 milioni per le ASL, Ospedali ecc ) per non parlare dei troppi sprechi nei campi più disparati.L’assessore che è un valente ed esperto magistrato rediga un piano finanziario dettagliato , individui gli sprechi istituendo controlli ispettivi capillari ,isoli il malaffare , tagli le spese là dove sono superflue, ma lasci stare le guardie mediche,talvolta unico presidio sanitario per larghe fasce di popolazioni che vivono in piccoli comuni privi di strutture sanitarie di qualunque tipo . Le guardie mediche costano poco ,sono efficienti ,sono spesso un’oasi di conforto in un mare di confusione e malasanità. Chiudendole si risparmia pochissimo e si creano enormi disagi ai cittadini di comuni spesso ubicati in zone montale o svantaggiate .E allora ? bene fanno i sindaci dei comuni siciliani vittime della chiusura delle guardie mediche a protestare contro i provvedimenti adottati dalla regione.E’ giusto ed opportuno manifestare civilmente contro questi incomprensibili ed inappropriati tagli,. E’ sacrosanto pretendere una spesa sanitaria che abbia come principale obbiettivo l’efficienza e qualità delle cure , ma bisogna avere la consapevolezza che non si possono perseguire tali traguardi senza l’aggancio a strutture sanitarie di base quali sono le guardie mediche che operano prevalentemente in orari notturni e nei giorni festivi e che sostituendo i medici di famiglia quando indisponibili rappresentano un punto di prima assistenza e di contatto con altri centri medici specialistici.

 

Sigismondo Panvini

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Anonimo 06 luglio 2008   20:21

 

Dovrebbero essere tagliati tutti i fondi della sanità privata in Sicilia, dove ci sono più strutture sanitarie private, non sempre di proprietà certa, che in tutto il resto d'Italia, e la rivalutazione ed il potenziamento della sanità pubblica. Allora si che i siciliani avrbbero finalmente un pò di qualità nel servizio.

SANITA' PUBBLICA POTENZIATA.

RIDUCETE LO STRAPOTERE DELLA SANITA' PRIVATA

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