E' il parto, con 600 mila nascite l'anno, il principale motivo di ricorso all'ospedale per le donne italiane. Ma sono in forte crescita i ricoveri per malattie cardiovascolari - seconda causa di ospedalizzazione - che colpiscono le pazienti in età più avanzata rispetto agli uomini, ma in modo più grave. Al terzo posto i tumori e le terapie oncologiche. Mentre si registrano ancora forti differenze regionali, con una maggiore ospedalizzazione al Sud rispetto al Nord, anche per patologie che potrebbero essere risolte sul territorio, nonostante il meridione abbia meno strutture. A fornire i dati Walter Ricciardi, ordinario di Igiene dell'università Cattolica di Roma, nel corso della presentazione di 'Ospedaledonna 2008', oggi a Roma, per l'assegnazione dei bollini rosa agli ospedali più a 'misura di donna'. "In Italia - ha spiegato Ricciardi - le differenze regionali sono ancora molto marcate". Un dato particolarmente evidente per quanto riguarda la mortalità infantile. "Sul nostro territorio si registrano realtà - ha aggiunto - dove vengono raggiunti livelli di eccellenza internazionali, soprattutto al Nord e al Nord Est. E altri, in regioni del Sud come Sicilia e Campania, che non sono allo stesso livello: più vicini a quelli di un ospedale di eccellenza del Nord Africa che a quelli di un buon ospedale scandinavo". Per quanto riguarda i dati generali, ogni anno in Italia vengono ricoverate in ospedale oltre 4.700.000 donne e 4.200.000 uomini. Le pazienti ricorrono più facilmente all'ospedale al Sud "e questo - dice Ricciardi - non è un buon segno di appropriatezza delle cure, che infatti è maggiore al Centro Nord". I dati nazionali delle ospedalizzazioni rivelano, inoltre, "un ampio ricorso femminile all'assistenza per riabilitazione: in molte realtà per ogni uomo trattato c’è una donna e mezzo che ricorre alle cure riabilitative ospedaliere. Ciò indica che, soprattutto in età avanzata, sono sempre di più le donne che hanno necessità di una riabilitazione adeguata", conclude l'esperto.