"La drastica riduzione delle postazioni di guardia medica in Sicilia non comporta una seria riduzione della spesa sanitaria ma colpisce famiglie e ceti deboli con un provvedimento di facciata che peraltro lascia al suo posto la casta sanitaria, compresi quei direttori generali delle Ausl responsabili della spesa fuori controllo, molti dei quali rispondono politicamente al presidente Lombardo che ne ha fatto gli amministratori delegati del suo potere personale in Sicilia". Lo afferma il vice capogruppo del Pdl alla Camera Carmelo Briguglio.
"A pagare le spese di sprechi, consulenze inutili, primari e dirigenti nominati per meriti politici - continua Briguglio - dovrebbero essere le famiglie, i ceti sociali deboli come gli anziani e i territori sia dei centri minori come anche città importanti, compresa Taormina, capitale del turismo siciliano, con un milione di presenze l'anno".
"Il governo ha avviato una vera politica di rigore politico e finanziario, che nulla a che vedere con un passato neanche troppo remoto in cui l'occupazione del potere è stata l'unica attività che vedeva parimenti impegnate maggioranze e opposizioni". Il deputato regionale, Paolo Colianni, componente Mpa della commissione sanità all'Assemblea regionale siciliana, replica così alle dichiarazioni di Carmelo Briguglio, vice capogruppo del Pdl alla camera.
"La riduzione del numero delle guardie mediche è una necessità - dice Colianni - alla quale non è possibile opporsi, proprio per le particolari condizioni in cui questo governo ha trovato il bilancio regionale e l'assetto complessivo del sistema sanitario". "Il nuovo progetto a cui lavora il governo - aggiunge - mira alla copertura reale delle esigenze del territorio ottimizzando i presidi disponibili: 118, ospedali, guardie mediche. Si tratta certamente di un lavoro difficile e improbo che i partner politici dovrebbero accompagnare con stimoli positivi e suggerimenti intelligenti".