Diminuiscono gli aborti clandestini, ma resta il buco nero delle donne senza permesso di soggiorno

23 giugno 2008
Numero lettori 101 Numero commenti Nessuno Inserisci un tuo commento

Ammonterebbero a 20 mila gli aborti clandestini in Italia, ovvero quelli che vengono praticati al di fuori dei binari della legalità, soprattutto nel Meridione e nelle isole del Bel Paese. Sono diminuiti in maniera netta e progressiva rispetto agli anni passati, passando dai 200/600 mila prima del '78 - anno in cui venne introdotta la legge che regola l'interruzione volontaria di gravidanza in Italia - ai 100 mila casi dell''83, ai 50 mila del '94 fino a giungere ai 20 mila del 2005-2006, secondo le stime dell'Istituto superiore di Sanità ricordate all'interno dell'indagine Eures.

Nel rapporto, tuttavia, viene anche precisato che le ultime stime riguardano soprattutto le italiane, in assenza di un modello idoneo a quantificare il fenomeno tra le straniere. Resta, dunque, una grande incognita, soprattutto considerando che l'aborto è una realtà che accomuna molte donne che approdano in Italia da altri Paesi e continenti.

Quanto agli aborti clandestini stimati, oltre il 90% - recita l'indagine - sarebbe stato praticato nell'Italia insulare e meridionale. "Osservando l'andamento degli aborti volontari negli ultimi 25 anni - si legge nel documento Eures - emerge complessivamente un fortissimo decremento del fenomeno, sceso dagli oltre 200 mila casi medi censiti nella prima metà degli anni Ottanta ai circa 130 mila dell'ultimo biennio; in realtà tale decremento non risulta né costante nell'intero periodo considerato né capace di investire tutte le componenti della popolazione femminile". 

"E' infatti soltanto fino al 1995 - si legge ancora nell'indagine - che il numero degli aborti segue un andamento decrescente (quando si attesta sulle 135 mila unità), mantenendo invece negli ultimi dieci anni valori sostanzialmente stabili, per effetto di una modificazione della composizione demografica e sociale delle donne che vi fanno ricorso: ad esempio, tra le donne di età compresa tra 30 e 39 anni il ricorso all'aborto si riduce di quasi il 50%, mentre tra le under 20 l'indice di abortività (ivg ogni 1.000 donne in età feconda) risulta negli ultimi anni significativamente in aumento, passando dal valore minimo di 5,5 nel 2001 a 7,8 nel 2006".

"Allo stesso modo - precisa - a fronte di un decremento del ricorso all'aborto tra le donne italiane (stimabile tra il 1985 e oggi intorno a un -60%), si registra un'incidenza crescente degli interventi di ivg tra le donne straniere, che hanno raggiunto nel 2006 il 31,6% del totale nazionale, con un tasso pari a 33 aborti ogni 1.000 donne in età feconda, a fronte di un ben più contenuto 7,8 tra le sole italiane".

Fonte: adnkronos
Segnala ad un amico

Ricevi il Giornale

Inserisci il tuo indirizzo email e riceverai il quotidiano online gratuitamente

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti
Google
Altre notizie