Dolore, calo di concentrazione e stanchezza cronica. Ma anche depressione, anemia, capelli fragili e una probabilità 8 volte superiore di perdere l''appetito' sessuale. Questi i rischi delle mestruazioni abbondanti, un disturbo che interessa un'italiana su 5 con conseguenze patologiche per una su 20. A rilanciare il problema, un'insidia soprattutto per le giovanissime, è la Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), che oggi a Milano ha presentato un sondaggio sul tema e l'opuscolo 'Flussi mestruali abbondanti? Una guida per vivere meglio'.
Il vademecum è in distribuzione negli ambulatori ginecologici e nei consultori della Penisola, e si affianca al 'Progetto salva-utero' della Sigo (www.mestop.com). "Quando all'origine del problema non c'è una causa organica, il flusso mestruale abbondante riguarda nel 75% dei casi ragazze under 20", spiega Alessandra Graziottin, direttore del Centro di ginecologia e sessuologia medica dell'ospedale San Raffaele Resnati di Milano". Fra le giovani le 'super-mestruazioni' "compaiono già un anno dopo il menarca - aggiunge - Per la fascia teenager l'età media di chi soffre del disturbo è 13 anni", mentre un'altra categoria ad alto rischio sono "le ultra 40enni". Parola di esperti, le ripercussioni di un flusso mestruale abbondante sono pesanti: "Dal punto di vista medico, familiare e sociale", precisa Graziottin. "Sono ragazze che smettono di fare sport o anche solo di ballare", dice la ginecologa. E che nei casi più gravi soffrono di "vere emorragie anche per 15 giorni al mese", assicura.
Dall'indagine condotta dalla Sigo, tuttavia, emerge scarsa informazione sul problema. Il 63% delle 497 italiane che hanno partecipato alla ricerca ritiene le mestruazioni un fastidioso appuntamento mensile con cui convivere, ma il 77% non è disposta ad 'azzerarle' e poche interpellano il medico. "A livello internazionale - continua Graziottin - le donne italiane sono fra quelle che hanno un rapporto migliore con le mestruazioni, al contrario delle americane che sarebbero felici di eliminarle", come pure molte europee del Nord. Anche dal sondaggio Sigo emerge che, se il 16% del campione confessa di vivere le mestruazioni in modo pessimo e con grossi disagi, il 21% le accetta bene perché "rappresentano il mio modo di essere donna". Il ciclo, insomma, sembra essere "un vero pilastro della femminilità - commenta la sessuologa - anche se in alcuni casi può limitare fortemente la qualità della vita".
Durante le mestruazioni, infatti, il 28% delle partecipanti all'indagine lamenta ridotta concentrazione, il 23% rinuncia allo sport e il 10% 'sfoltisce' l'agenda degli impegni quotidiani. Il 14% deve cambiare assorbente ogni due ore, l'8% non può vestirsi come vuole e il 7%, addirittura, macchia il letto. Eppure il 76% considera questi problemi inevitabili, il 71% non ne ha mai parlato con il medico di famiglia e il 59% nemmeno con il ginecologo. Oppure, quando si è confidata, nel 32% dei casi si sentita rispondere "non possiamo farci nulla". Molto invece si può fare, garantiscono gli specialisti, soprattutto per evitare soluzioni estremi come l'ablazione endometriale o l'isterectomia.
Fra i trattamenti 'soft' di tipo medico "ha un ruolo importante il sistema intrauterino a rilascio di levonorgestrel Mirena* - suggerisce Emilio Arisi, consigliere Sigo - Riduce il sanguinamento fino al 97% e protegge le pareti uterine, oltre a funzionare da contraccettivo". Si sostituisce ogni 5 anni e promette "effetti collaterali trascurabili". Un elemento chiave è poi la corretta informazione. Per questo, il Progetto salva-utero ha previsto "l'attivazione di Centri Mestop dedicati, pubblici e privati - ricorda Giampietro Gubbini, responsabile dell'iniziativa - Nel sito web è disponibile inoltre un forum specifico", conclude.