Ha vissuto per vent'anni in una stanza del reparto di rianimazione dell'ospedale Sant'Elia per una grave patologia al midollo spinale che le impedisce di muovere le gambe, le braccia e di parlare, oggi Maria Cannarozzo, 43 anni, è tornata a casa.
Nella sua abitazione, in via Sallemi a Caltanissetta, sono state installate le stesse apparecchiature che in questi anni hanno permesso in qualche modo alla donna di resistere alla forma di sclerosi laterale amiotrofica, che l'ha
progressivamente paralizzata.Con lei torna a casa anche la madre, Serafina Papa, che durante il lungo periodo di ricovero in ospedale le è stata sempre vicina, 24 ore su 24. L'ospedale infatti aveva autorizzato la madre a vivere nella stessa stanza della figlia, attrezzando il locale con una lavatrice, un angolo cottura e quello che occorreva per vivere in modo dignitoso.
Adesso per le due donne si apre una nuova fase, con al fianco anche il marito Michele Cannarozzo. Il trasferimento nella loro casa è stato possibile grazie a un accordo tra l'ospedale Sant'Elia e la Ausl2.
L'ospedale continuerà a garantire assistenza attraverso un infermiere e un fiosioterapista, mentre il comune, in virtù di un'intesa siglata con il nosocomio, fornirà un assistente sociale. "Dopo tanti anni - dice il primario del reparto di rianimazione del Sant'Elia, Elio Barnabà - siamo riusciti a vincere la nostra battaglia per cercare di aiutare Maria e i suoi genitori".