E' come se la sveglia l'avessero ingurgitata: ogni mattino si destano dal sonno un attimo prima che l'allarme suoni. Succede a molti, ma sono pochi, appena il 3,3%, ad avere la misteriosa facolta' di comandare il sonno, ossia di svegliarsi regolarmente a un'ora prefissata senza alcun aiuto esterno, umano o meccanico che sia. Non solo. Rispetto a chi si alza solo grazie al trillo della sveglia, chi non ne ha bisogno sguscia dalle lenzuola piu' facilmente e si sente piu' riposato. Questi i primi risultati della singolare ricerca sui meccanismi del risveglio, in corso al Laboratorio di ricerca sul sonno dell'universita' di Firenze. Il team dell'ateneo toscano sta studiano oltre 1.000 studenti per svelare l'arcano.
Bilancio e risultati delle ricerche saranno presentati l'11 giugno in occasione della Giornata della ricerca. Per studiare il meccanismo sonno-sveglia, l'equipe dello psicologo Piero Salzarulo, uno dei maggiori esperti internazionali del settore, ha analizzato comportamenti e abitudini di 1.144 studenti dell'ateneo fiorentino in relazione al sonno e alle varie fasi che lo precedono e lo seguono. In particolare, sta indagando sulla capacita' di riuscire ad anticipare l'ora del risveglio rispetto a quella abituale, senza l'aiuto di mezzi esterni. I dati raccolti certificano che l'81% del campione usa regolarmente la sveglia, che il 16% lo fa solo in certe occasioni e che sono invece solo poco piu' di 3% gli studenti che la sveglia non la usano proprio mai (sono i cosiddetti self-awakeners, gli auto-risveglianti).

Perche' accade? Perche' non ne hanno bisogno. L'orologio naturale che possiedono nella mente e nel corpo basta e avanza. Questi ragazzi dichiarano infatti di svegliarsi tutti i giorni alla stessa ora con maggior frequenza rispetto a quanti usano la sveglia: tale regolarita' probabilmente facilita loro l'uscita dal sonno e fa si' che da desti si sentano assai piu' riposati. La ricerca fiorentina si e' anche focalizzata sui fattori implicati nella capacita' di anticipare il risveglio, sui quali le ricerche precedenti non concordano. Per esempio, alcuni studiosi attribuiscono questa capacita' all'avere un sonno disturbato, mentre altri, all'opposto, affermano l'importanza di un sonno tranquillo e ristoratore.
"Le ipotesi fin qui prodotte - commenta in una nota Salzarulo - non bastano a spiegare la capacita' di anticipare il risveglio. Occorre sperimentare nuove soluzioni. La ricerca in corso a Firenze si propone quindi di verificare se la decisione cosciente di anticipare il risveglio induce a modificare il sonno". Come? "Attraverso un'implicita programmazione di attivita' fisiologiche finalizzata a costruire le condizioni piu' appropriate per il passaggio dal sonno alla veglia proprio nel momento desiderato". Il metodo, apparentemente semplice ma in realta' non privo di difficolta', consiste nel monitorare il decorso temporale di alcuni parametri psicofisiologici prima del risveglio, con l'obiettivo di verificare che cosa cambia con la decisione di anticipare il risveglio e di valutarne le conseguenze sulla veglia successiva.
Sui dati ottenuti nei self-awakeners Salzarulo ha una sua interpretazione: "E' plausibile ipotizzare - spiega - che chi riesce a svegliarsi spontaneamente all'ora voluta e' anche capace di modificare l'orario di risveglio rispetto a quello abituale, anticipandolo o posticipandolo. Questo fenomeno implica che l'organismo si prepari progressivamente, nel corso del sonno, a modificare il proprio stato comportamentale, affinche' nel momento desiderato l'individuo si svegli".