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I pediatri italiani dicono si' al vaccino contro la gastroenterite da rotavirus

12 maggio 2008
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Ogni anno 320 mila casi, 80 mila visite, 30-40 mila accessi al pronto soccorso, 10 mila ricoveri in ospedale e 10 morti. Questi i numeri italiani della gastroenterite da rotavirus.

"Tra i bambini un vero big killer - avverte il pediatra napoletano Alfredo Guarino - un germe responsabile di 500-600 mila decessi in tutto il mondo", soprattutto nei Paesi poveri. Contro questa infezione, "non un semplice rischio ma un'autentica certezza per tutti i bimbi entro i 4 anni d'eta'", e' disponibile anche nel nostro Paese una vaccinazione mirata promossa dai pediatri italiani con linee guida ad hoc.

Il documento di consenso - pubblicato su 'Minerva Pediatrica' e presentato oggi a Milano in un incontro organizzato da Sanofi Pasteur MSD - porta la firma di un pool di camici bianchi coordinati dalla Societa' italiana di pediatria (Sip), in collaborazione con la Federazione italiana medici pediatri (Fimp).

 

 

"Le raccomandazioni formulate promuovono l'accessibilita' alla vaccinazione tra i bambini di tutte le regioni italiane - spiega Guarino, coordinatore del gruppo di lavoro e ordinario di Pediatria all'universita' Federico II di Napoli - in tempi brevi e in accordo con le linee guida formulate dalle societa' europee di infettivologia e gastroenterologia pediatriche".

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In altre parole, "i pediatri italiani si impegnano in prima persona per la sorveglianza epidemiologica della gastroenterite da rotavirus e per promuovere la vaccinazione specifica. Una pratica che negli Usa viene raccomandata a tutti i bambini, ma che nella Penisola stenta ancora a decollare, nonostante l'esistenza sul mercato di due vaccini anti-rotavirus fra cui quello pentavalente orale di Sanofi Pasteur MSD (RotaTeq*): "La copertura e' oggi inferiore all'1%", segnalano gli specialisti.

La tendenza delle famiglie e' infatti quella di "delegare la prevenzione alle Istituzioni", mentre "e' fondamentale diffondere una cultura vaccinale in cui ognuno si assuma un ruolo attivo - e' l'invito del direttore medico di Sanofi Pasteur MSD Italia, Luigi Roberto Biasio - a vantaggio del benessere individuale e di quello della societa' nel suo insieme".

 

 

Il rotavirus e' "la prima causa di diarrea in tutto il mondo", sottolinea Guarino. E complice la resistenza di questo microbo su oggetti di uso comune come i giocattoli che ogni bebe' utilizza per esempio negli asili nido, "si puo' dire che entro i 4 anni di vita ciascun bimbo avra' contratto l'infezione", assicura l'esperto. Non solo: "Uno su 7 avra' bisogno di una visita medica, uno su 70 sara' ricoverato e uno su 200 mila morira'" proprio a causa del rotavirus. Il picco di incidenza e' "la stagione invernale-primaverile, la stessa dei virus influenzali e del virus respiratorio sinciziale". Ma benche' la diffusione del problema sia "altissima, il rotavirus viene ancora sottovalutato dai genitori e dai medici. Con costi socio-sanitari enormi", evidenzia Guardino.

"Inevitabile, cattivo e costoso". Cosi' lo specialista descrive il rotavirus, confermando la sicurezza e la tollerabilita' della vaccinazione 'scudo'. RotaTeq*, in particolare, "negli studi clinici ha prodotto un'efficacia intorno al 100% fin dalla prima dose anche nei nati prematuri, e si somministra in tre dosi", ricorda Biasio. Il ciclo va iniziato entro la sesta settimana di vita e completato entro la 24-26esima.

Il siero e' venduto in farmacia al costo di 54,7 euro a dose (164 euro in tutto) a carico della famiglia, anche se in alcune regioni italiane e' disponibile allo stesso prezzo con cui le Asl lo acquistano (piu' Iva e spese di vaccinazione). Pochissime le Asl a rimborsarlo completamente.

 

Gli esperti fanno appello alla sensibilita' dei genitori, oltre che delle Istituzioni e delle agenzie regolatorie. "Somministrare un vaccino vuol dire permettere all'organismo del bambino di sviluppare naturalmente le proprie difese immunitarie - continua Biasio - Significa assicurare al piccolo un futuro sano, e spesso evitargli le complicanze gravi delle patologie infettive". Al di la' di alcune differenze regionali, "la politica vaccinale italiana e' mediamente buona - puntualizza il direttore medico di Sanofi Pasteur MSD Italia - Tuttavia, per le stesse caratteristiche del sistema sanitario pubblico, passa spesso molto
tempo fra la messa a disposizione di un nuovo vaccino e la sua introduzione nel calendario vaccinale", precisa.

 

"Per questo motivo il ruolo delle societa' scientifiche diventa indispensabile per comunicare ai genitori il valore reale della vaccinazione", aggiunge Biasio. Esprimendo soddisfazione per le nuove linee guida sulla gastroenterite da rotavirus pubblicate dai pediatri italiani, e terminando con una riflessione: negli anni "il concetto di vaccinazione e' profondamente cambiato. Da una valutazione in termini sanita' pubblica si sta passando a una valutazione di tipo sociale".

In concreto, un vaccino non si somministra soltanto per salvare un bimbo da una patologia mortale, ma anche per evitargli problemi di salute che possono avere un pesante impatto in termini di qualita' della vita. "La nuova frontiera della vaccinazione e' pensarla come garanzia di salute - dice Guarino - Se fossi un bimbo non vorrei incontrare il rotavirus. I bambini hanno il diritto di essere protetti", conclude.

Fonte: Adnkronos/ Adnkronos salute
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