Boom di richieste per l'applicazione di protesi a spalle o gomiti, fino a poco tempo fa sconosciute e oggi nuova speranza per anziani con artrosi o artrite reumatoide e persone con fratture difficili. "Al policlinico Umberto I di Roma c'e' una lista di attesa di decine e decine di pazienti, che in larga parte non riusciremo a soddisfare". A parlare e' Franco Postacchini, direttore della I Cattedra di Ortopedia e Traumatologia dell'universita' 'La Sapienza' di Roma e presidente del IX congresso nazionale della Societa' italiana di chirurgia della spalla e del gomito in corso a Roma.
"Allo stato - prosegue Postacchini - soltanto una parte di pazienti potra' essere soddisfatta, perche' ci sono altre emergenze che hanno priorita' e la nostra organizzazione sanitaria non consente di fare di piu', oltre che per il fatto che si tratta di interventi spesso lunghi e difficili che soltanto un numero limitato di esperti sanno eseguire adeguatamente, soprattutto per quanto riguarda il gomito. Non bisogna dimenticare, poi - avverte l'esperto - che dopo questi interventi e' indispensabile una riabilitazione superspecialistica e i fisiatri specialisti e i fisioterapisti esperti di spalla e gomito sono ancora pochi. Inoltre, la terapia post-chirurgica per raggiungere risultati soddisfacenti deve essere osservata spesso per vari mesi. Cio' non toglie che nel passato le patologie della spalla e del gomito erano in gran parte sottovalutate. Con l'approfondimento di nuove tecniche di ricostruzione e lo sviluppo di nuovi modelli di protesi, queste vengono sempre piu' usate per restituire alla spalla e al gomito la sua funzione e al braccio i suoi movimenti".