Lisia, Demostene o Cicerone devono avere avuto padri vitali e allegri, pronti a giocare e parlare con loro quando erano bimbi. Un papa' cosi', infatti, deve aver inciso sulla capacita' di affabulazione di quei celebri oratori dell'antichita'. Il parallelo e' suggerito dai risultati dello studio dell'Eastern Virginia Medical School, pubblicato sul New Scientist, secondo cui padri depressi incidono negativamente sull'apprendimento dei loro figli, e in particolare sulla ricchezza del loro vocabolario.
Lo studio, condotto su 5 mila famiglie statunitensi, ha mostrato come "gia' all'eta' di 2 anni i bimbi di papa' col 'male oscuro' usino una parola e mezza meno rispetto ai loro coetanei che ne pronunciano in media 29". Queste conclusioni sono state presentate anche al congresso dell'AmericanPsychiatric Association. Secondo gli scienziati la maggiore poverta' di vocabolario deriva direttamente dalla quantita' inferiore di tempo (-9%) che i papa' depressi trascorrono con i propri figli, per esempio leggendo loro un libro di favole. Dati alla mano, rivela lo psicologo James Paulson, il 14% delle mamme e il 10% dei papa' soffrono di depressione quando il bimbo ha nove mesi di vita.
Per stabilire se e quanto un padre depresso possa condizionare l'apprendimento del linguaggio del proprio bambino, i ricercatori hanno identificato le 50 parole piu' comuni per un bimbo di due anni. E poi ne hanno verificato la presenza nel vocabolario del baby-campione studiato. Cosi' facendo hanno scoperto che, in media, i piccoli studiati usavano 29 parole. Eccetto quei bimbi piu' sfortunati che, all'eta' di nove mesi, avevano avuto a che fare con un papa' depresso. Per loro una parola e mezzo in meno.
"E - avvertono gli scienziati - non si pensi che la differenza sia minima e dunque ininfluente, perche' se la si calcola esponenzialmente nell'arco di tempo necessario alla creazione del vocabolario individuale, la differenza diventa significativa", rileva Paulson. La depressione, dunque, rischia di compromettere le capacita' future di espressione di un bambino. Ma, aggiunge lo studio, solo se a soffrirne e' il papa'.
Infatti "la depressione materna sembra non avere alcun ruolo nell'apprendimento di parole e dunque nella ricchezza del vocabolario dei bimbi". Da qui l'invito ai papa' a rischio di male oscuro, a "rivolgersi prontamente a un esperto per farsi aiutare", conclude lo scienziato.