L'asma condiziona pesantemente la vita di chi ne soffre. Addirittura per due pazienti su tre "e' in qualche modo responsabile del mancato raggiungimento dei propri obiettivi". E ancora, "un malato su tre vive nella paura di avere un attacco, l'87% e' convinto che la malattia riduca la capacita' di svolgere attivita' ed esercizi fisici e il 70% riferisce di soffrire di ripetuti risvegli notturni". Questi i dati di un'indagine pubblicata in occasione della Giornata mondiale sull'asma di domani.
La ricerca e' stata condotta su 1.800 pazienti asmatici residenti in nove Paesi - tra cui Italia, Francia, Germania e Spagna -e affianca il lancio della campagna 'Spring into Action',
un'iniziativa sostenuta dalle organizzazioni internazionali dei medici di medicina generale, insieme all'International Primary Care Respiratory Group (Ipcrg) e alla World Organization of Family Doctors (Wonca). Dai dati emerge inoltre che due terzi degli asmatici in terapia con un farmaco di controllo non identificano la malattia come cronica, e questa visione "a breve termine" della malattia si riflette nel comportamento degli intervistati.
"Un asmatico su tre non rispetta le prescrizioni farmacologiche, il 23% dei pazienti ammette di dimenticare l'assunzione dei medicinali, quasi la meta' (44%) tende a non usare i farmaci di controllo nei periodi di benessere fisico". Questa fotografia dal 'mondo reale' evidenzia, secondo i ricercatori, la necessita' di ulteriori interventi per raggiungere gli obiettivi di trattamento previsti dalla Global Initiative for Asthma (Gina), e migliorare gli
esiti della terapia. "Nei pazienti in cui la malattia e' controllata, infatti - rivelano gli esperti - i sintomi notturni e le limitazioni alle diverse attivita' quotidiane devono scomparire".
L'indagine Spring into Action mostra che, nonostante i numerosi miglioramenti degli ultimi anni, le attivita' quotidiane di molti pazienti risentono ancora fortemente della presenza dell'asma. "I pazienti devono accettare, come elemento chiave nella prevenzione di nuovi attacchi, il trattamento attivo della malattia ogni giorno, con farmaci di controllo antinfiammatori. E non la sola reazione agli attacchi con l'utilizzo di medicinali sintomatici", commenta John Haughney, presidente dell'Ipcrg.
I pazienti asmatici conoscono molto poco le cause dell'asma e che cosa accade a livello polmonare causando i sintomi della loro malattia. Solo un intervistato su quattro, rivela l'indagine, identifica in modo corretto l'infiammazione delle vie respiratorie come una causa legata alla malattia. E i pazienti a conoscenza delle vere cause dell'asma riferiscono di seguire con maggiore attenzione la terapia farmacologica rispetto a chi ha meno conoscenze sulla propria patologia, dimostrando cosi' l'utilita' di una migliore educazione.
"Questi risultati devono rappresentare una 'bandiera rossa', per pazienti e medici, che indichi gli argomenti fondamentali da affrontare durante le visite. I pazienti vogliono tenere sotto controllo l'asma e, di conseguenza, desiderano avere informazioni che li possano aiutare a raggiungere l'obiettivo di controllare la malattia", sostiene Marianella Salapatas, presidente dell'organizzazione del gruppo di pazienti dell'European Federation of
Asthma and Allergy Associations (Efa).
"I dati dimostrano che quando i pazienti comprendono le cause alla base dell'asma migliorano l'aderenza al trattamento. Questo risultato puo' solo portare beneficia i pazienti attraverso la riduzione dei sintomi e dei nuovi attacchi, un migliore controllo dell'asma e, di conseguenza, la riduzione dell'impatto sulla vita quotidiana presente e futura", prosegue.
Alla domanda sul tipo di informazioni che i malati d'asma vorrebbero ricevere dal proprio medico, l'indagine registra l'indicazione di ricevere suggerimenti semplici sui fattori predisponenti, i cosiddetti 'trigger', in grado di scatenare un attacco, sulla prevenzione del peggioramento degli attacchi e sulle cose da fare in caso di attacco. I pazienti desiderano essere maggiormente informati su come possano collaborare attivamente per controllare la malattia.
Chris van Weel, presidente internazionale del Wonca rivela che "i pazienti hanno ribadito che le loro fonti di informazioni piu' utili sono rappresentate da medici e specialisti, identificando tali figure come le migliori per colmare il vuoto di informazioni sull'asma. Solo i pazienti informati possono prendere decisioni corrette per controllare al meglio la malattia con la terapia farmacologica, cosi' da non dover piu' temere per il proprio futuro. Wonca - aggiunge - lavora con i medici di famiglia per aiutarli e, quindi, per aiutare i rispettivi pazienti a riconoscere la priorita' delle strategie preventive sulla terapia sintomatologica, ossia sul trattamento degli attacchi".
La Giornata mondiale dell'asma di domani e' dedicata al tema 'Puoi controllare la tua asma'. L'obiettivo e' proprio quello di diffondere a livello mondiale il concetto che il controllo della malattia puo' essere raggiunto dalla grande maggioranza dei pazienti attraverso una sua gestione appropriata.