A causa della carenza di personale siamo costretti a rifiutare i pazienti. Non siamo nelle condizioni di fare nuovi ricoveri". A lanciare l'allarme é Luigi Marano, direttore generale dell'azienda ospedaliera Giovanni Paolo II di Sciacca (Ag).
"Su 225 posti letto - dice Marano - ne abbiamo 'congelati' 57 perché mancano quattro anestesisti, due ginecologi, due cardio-emodinamisti, un medico di pronto soccorso. A questi si aggiunga che su 192 infermieri, previsti in pianta organica, effettivi sono 150". Per Marano "ad aggravare la situazione è il fondo cassa dell'ospedale ridotto ai minimi termini: sono rimasti solo 70mila euro con cui si può fare ben poco e sicuramente non procedere a nuove assunzioni di personale; per questo siamo in una situazione di costante rischio clinico". Le disposizioni della finanziaria nazionale e dell'assessorato regionale alla Sanità, secondo cui le spese per il personale devono essere tagliate dell'1,4% sul costo del 2004, "penalizzano l'ospedale - dice Renato Costa, segretario regionale della Cgil Medici - Si vuole portalo alla chiusura?".
"Nel 2007 per pensione e mobilità sono andati in pensione otto dirigenti medici - continua Marano - tre infermieri e otto funzionari dell'amministrativo. Nel 2008 l'emorragia di personale non si è fermata: sono andati in pensione un altro direttore medico e altri quattro funzionari della amministrazione. E ora anche i tagli della finanziaria e della Regione siciliana". Intanto nel reparto di chemioterapia "c'é solo un medico strutturato. - prosegue Marano - Un altro, a cui è scaduto il contratto a tempo determinato, sta continuando come volontario e un altro ancora, invece, è tornato a casa". Per Costa "il problema riguarda anche la fornitura di medicinali per la chemioterapia che allo stato attuale bastano fino a luglio. E poi?".