Palestrati o filiformi, italiani o stranieri... il popolo del benessere si prepara al festival del fitness

07 maggio 2008
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Da mister muscolo emulo di Rocky e Rambo, a salutista attento al benessere fisico a 360 gradi. Passando per la rivoluzione aerobica firmata Jane Fonda. Cosi' e' cambiato l'italiano sportivo in 20 anni di Festival del fitness. Ideata nel settembre 1988 e inaugurata nel settembre 1989, la maxi-kermesse torna dal 14 al 18 maggio alla Fortezza Da Basso di Firenze e festeggia un importante compleanno. In due decadi "il Festival si e' imposto come la piu' importante manifestazione di settore al mondo", spiega oggi a Milano l'avvocato Gabriele Brustenghi, anima e patron della cinque giorni lanciata nel capoluogo
lombardo.

Le circa 4.500 presenze della prima edizione sono quasi centuplicate fino alle 400 mila previste quest'anno. E il popolo della 'fit-mania' ha mutato volto. "Dai visitatori 20-30enni dei primi anni siamo passati a un pubblico eterogeneo che va da meno di 6 anni a piu' di 70", dice Brustenghi. Un esercito sempre piu' femminile: aumentano le donne, e soprattutto le mamme con i figli al seguito. Ospitato per 17 anni dalla Riviera adriatica, nel 2006 il Festival ha traslocato nel capoluogo toscano e gli e' rimasto fedele.

Al Poggetto


"Fin dalla sua nascita - continua il papa' dell'iniziativa - e' stato lo specchio fedele dell'evoluzione del fitness". Nel nostro Paese e non solo. All'inizio dell'avventura "erano gli anni di Sylvester Stallone e di Arnold Schwarzenegger", quando alla politica preferiva le gare di culturismo. "Poi e' arrivata l'aerobica di Jane Fonda", che ha fatto 'virare' il Festival dall'azzurro al rosa impennando appunto le presenze femminili. "E poi e' arrivato lo step -ricorda Brustenghi- dopo ancora il cardiofitness, lo spinning, la ginnastica in acqua e infine la sovrapposizione del fitness con il ballo e con la danza".

 

Una superficie di 60 mila metri quadrati trasformata in una vera e propria citta' dello sport con strade, piazze e giardini. E in tutto oltre 100 attivita' per tutti i gusti, 20 palchi, 3 mila lezioni e 10 competizioni. "Quanto basta per permettere ad almeno 90 mila persone di sudare" e scoprire il piacere di muoversi, aggiunge Brustenghi. Ma il 20esimo Festival del fitness sara' anche all'insegna della generosita' grazie alla formula '1.200 chilometri per la solidarieta'': una corsa no-stop su tapis roulant lunga 100 ore, aperta a tutti anche per pochi minuti al giorno dalle 15 di mercoledi' 14 maggio alle 18 di domenica 18 maggio, con
l'obiettivo di raccogliere fondi da devolvere in beneficenza. Dieci euro per ciascun km percorso.

Buon cuore, dunque, ma anche tante novita' dedicate agli appassionati - volti noti compresi - che si riuniranno a Firenze da molti Paesi del mondo fra cui Cina, Giappone, Svezia, Inghilterra, Spagna, Russia, Finlandia, Stati Uniti, Sud Africa e Brasile. "Ci sara' per esempio il Gymstick Nordik Walking - cita il patron - che grazie a speciali bacchette dotate di elastici permette di camminare e al contempo, nelle pause, di esercitare la parte superiore del corpo". Per passeggiate salutari ovunque, "anche in citta'".

In vetrina "ci sara' poi il trekking indoor, grazie a speciali tapis roulant il cui nastro non scorre automaticamente, ma viene mosso dalla persona che vi corre sopra". Un noto istruttore newyorkese, infine, "insegnera' speciali esercizi da eseguire in ogni momento e
luogo, nell'auto come in aereo".

 

"Trovare divertendosi la passione per una nuova qualita' della vita". Questo il motto del Festival del fitness 2008, "sempre piu' attento anche alle raccomandazioni che ci arrivano dal mondo medico. Non invitiamo nessuno a sforzi estremi", garantisce Brustenghi. L'obiettivo finale non e' quello di affollare le schiere di 'sportivi della domenica', che stanno fermi per tutta la settimana e al primo fiatone riportano infortuni o sperimentano crisi
cardiache. "Puntiamo a promuovere un benessere fisico armonico, e ad abbattere la finta barriera tra sport e fitness. In un caso la mission e' tagliare un traguardo e nell'altro e' star bene. Ma il senso e' lo stesso: lo scopo e' sudare".

 

In una parola, trasformare l'impegno per la salute in uno stile  di vita. "E' un'operazione culturale, e in quanto tale lenta e progressiva", puntualizza il patron. Per sua stessa ammissione 'sportivo irreversibile', 15 maratone di New York alle spalle e sessioni di corsa quotidiane, Brustenghi e' convinto che "non fare movimento 'perche' non c'e' tempo' e' soltanto un alibi". E sogna di portare il suo messaggio anche ai bambini. "Il problema del sovrappeso e dell'obesita' in eta' pediatrica e' sempre piu' diffuso anche in Italia - conclude - e stiamo iniziando a rivolgerci anche ai piu' piccoli, che al Festival potranno fare sport giocando".

Fin dal 14 maggio inizieranno infatti le attivita' del Kid's Village: uno spazio interamente dedicato ai bimbi che accompagnano i genitori alla kermesse, curato dallo staff Opla' del pallavolista Andrea Lucchetta. "In questo modo non verranno semplicemente parcheggiati, ma si muoveranno divertendosi".

Fonte: Adnkronos/ Adnkronos salute
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