Sale operatorie sempre piu' sicure, ma l'80% degli errori sono umani

06 maggio 2008
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Sempre piu' sicure le sale operatorie degli ospedali italiani. "Negli ultimi anni gli incidenti dovuti a problemi tecnici, che erano la maggioranza, sono stati praticamente azzerati. Oggi quelli che si verificano ancora sono da addebitare, nell'80% dei casi, all'errore umano. In particolare, alla mancanza di controlli di vario genere, dalle garze ai gas anestetici, alla sterilita', ai farmaci". Lo spiega Antonio Mussa, direttore del Dipartimento di oncologia dell'azienda ospedaliera Le Molinette di Torino, presentando oggi a Roma i temi che saranno al centro dell'VIII Convegno di primavera della Societa' italiana di chirurgia (Sic), al via venerdi' nel capoluogo piemontese.

Ritmi di lavoro frenetici, complessita' degli interventi e soprattutto mancanza di protocolli adeguati per il monitoraggio della sicurezza in sala operatoria sono 'alleati' degli errori in sala operatoria. "Che ancora oggi non sono censiti nel nostro Paese", prosegue Mussa. "Per ridurre il pericolo di sbagli riconducibili all'uomo - interviene Roberto Tersigni, presidente della Sic - e' stato redatto un apposito protocollo con suggerimenti 'ad hoc', come segnare in corsia il lato da operare. Protocolli simili sono gia' attivi in molte sale operatorie, anche se non in tutte".

Al Poggetto

Ma dal momento che mancano i dati, "proprio per capire quanti e quali errori umani potrebbero essere prevenibili, a breve alle Molinette iniziera' la sperimentazione, finanziata dal Miur, di un protocollo di sicurezza. Battezzato Idea (Identificazione degli eventi avversi), lo studio monitorera' ogni fase, dalla preparazione del  farmaco nella farmacia interna all'ospedale, al trattamento del paziente, per poi arrivare alla sala operatoria. Un gruppo di lavoro -dice l'esperto - si occupera' del monitoraggio per fotografare la situazione".Ogni anno in Italia si eseguono  tre milioni di interventi chirurgici, in mille strutture sanitarie pubbliche e private.

 

Secondo i dati del Tribunale per i diritti del malato, citati oggi a Roma, "la malpractice si verifica principalmente durante gli interventi chirurgici. Infatti il 66% delle segnalazioni riguarda un'operazione, mentre gli errori di diagnosi sono meno frequenti - dice il chirurgo oncologo - e corrispondono al 28% delle segnalazioni". Ma quali sono gli sbagli piu' diffusi in chirurgia?  Sembra che le preoccupazioni dei pazienti, che talvolta segnano con il pennarello l'arto da operare temendo il pericolo di uno scambio, non siano proprio campate in aria.

Utilizzando il report della Joint Commission Accreditation  Health Care Organization sugli eventi avversi negli Stati Uniti, dal 1995 al gennaio 2002, per l'Italia "si stima - dice Mussa - che le complicazioni operatorie o post-operatorie e gli interventi chirurgici sulla parte sbagliata rappresentino il 23,1% di tutti gli incidenti, provocano nell'84% dei casi la morte del paziente e nel 16% gravi lesioni. Nel 76% dei casi si tratta, invece, parti del paziente o organi del corpo sbagliati - dice Mussa - nel 13% dei casi di  operazioni eseguite su pazienti sbagliati e nell'11% dei casi di procedure chirurgiche errate o non rispettate".

Fonte: Adnkronos/ Adnkronos salute
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