Oculisti al lavoro sul registro dei danni causati dalle lenti a contatto

05 maggio 2008
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Un registro sui danni legati al cattivo utilizzo delle lenti a contatto. Abitudini sbagliate che, calcolano gli esperti, rovinano la vista a "circa 350 mila italiani ogni anno: quasi un italiano al giorno perde infatti un occhio per troppa superficialita'" nella manutenzione delle 'lentine'. A lanciare un sistema di segnalazione ad hoc al ministero della Salute sono gli oculisti della Societa' oftalmologica italiana (Soi), che durante il loro sesto Congresso internazionale in programma

Al Poggetto
a Napoli dal 7 al 10 maggio - annunciano in un incontro a Milano - presenteranno "un modulo speciale da distribuire ai 7 mila specialisti italiani. Gli esperti - spiega all'ADNKRONOS SALUTE il segretario della Soi, Matteo Piovella - potranno cosi' riferire in modo piu' semplice ogni eventuale danno alle autorita' sanitarie".

L'obiettivo finale e' appunto quello di "creare, dopo un periodo iniziale di osservazione - dice Piovella - uno speciale registro sui danni associati al mal utilizzo delle lenti a contatto". Secondo un'indagine Nexplora diffusa nei mesi scorsi, gli italiani con  problemi di vista che usano regolarmente le lentine sono quasi due milioni. Soprattutto donne (65%) e giovani 25-34enni. Ma dalla ricerca e' emerso anche che appena due portatori di lenti a contatto su 10  (19%) le curano come dovrebbero: gli altri commettono errori spesso  grossolani.

Tuttavia, sottolinea il segretario Soi, "la compilazione di un  registro sui danni non vuole affatto dare origine ad allarmismi ingiustificati. Le lenti a contatto sono strumenti assolutamente efficaci e preziosi - assicura - Siamo quindi convinti che,  migliorando l'informazione sui rischi che si corrono usandole male, si potranno avviare iniziative di sensibilizzazione sull'impiego corretto e si arrivera' a raddoppiare il numero degli italiani fedeli questi  presidi", precisa.  Indossare le lenti a contatto in  sicurezza e' semplice, ricorda Piovella.

 

"Le regole base sono poche e quasi banali", evidenzia il medico. In sintesi: toglierle sotto la  doccia, almeno un'ora prima di andare a dormire e al primo segnale di  sofferenza dell'occhio, mai passarle sotto l'acqua corrente, mai  inumidirle con la saliva e cambiare contenitore ogni mese. "Chi 'passa col semaforo rosso' rischia invece infezioni microbiche molto gravi,  ma anche molto rare - puntualizza - oltre a problemi piu' lievi come  ulcere corneali o sintomi di intolleranza", che spesso costringono a  inforcare gli occhiali per diversi mesi prima di poter tornare alle  lentine. "Segnalare eventuali danni al ministero della Salute dovrebbe essere una prassi - prosegue Piovella - E' un meccanismo gia'  previsto, ma quasi mai seguito".

In Italia "subentra infatti un certo lassismo - riflette lo  specialista - ma in questo caso la procedura di segnalazione non e' un atto burocratico. Piuttosto e' qualcosa che, oltre a tutelare la  salute del paziente - ribadisce - favorisce un impiego migliore e piu' diffuso delle lenti a contatto, nel nostro Paese ancora poco usate".  In ogni caso, commenta Pasquale Troiano, presidente della Societa'  italiana di contattologia medica (Sicom), "molti utilizzatori  'sfuggono' forse alle statistiche perche' acquistano via Internet".

Anche quando si parla di possibili danni da cattivo impiego,  commenta l'esperto, "al momento a noi arriva solo la punta  dell'iceberg. Ancora in troppi si rivolgono all'oculista soltanto a  danno gia' fatto, quando l'emergenza e' ormai in atto". Fra coloro che  dovrebbero maneggiare con piu' cautela le lentine ci sono i diabetici: Non devono evitarle, ma sceglierle e gestirle bene", ammonisce la  Soi, che agli occhi di questi malati dedichera' un'ampia sessione del  suo congresso napoletano. Fra gli altri temi in agenda alla 'quattro
giorni' anche cataratta, glaucoma e degenerazione maculare legata  all'eta' che avanza.

Fonte: Adnkronos/ Adnkronos salute
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