Rivoluzione ricette negli ambulatori degli oculisti italiani. Per occhiali sempre piu' personalizzati, disegnati su misura come un abito di sartoria in base alle esigenze del singolo paziente e al passo con le piu' moderne tecnologie di settore, gli esperti della Soi (Societa' oftalmologica italiana) annunciano un nuovo modulo per la prescrizione delle lenti
correttive. "Un supporto informatico che sara' lanciato ufficialmente in occasione del sesto Congresso internazionale Soi in programma a Napoli dal 7 al 10 maggio - spiega in un incontro stampa a Milano Matteo Piovella, segretario della societa' scientifica - Il modello
verra' quindi inviato agli oculisti della Penisola e potra' essere esportato in tutta Europa".
La ricetta per la prescrizione degli occhiali da vista "e' praticamente immutata da 50 anni - sottolinea Piovella - Finora non l'ha mai cambiata nessuno", salvo la modifica che ha portato a eliminare la vecchia dicitura 'per musica', che indicava la gradazione delle lenti piu' adatte alla lettura corretta di uno spartito. Ma nell'era di Internet gli abitanti del Belpaese hanno molta piu' familiarita' con il pc che con il pentagramma, fa notare Rosario

Brancato, ordinario di Oftalmologia all'universita' Vita-Salute San Raffaele del capoluogo lombardo, che caldeggia "l'inserimento in ricetta di una nuova dicitura 'per computer'". E anche agli occhi degli italiani cybernauti pensera' la nuova ricetta per occhiali 'firmata' Soi.
"Costruita grazie alla collaborazione con l'Anfao (Associazione nazionale fabbricanti articoli ottici)", puntualizza Piovella, tra le altre novita' prevede anche la possibilita' di specificare un tempo medio di durata della prescrizione. Una sorta di 'data di scadenza', come per i farmaci. "Il 90% delle informazioni vengono acquisite dal mondo esterno attraverso gli occhi - evidenzia Pasquale Troiano, presidente della Societa' italiana di contattologia
medica (Sicom) - Ecco perche' un occhiale ben costruito e' alla base di un pieno benessere visivo". In questo senso, assicurano gli esperti della Soi, "gli occhiali sono a tutti gli effetti un vero e proprio presidio medico. E' dunque dall'oculista che deve venire una prescrizione che non indichi soltanto il grado di correzione per l'occhio destro e l'occhio sinistro, ma che riporti anche le specifiche tecniche relative al tipo di lenti piu' adatte alla persona".
Distanza intermedia (pensata per la visione dello schermo del pc), distanza interpupillare, opzione filtri per lenti 'scudo' anti-Uv, angolo per lenti progressive (le multifocali) e durata media della prescrizione: saranno queste, elenca Troiano, alcune delle molte voci che compariranno nelle ricette del futuro. Se un tempo l'alternativa si riduceva infatti alla scelta fra lenti infrangibili o meno, oggi l'evoluzione della tecnologia ottica e' andata ben oltre. "Ad esempio - riprende Piovella - pochi sanno che, grazie a filtri fotocromatici sempre piu' sensibili, una lente perfettamente chiara e' ormai in grado di schermare al 100% i raggi ultravioletti A e B. Addirittura, sono allo studio lenti 'intelligenti' capaci di virare dal trasparente allo scuro anche in risposta ai raggi che passano attraverso il parabrezza dell'auto".
E ancora: "Le lenti multifocali, in Italia ancora poco diffuse, oggi si possono adattare alle esigenze del paziente (lettura piuttosto che guida). Infine, la possibilita' di curvare la lente offre grande versatilita' a vantaggio dell'estetica e a garanzia di maggiore protezione laterale". Insomma, nella prescrizione delle lenti correttive "vogliamo arrivare a poter indicare anche la marca. Non certo a fini commerciali - conclude il segretario della Soi - bensi' per tutelare il paziente e proteggerne al meglio gli occhi".