Trenta centri di salute mentale italiani pronti a 'mappare' l'incidenza delle malattie psichiatriche piu' gravi nel nostro Paese. Sono le strutture che aderiscono al progetto 'SEME - Sorveglianza epidemiologica integrata in salute mentale', finanziato dal ministero della Salute, portato avanti dall'Istituto superiore di sanita' (Iss) e che sara' operativo a partire da giugno, per ottenere i primi dati entro un anno. A parlarne e' stata Antonella Gigantesco del Centro nazionale di epidemiologia,
sorveglianza e promozione della salute dell'Iss, coordinatrice del progetto SEME, oggi a Roma a margine di un focus group sui disagi mentali."Prenderemo in considerazione patologie piu' gravi - ha spiegato l'esperta - come la schizofrenia, il disturbo bipolare, la depressione maggiore e l'anoressia mentale, perche' in Italia non esistono dati attendibili sulla loro incidenza fra la popolazione. I risultati dellenostre rilevazioni saranno utili per calcolare non solo quanto il problema affligga gli italiani, tracciando la distribuzione nel tempo e nello spazio di queste malattie, ma anche per valutarne i costi diretti e indiretti. I 30 centri reclutati, sui 262 esistenti in Italia, rivestiranno il ruolo di strutture 'sentinella' e sono stati scelti sulla base di una valutazione particolare: diciamo che abbiamo 'arruolato' quelli piu' organizzati per consentire lo svolgimento delle rilevazioni senza impattare sul lavoro dello stesso centro. Attualmente e' in via di completamento la fase organizzativa e procederemo presto con la formazione degli psichiatri che si occuperanno di diagnosticare e registrare i vari casi. Entro giugno speriamo di essere operativi".