Al via la settimana nazionale per prevenire il cancro alla prostata

08 marzo 2008
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Ogni anno in Italia vengono diagnosticati 33 mila nuovi casi di tumore della prostata, mentre altre 9 mila persone muoiono di questa neoplasia. A fotografare la situazione nazionale è Mauro Dimitri, presidente della World Foundation of Urology Onlus, che oggi a Roma ha presentato le iniziative della propria fondazione in programma da mercoledì in occasione della Settimana nazionale di prevenzione del tumore della prostata: patologia che colpisce l'uomo per fattori genetici,

Al Poggetto
ambientali e alimentari.

"L'incidenza del tumore della prostata - sottolinea l'urologo - è in costante aumento nel nostro Paese (12%), visto che ormai precede il tumore del polmone (10%) ed è diventato il primo tra le patologie oncologiche che colpiscono gli uomini". A preoccupare, poi, è il ritardo nella diagnosi. "Il 20% dei casi che vengono scoperti ogni anno - spiega Dimitri - è gia' allo stadio di metastasi. La popolazione anziana è inoltre in crescita in Italia, ed esiste il rischio che aumenti ulteriormente l'incidenza". All'impennata dei casi e alla consapevolezza dei rischi non corrisponde pero' un aumento della sopravvivenza. Tutt'altro.

"Tra i Paesi europei a noi vicini - aggiunge l'urologo - siamo gli ultimi per sopravvivenza.

Di tumore alla prostata oggi sopravvive il 47,4% degli italiani, mentre in Spagna il 54,5%, in Francia il 61,4% e in Svizzera il 71%.Per bloccare l'incidenza del tumore della prostata sarebbe necessario diagnosticare precocemente il cancro, cosi' come avviene per quello della mammella. Ma c'e' ancora molto da fare per responsabilizzare i pazienti. "E' necessario eseguire annualmente una visita urologica - avverte Dimitri - e questo a partire dai 40 anni, perche' alcuni studi dimostrano che cellule tumorali possono essere scoperte anche nel 26% degli uomini tra i 30 e i 40 anni". La malattia, invece, viene vista ancora oggi come un problema che riguarda la terza eta'.

L'esperto consiglia anche il dosaggio dell'antigene prostatico specifico (Psa), un semplice esame che permette all'urologo di individuare la consistenza della prostata e l'eventuale presenza di noduli prostatici sospetti per la patologia tumorale. "Si tratta di un esame sconosciuto tra gli italiani - conclude l'urologo - poiche' solo il 22% degli uomini tra i 50 e i 70 anni conosce in significato del test, mentre negli Stati Uniti la media sale al 48%".

Una consapevolezza forse giustificata dall'alta incidenza di questo tumore in Nord America. Gli ultimi dati parlano infatti di 102 afroamericani colpiti su 100 mila, mentre in Asia si registra l'incidenza piu' bassa, con 10 casi su 100 mila.
Per bloccare l'incidenza del tumore della prostata sarebbe necessario diagnosticare precocemente il cancro, cosi' come avviene per quello della mammella. Ma c'e' ancora molto da fare per responsabilizzare i pazienti. "E' necessario eseguire annualmente una visita urologica - avverte Dimitri - e questo a partire dai 40 anni, perche' alcuni studi dimostrano che cellule tumorali possono essere scoperte anche nel 26% degli uomini tra i 30 e i 40 anni". La malattia, invece, viene vista ancora oggi come un problema che riguarda la terza eta'.

 

Una consapevolezza forse giustificata dall'alta incidenza di questo tumore in Nord America. Gli ultimi dati parlano infatti di 102 afroamericani colpiti su 100 mila, mentre in Asia si registra l'incidenza piu' bassa, con 10 casi su 100 mila.

La dieta mediterranea resta la migliore 'arma' possibile per prevenire a tavola il tumore della prostata, che colpisce ogni anno 33 mila italiani. La cattiva alimentazione e' infatti responsabile di almeno il 45% dei casi di questa neoplasia. Parola di Giuliano Da Villa, nutrizionista e presidente della Commissione Croce Rossa italiana 'Cibo e Salute',  intervenuto oggi a Roma alla presentazione delle iniziative della  World Foundation of Urology Onlus in occasione della Settimana  nazionale di prevenzione del tumore della prostata, al via mercoledi'.

"La prima prevenzione - spiega il nutrizionista - va fatta a  tavola. La sola alimentazione puo' infatti cambiare l'incidenza e la  mortalita' del tumore della prostata". In Italia dovremmo essere  favoriti dalla possibilita' di seguire una dieta mediterranea, ma  influenze anglosassoni hanno modificato il nostro modo di mangiare,  specialmente tra i piu' giovani, tanto che il tumore alla prostata  rischia di 'attaccare' anche gli under 40. Da Villa consiglia una dieta "a base vegetale, con abbondanza di frutta e verdura, alto contenuto di fibre, cereali e legumi. La dieta deve essere povera di grassi ed e' consigliabile bere molti liquidi. Effetti positivi sarebbero emersi anche dall'assunzione di the verde e melograno".

La dieta mediterranea e' positiva per un motivo. "Produce antiossidanti - aggiunge il nutrizionista - blocca i radicali liberi e impedisce ai cromosomi delle cellule di modificarsi. Il mondo animale, invece, questi vantaggi non ce li da'". La 'ricetta' dell'esperto e'  quindi semplice: "Con 500 grammi al giorno di frutta e verdura,  associata ad una passeggiata a passo veloce di 30 minuti, possiamo  sicuramente combattere il cancro alla prostata", conclude.
 

Una settimana per dire 'basta' al cancro della prostata, per educare la popolazione ad una corretta alimentazione, sensibilizzare le Istituzioni e ridurre l'incidenza dei casi in Italia. Questi gli obiettivi della World Foundation of Urology, che oggi a Roma ha presentato le proprie iniziative in occasione della Giornata nazionale di prevenzione del tumore della prostata, in programma da mercoledi' fino al 19 marzo.
Per l'occasione e' stato presentato anche il Comitato d'onore della fondazione, che conta tra le sue fila l'oncologo Umberto Veronesi (il presidente), oltre a Santo Versace, Luca Giurato, Andrea Bocelli e Massimo Barra.

Durante la settimana - spiegano gli organizzatori - sara' attivata una raccolta fondi attraverso numerosi eventi a Roma e nel resto d'Italia. E' in programma anche la vendita di cravatte appositamente realizzate da Maurizio Marinella, e i proventi della manifestazione saranno destinati all'acquisto di apparecchiature per la chirurgia laparoscopica di tre ospedali italiani, uno al Nord, uno al Centro e l'altro al Sud: il San Raffaele di Milano, il Fatebenefratelli di Roma e l'Acquaviva delle Fonti di Bari. Sara' attivato anche un numero verde (800-993.383) per ricevere informazioni sulla corretta alimentazione da seguire o per effettuare donazioni.

Il programma si aprira' mercoledi' prossimo con un concerto al Teatro Ruskaja di Roma. Il 15 e il 16 marzo, invece, in 105 piazze italiane saranno allestiti stand per la vendita delle cravatte. Altro concerto in programma il 17 marzo all'Auditorium di Roma. Conclusione il 19 marzo, giorno scelto in quanto 'Festa del papa'', con una manifestazione a Piazza Farnese nella capitale. "Vogliamo mettere in risalto il problema - sottolinea Mauro Dimitri, presidente della World Foundation of Urology Onlus - perche' si parla poco dei disturbi dell'uomo. La stampa medica tratta 40 volte in piu' le patologie della donna, e 100 volte in piu' quelle del bambino. Per una settimana - conclude - parliamo anche di quelle dell'uomo".


 

Fonte: Adnkronos
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