Una corretta informazione sui temi legati alla sessualità, sull'utilizzo delle tecniche contraccettive, sulle malattie sessualmente trasmesse e sull'interruzione volontaria di gravidanza. Sono gli argomenti che gli studenti di cinque scuole madonite, nel palermitano, affronteranno nei prossimi tre mesi durante un ciclo di incontri del progetto ''Educazione alla sessualità: aspetti medici e psicologici'' organizzato dalla societa' cooperativa Dafne di Cefalù in
convenzione con l'assessorato provinciale alle politiche sociali guidato da Giovanni Mammana.All'iniziativa parteciperanno gli studenti del quinto anno dell'Istituto statale Salerno di Gangi, dell'Iti e dell'Istituto Magistrale di Petralia Soprana, dell'Itcg di Polizzi Generosa, dell'Ipaa di Castellana Sicula. Gli incontri, tenuti da un ginecologo e da uno psicologo, saranno articolati in una fase informativa incentrata soprattutto sulla prevenzione e alla quale parteciperanno i docenti, e in una fase esperienziale che prevede attività di gruppo con un confronto sui comportamenti e l'ascolto dei diversi punti di vista.
Le attività si svolgeranno durante l'orario scolastico in accordo con i Presidi.
''Crediamo che esistano delle priorità ben precise per combattere l'odioso fenomeno dell'aborto'', ha affermato Maria Rita Munizzi, Presidente Nazionale del Moige. ''La strada da seguire non è quella dell'educazione sessuale nelle scuole, bensì quella di cercare di risolvere quei problemi socio-economici alla base del fenomeno stesso''. E' quanto afferma in una nota Maria Rita Munizzi, presidente del Moige, Movimento italiano genitori.
''C'è ad esempio -sottolinea Munizzi- un sistema fiscale ingiusto, che non aiuta i genitori a costruire e mantenere la propria famiglia. Non esiste una politica della natalità, e lo stato, e questo e' il paradosso, spende fra i dieci ed i quindicimila euro per ogni interruzione di gravidanza, mentre dovrebbe offrire almeno la stessa cifra a chi decide di portare a termine la gravidanza, garantendo cosi' una parità di trattamento economico per ambedue le scelte''.
''Inoltre -aggiunge Munizzi- sempre in termini di prevenzione, crediamo sia giusto aprire i consultori all'associazionismo, in quanto scelte di un determinato genere potranno essere condivise cosi' con chi si occupa tutti i giorni dei problemi legati alla vita familiare, e potrà offrire utili consigli alle donne in difficoltà. Questa -conclude la presidente del Moige- è la strada da seguire, queste le priorita'''.