La longevità è scritta nei geni. E finalmente gli scienziati sono riusciti a decodificarne l'alfabeto individuando le varianti del Dna che spianano la strada fino ai cent'anni. Ma gli uomini hanno poco da rallegrarsi, perche' le mutazioni genetiche che garantiscono lunga vita sono tutte appannaggio femminile. E, in aggiunta, regalano una statura più bassa, rispetto alla media della popolazione generale, di almeno 2,5 centimetri. La scoperta è frutto degli
studi condotti dai ricercatori dell'Albert Einstein College of Medicine dell'universita' Yeshiva a New York, coordinati da Nir Barzilai. Ed e' pubblicata dai Proceedings of the national Academy of Sciences (Pnas).
"Siamo a un passo dal capire perche' alcuni individui vivono molto più di altri", dice Barzilai che ha identificato due mutazioni genetiche nei centenari appartenenti ai discendenti degli ebrei Ashkenaziti, la popolazione di origine ebraica preponderante nell'Europa centrale e orientale. Entrambe le mutazioni riguardano il recettore per il fattore di crescita insulino simile, o Igf1, che sovrintende la crescita e la maturita' soprattutto durante il periodo della pubertà.
Mutazioni del recettore dell'Igf1 ne distruggono i legami, rallentando sia il processo di maturazione che quello dell'invecchiamento. Nei portatori delle mutazioni 'di lunga vita' "i livelli di Igf1 sono del 37% piu' elevati". La scoperta e' stata confermata anche da risultati su vermi, mosche, lieviti e topi. Tutti gli esemplari di queste specie piu' longevi sono portatori delle stesse mutazioni.