Cellule staminali, alterate per colpa di una proteina mutante, sarebbero alla base della sindrome dei 'bimbi vecchi', la progeria di Hutchinson-Gilford. Si tratta di una malattia rarissima (solo 100 casi sono descritti nella letteratura scientifica), che provoca un invecchiamento precoce, da 5 a 10 volte piu' rapido rispetto al normale. E porta i piccoli pazienti alla morte intorno ai 15 anni. Secondo uno studio pubblicato su 'Nature Cell Biology', firmato da un team del National Cancer Institute
di Bethesda (Usa) di cui fa parte l'italiana Paola Scaffidi, il meccanismo che provoca l'invecchiamento accelerato non sarebbe piu' un segreto. La ricerca contribuisce a far luce anche sulle dinamiche del normale invecchiamento.
Alla base della malattia c'e' la progerina, una forma anomala della proteina lamina A, gia' nota per essere responsabile della rarissima malattia. Ma questa proteina alterata viene prodotta anche nelle persone sane, e la sua presenza in cellule non malate e' stata collegata al normale invecchiamento. La Scaffidi e i suoi colleghi hanno scoperto il meccanismo all'origine della malattia: alti livelli di progerina alterano l'identita' delle cellule staminali, provocando un'anomala osteogenesi e adipogenesi, corrispondenti ai difetti di chi soffre della sindrome. I ricercatori sono convinti che la progerina abbia un ruolo anche nel normale invecchiamento, e potrebbe essere responsabile delle modificazioni dei tessuti associate comunemente al passare degli anni.