Nel neonato Centro nazionale per le malattie rare (Cnmr), presentato questa mattina a
Roma all'Istituto superiore di sanità (Iss), si indagherà anche sui possibili legami tra un 'ingrediente' della plastica, gli ftalati, e l'insorgenza di un raro tumore infantile maligno, l'epatoblastoma, che colpisce un bambino ogni 8 milioni. A spiegare uno dei tanti filoni di ricerca della nuova struttura è la responsabile del Cnmr, Domenica Taruscio.
"Stiamo studiando una serie di tumori rari, da quello delle ghiandole salivari all'epatoblastoma. In questo caso -dice invitando alla massima cautela- stiamo valutando le possibili correlazioni tra questa forma di cancro e l'esposizione agli ftalati, sostanze chimiche contenute nella plastica, ma anche nelle cannule degli apparecchi
medicali".
Questo e' stato l'elemento che ha fatto 'drizzare' le antenne dei ricercatori perché, spiega Taruscio, "si è riscontrata una maggiore frequenza dell'epatoblastoma nei bambini nati precocemente e quindi intubati". Gli studi per ora saranno condotti in vitro e su topi di laboratorio. La scienziata ricorda infine che "sebbene nell'80% dei casi sono i geni i responsabili dell'insorgenza di una malattia rara, nel 20% è l'ambiente o l'alimentazione a costituirne la 'miccia'".