Per la sanità si spende di più in Lazio e in Sicilia

27 febbraio 2008
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Sono piu' o meno 43 euro a persona, in tutto 2,5 miliardi di euro. Questo il debito che il Servizio sanitario nazionale ha accumulato nel periodo tra il 2003 e il 2006. E tra le Regioni meno virtuose spiccano Lazio e Sicilia, dovenello stesso periodo l'incremento del disavanzo si e' attestato rispettivamente a 159 e 141 euro procapite.

I dati sono stati diffusi questa mattina a Roma nel corso della presentazione del rapporto Osservasalute, giunto quest'anno alla sua quinta edizione. La

Al Poggetto
consueta indagine sullo stato di salute degli italiani e sulla qualita' dell'assistenza regionale e' frutto del lavoro di 287 ricercatori, coordinati dall'universita' Cattolica di Roma. I dati, precisano gli autori del rapporto, sono pero' antecedenti ai piani di rientro dal deficit sanitario varati nel 2007. Dunque per verificarne l'efficacia, e quantificare lo stato delle casse delle Regioni, bisognera' ancora attendere qualche settimana, fino alla fine di marzo "quando - spiega Filippo Palumbo, direttore generale della programmazione sanitaria, dei livelli di assistenza e dei principi etici di sistema, del dipartimento della qualita' del ministero della Salute - sapremo meglio se i piani di rientro hanno ridotto il deficit e dove". In ogni caso Palumbo anticipa che "nel 2007 e' stato raggiunto un buon risultato per la spesa sanitaria".

Tornando ai dati sui conti della sanita' regionale, il rapporto evidenzia sostanziali differenze lungo la penisola. E non solo tra Sud e Nord. Regioni del Sud come la Calabria, rivela l'indagine, sono in avanzo. Ma confrontando il dato con la spesa procapite l'avanzo, cosi' come per la Basilicata e le Marche, sembra testimoniare una sottospesa. "Oltre al fatto che - dice Americo Cicchetti, docente di organizzazione aziendale all'universita' Cattolica di Roma - se si analizza la proporzione tra spesa sanitaria e Pil regionale, si scopreche la prima assorbe il 9% del prodotto interno lordo calabrese e soloil 4% di quello lombardo. Questo vuol dire che la Lombardia puo' destinare maggiori risorse ad altre voci di spesa". Al 'classico' gradiente Nord-Sud, la devolution ha aggiunto un'altra occasione di disparita': quella tra Regioni a statuto speciale o ordinario. Tra queste ultime la sola Lombardia presenta un conto in pareggio sia per le Asl che per le aziende ospedaliere.

Tanto per fare un confronto, nel 2005 la perdita delle Asl nel Lazio e' risultata la peggiore a livello nazionale con una media di 160 milioni di euro. Tra le Regioni che piu' si sono rimboccate le maniche, invece, va segnalata la Puglia. 

Fonte: (Adnkronos/Adnkronos Salute)
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