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L'allarme di Russo (PD): "I debiti della Fondazione Federico II graveranno sui siciliani

06 maggio 2008
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"Non si può chiedere ai cittadini siciliani di pagare la cattiva gestione della Fondazione

Federico II. Adesso sono necessarie risposte certe che fino ad oggi non sono mai arrivate. Per questo chiediamo al presidente dell'Assemblea regionale siciliana e al Consiglio di presidenza che venga istituita una apposita commissione per verificare la gestione economica finanziaria della Fondazione, per accertare responsabilità

Al Poggetto
e fugare sospetti che non fanno bene alle istituzioni". Lo ha detto il deputato del Pd, Tonino Russo, vice segretario del partito in Sicilia, a proposito delle notizie, riportate oggi da Repubblica-Palermo, sui conti in rosso della Fondazione Federico II e sul contributo di 900 mila euro deliberato dal Consiglio di presidenza. "Il buco lasciato dalla mala gestione della Fondazione Federico II rischia di essere un'altra tassa sui siciliani - ha aggiunto Russo -. Bisogna fare piena luce su questa vicenda. Quando lo chiedevamo nei mesi scorsi, Micciché e Acierno rispondevano dicendo che le nostre erano solo fantasie; adesso, pian piano, la verità sta venendo a galla".

 

"L'attuale Consiglio di presidenza dell'Ars, guidato dal presidente uscente Gianfranco Micciché, si doveva limitare all'ordinaria amministrazione - ha osservato Russo -, oggi qualunque intervento per cercare di coprire il deficit della Fondazione rischia di rivelarsi illegittimo. E le operazioni, che sarebbero già messe nero su bianco, per una nuova infornata di assunzioni o stabilizzazioni apparirebbero davvero intollerabili specie se, come sostenuto nei giorni scorsi da alti dirigenti dell'Ars, il Parlamento non avrebbe neanche i

soldi per pagare le liquidazioni dei deputati".

 

"Mi auguro - ha concluso Russo - che il Consiglio di presidenza non compia atti impropri e che, ad iniziare dalla magistratura contabile, si verifichino con la lente di ingrandimento le spese effettuate dalla Fondazione Federico II e se vi sono dei responsabili che paghino invece di scaricare le loro colpe sulle tasse dei siciliani".   

Fonte: Ansa
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Anonimo 07 maggio 2008   16:50
L'utente ha risposto al commento di parlagreco del 07 maggio 2008. Visualizza »

 Le norme sono state modificate per quanto riguarda la figura del direttore; sono state introdotte altre regole successivamente, ma non hanno nulla a che vedere con il personale attualmente in servizio. Le decisioni più importanti avrebbero dovuto state assunte dal consiglio di presidenza, in veste di consiglio di amministrazione della Fondazione (e per esso dal comitato direttivo) ma, a quanto pare, gli organi sono stati rappresentati da chi riteneva di essere delegato a farlo. Non risulta che ci siano state opposizioni, pubblicamente espresse, ma abbiamo notizia di una diversità di opinioni molto aspra fra i componenti del Consiglio di presidenza, rimasta tuttavia nei sacri palazzi. Si tratta di leggere le carte, cosa che non è affatto facile, a meno che non siano le autorità inquirenti a richiederlo. 

Chissà se il buon Tonino Russo ha qualcosa da dichiarare anche sull'ennesima "stabilizzazione" dei collaboratori del Consiglio di Presidenza dell'Ars... fra i quali c'è pure una sua "collega": la neo-deputata alla Camera Daniela Cardinale, che a Palazzo dei Normanni non ha mai neanche marcato visita, già collaboratrice del deputato questore Manzullo (al quale peraltro non è andata così bene...)...

Siamo alle solite: basta essere "figli di papà" e tutte le porte si aprono, agli altri poveretti che magari sgobbano nelle sedi di partito, nelle campagne elettorali, nella stessa Assemblea regionale non resta che leccarsi le ferite di neo-disoccupati. Vergogna e basta!

parlagreco 07 maggio 2008   12:27
L'utente ha risposto al commento anonimo del 07 maggio 2008. Visualizza »

Caro Direttore ,mi sembra di ricordare che quando nacque la Fondazione Federico II ai tempi di Nicola Cristaldi presidente dell'ARS ,fu subito messo in chiaro che essa si sarebbe servita di personale dell'Assemblea e che per certi servizi si sarebbe appoggiata su esterni convenzionati A TEMPO. Furono esplicitamente escluse ipotesi di nuove assunzioni a tempo indeterminato. Adesso sento parlare di"personale" proprio della Fondazione.

Confesso di non aver mai letto della non indifferente variazione. Evidentemente ci sarà stato un passaggio legislativo all'ARS ,l'unica cosa che può giustificare questo cambiamento di stile e struttura.

Può reccontarci quando esattamente s'è verificata "la svolta" e con quale atto ? E se si è trattato di un voto a Sala d'Ercole ,magari in una Finanziaria, può farci sapere come si atteggiarono le varie forze politiche ?

Ci fu opposizione subito sulla materia ? Voti differenziati ?

 Le norme sono state modificate per quanto riguarda la figura del direttore; sono state introdotte altre regole successivamente, ma non hanno nulla a che vedere con il personale attualmente in servizio. Le decisioni più importanti avrebbero dovuto state assunte dal consiglio di presidenza, in veste di consiglio di amministrazione della Fondazione (e per esso dal comitato direttivo) ma, a quanto pare, gli organi sono stati rappresentati da chi riteneva di essere delegato a farlo. Non risulta che ci siano state opposizioni, pubblicamente espresse, ma abbiamo notizia di una diversità di opinioni molto aspra fra i componenti del Consiglio di presidenza, rimasta tuttavia nei sacri palazzi. Si tratta di leggere le carte, cosa che non è affatto facile, a meno che non siano le autorità inquirenti a richiederlo. 

Anonimo 07 maggio 2008   11:00

Caro Direttore ,mi sembra di ricordare che quando nacque la Fondazione Federico II ai tempi di Nicola Cristaldi presidente dell'ARS ,fu subito messo in chiaro che essa si sarebbe servita di personale dell'Assemblea e che per certi servizi si sarebbe appoggiata su esterni convenzionati A TEMPO. Furono esplicitamente escluse ipotesi di nuove assunzioni a tempo indeterminato. Adesso sento parlare di"personale" proprio della Fondazione.

Confesso di non aver mai letto della non indifferente variazione. Evidentemente ci sarà stato un passaggio legislativo all'ARS ,l'unica cosa che può giustificare questo cambiamento di stile e struttura.

Può reccontarci quando esattamente s'è verificata "la svolta" e con quale atto ? E se si è trattato di un voto a Sala d'Ercole ,magari in una Finanziaria, può farci sapere come si atteggiarono le varie forze politiche ?

Ci fu opposizione subito sulla materia ? Voti differenziati ?

Anonimo 07 maggio 2008   09:33

tutta la colpa e' delle inutili assunzioni fatte a scopo esclusivamente elettorale ....andate a vedere chi sono i padrini di questi cosiddetti impiegati in esubero......capirete subito......

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