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Cascio boccia un eventuale Lombardo quater. Rottura Fini-Berlusconi, il presidente dell'Ars è sicuro: "E' nato tutto in Sicilia"

30 luglio 2010 13:24
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"Le legge sulla elezione diretta del governatore in questa legislatura ha fallito. Sull'eventuale quarto governo Lombardo esprimo un giudizio negativo, non sugli uomini, ma sul metodo. In passato avevamo una media di un governo ogni anno, oggi uno ogni sei mesi. Non mi sembra ci siano possibilità di un governo di prospettiva". Lo ha detto il presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Francesco Cascio, durante la tradizionale cerimonia di consegna del ventaglio. Rispetto al ruolo dell'Udc, Cascio ha aggiunto: "L'atteggiamento mi sembra responsabile, ma non credo che l'Udc entrerà in un governo che non abbia scadenza temporale, vale a dire la prossima primavera". Per il presidente dell'Ars, Francesco Cascio, "é un miracolo avere approvato alcune riforme, come quella della sanità, dei rifiuti e la governance degli assessorati, in un clima politico alquanto teso". Cascio ha spiegato che l'ufficio di presidenza dell'Ars ha firmato due disegni di legge, una che "blocca la legge 104 per il personale della Regione siciliana e l'altra riguarda la riduzione dei componenti degli uffici di gabinetto e dei consulenti della presidente della Regione e degli assessori".

 

"Solo quando il governatore si dimetterà parleremo di candidature alla presidenza della Regione. Non c'é alcuna preclusione per nessuno, tutti siamo abili e idonei: io, Micciché, il ministro Prestigiacomo". Così Cascio, ha risposto ai giornalisti che gli hanno chiesto di esprimersi sull'ipotesi che Gianfranco Micciché sia il prossimo candidato del centrodestra alla Regione.

 

"La Sicilia ha dato la sponda a Fini per la sua azione di contrapposizione alla leadership di Berlusconi, ha contribuito a creare un clima di confusione e complessità dei rapporti. Un anno fa il partito avrebbe dovuto prendere decisioni che invece non ha preso, un partito che agisce così non è un partito", ha commentato Cascio.  "L'attuale coordinamento non poteva fare di più. Quando Castiglione e Nania sono andati dal coordinamento nazionale con la lista dei coordinatori provinciali e territoriali, hanno detto loro che non se ne parlava. Castiglione e Nania hanno fatto quello che gli è stato ordinato di fare. Il partito nazionale ha dato copertura allo strappo di Gianfranco Micciché e ha finito per legittimarlo", ha detto il presidente dell'Ars. "Io - ha concluso - ero abituato a concepire un partito in cui la minoranza si adeguava alla decisioni della maggioranza. Oggi, invece, siamo in presenza di un partito in cui la maggioranza prende una posizione e la minoranza che non l'accetta urla il suo dissenso e rimane al governo contro quella che e' la volonta' espressa dalla maggioranza".

 

"Micciché torna a Surriento". Così il presidente dell'Ars, Francesco Cascio, ha risposto ai giornalisti che gli hanno chiesto se ci sono ancora i margini per un ricompattamento nel Pdl con il sottosegretario Gianfranco Micciché. "A Micciché - ha detto Cascio - consiglio di fare una chiacchierata con noi. Non è troppo tardi, ancora c'é qualche minuto per sedersi insieme, a condizione però che la resa non sia a condizioni inaccettabili". "Certamente e' arrivato il momento di un necessario chiarimento all'interno del Pdl. Non penso che abbia senso oggi - ha aggiunto - l'espulsione degli aennini del Pdl Sicilia. Sicuramente il partito avrebbe dovuto prendere una decisione prima, oggi non ha piu' senso".

 

"A settembre porterò in aula la legge sulla riduzione del numero di parlamentari, per verificare palesemente chi è contro e chi a favore. Io sono favorevole", ha detto il presidente dell'Ars. "Passare da 90 a 70 deputati - ha aggiunto - produrrebbe un risparmio di 7,5 milioni di euro e contribuirebbe a migliorare il funzionamento del Parlamento siciliano, i cui poteri andrebbero riparametrati sul numero dei parlamentari". Cascio ha ricordato che il ddl sulla riduzione del numero dei parlamentari è stato bocciato in commissione Affari istituzionali 8 mesi fa e di aver investito della questione la commissione regolamento dell'Ars. "E' una riforma che viene affrontata con paura - ha proseguito Cascio - ma garantirebbe comunque la rappresentanza territoriale". Essendo necessaria una modifica dello Statuto, sull'eventuale legge di riduzione dei parlamentari si dovrà esprimere in doppia lettura il parlamento nazionale.

 

I tagli alle indennità dei deputati e delle spese per il personale dell'Assemblea regionale siciliana conterranno una riduzione dei costi complessivi di 2,5 milioni di euro all'anno, ha detto il presidente dell'Ars, Francesco Cascio. Per il personale il risparmio annuo è di 1,35 milioni di euro (tra cui auto di servizio, riduzione indennità notturno e festivo, buoni pasto). I tagli sul capitolo deputati faranno risparmiare all'Ars circa un milione di euro (-10% indennità parlamentare, aumento della ritenuta in caso di assenza in aula, eliminazione auto blu per presidenti commissione). "Da quando siamo in carica - ha sostenuto Cascio - questa Assemblea non ha adeguato per due volte indennità dei parlamentari a quella dei senatori evitando una spesa di 324 mila euro. Abbiamo revocato la indennità di carica per i componenti del consiglio di presidenza per quanto riguarda la pensionabilità e abbiamo disdetto il contratto d'affitto della sede di Roma. Valuteremo adesso l'abbattimento dei costi fatto alla Camera e al Senato ed eventualmente ci adegueremo".

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Anonimo 01 agosto 2010   13:07

 Cascio abominevole.

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