Uno 'scudo' per proteggere i cantieri del Ponte sullo stretto di Messina dalle infiltrazioni della criminalità organizzata. E' l'obiettivo del protocollo d'intesa siglato oggi al Viminale - alla presenza del ministro dell'Interno, Roberto Maroni - tra il prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta, l'ad della Stretto di Messina spa, Pietro Ciucci, l'ad della società di progetto Eurolink spa, Michele Leone e dai rappresentanti sindacali Cgil, Cisl
e Uil. L'intesa riguarda la realizzazione della cosiddetta Variante di Cannitello, la deviazione di circa un km del tratto ferroviario Napoli-Reggio Calabria per fare spazio ad uno dei due piloni - quello calabrese - sui quali si reggerà il ponte. Un'opera da 30 milioni di euro per 18 mesi di lavoro. Il protocollo, ha osservato Maroni, "é un punto di svolta importante nella direzione di mettere insieme tutte le forze in campo per realizzare le opere mettendole in sicurezza sotto il profilo dell'antimafia".Il protocollo prevede, tra le altre cose, il monitoraggio dei dati relativi a tutte le società interessate alla realizzazione dei lavori; l'estensione del più rigoroso regime delle informazioni antimafia a tutte le ipotesi contrattuali, con particolare riguardo alle prestazioni considerate più a rischio di infiltrazione mafiosa (smaltimento rifiuti, movimento terra, ecc.); l'attivazione di specifiche misure di sicurezza nei cantieri, come il Settimanale di cantiere volto ad assicurare il tracciamento della presenza di uomini e mezzi all'interno delle aree per evitare possibili intimidazioni ed interferenze; il monitoraggio dei flussi finanziari e dei flussi di manodopera. "Puntiamo anche - ha riferito Maroni - a definire delle 'White list' di aziende che hanno i requisiti in regola per partecipare alle gare. Se il protocollo darà risultati, lo applicheremo anche ad altre situazioni delicate come l'Expo 2015 di Milano. Dove ci sono soldi pubblici - ha aggiunto - arriva la criminalità organizzata per infiltrarsi e noi vogliamo evitare che ciò avvenga". Da parte sua, Ciucci ha sottolineato che l'iniziativa nasce "dalla comune volontà di promuovere la cultura della legalità, della trasparenza amministrativa, esercitando poteri di monitoraggio e controllo attivati sia sui cantieri sia sulla manodopera".
Infatti, ha proseguito, "nell'esecuzione di progetti impegnativi come il Ponte sullo Stretto di Messina, caratterizzati da elevati fabbisogni finanziari e lunghi periodi di completamento, la chiave di volta è un attento monitoraggio delle operazioni legate ai cantieri e la completa trasparenza, chiarezza e tracciabilità dei relativi atti amministrativi".