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140 comuni, sette amministrazioni provinciali. Le regionali e le politiche. I partiti tracciano la road map. Musotto e Finocchiaro corrono per la Presidenza della Regione?

30 gennaio 2008 00:00
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Si voterà in 140 comuni e in sette delle nove provincia, si dovrà eleggere il sindaco di Messina e, forse quello di Catania (Scapagnini ha detto di volersi candidare alle politiche). Si voterà per il rinnovo dell’Assemblea regionale e, forse per le politiche nazionali. Avremo un intasamento “istituzionale”
 

Le date. Entro tre mesi sovranno svolgersi le regionali come vogliono le norme vigenti, è inderogabile. Si dovrebbe votare

in una delle tre domeniche di aprile fra il 6 e il 20. Le comunali slitteranno di un mese, a fine maggio insieme alle provinciali. E le politiche? Impossibile fare una previsione. Si potrebbe votare entro due mesi, sei mesi o un anno, a seconda che prevalga la tesi di una parte piuttosto che un’altra. Con quale legge? Lo sapremo fra pochi giorni. Auspicabile che venga ridato ai cittadini il diritto di scegliere chi mandare al Parlamento, diritto che è stato scippato con la legge elettorale vigente.
I partiti, colti di sorpresa dalla chiusura traumatica dell’Assemblea, cercano di riordinare le idee ed organizzarsi. Al primo punto nell’agenda politica la indicazione del candidato Presidente. I consensi attribuiti al centrodestra lasciano a questa parte politica il ruolo di favorita, ed è quindi qui che si cerca di indovinare chi sarà il successore di Totò Cuffaro.
 

In pool position resta Raffaele Lombardo, nonostante l’interessato abbia mostrato freddezza rispetto al problema. Anzi, nel suo partito dicono che non ne vuole sapere. Mah!
La staffetta fra Cuffaro e Lombardo l’abbiamo prevista da tempo ed è stata anticipata, peraltro, da un evento significativo. Cuffaro ha dato le consegne, dopo le dimissioni, al vice presidente Lino Lenza, il braccio destro di Raffaele Lombardo nell’MPA. Avrebbe dovuto farlo, comunque, gli piacesse o meno, d’accordo, perché così vogliono le regole, ma questa eventualità è stata preparata e voluta per tempo.
Ricordiamo che c’è stata una disputa fra MPA e AN per la vicepresidenza della Regione rivendiocata da AN, che indicava Lo Porto, assessore al Bilancio uscente.
Il Coordinatore di Forza Italia, Angelino Alfano, ha però messo le mani avanti formalmente. Il partito più votato in Sicilia è il suo, ha ricordato, ed è al suo partito che tocca di esprimere la candidatura più importante. La stessa rivendicazione fu fatta anche due anni or sono, ma alla fine prevalse l’Udc. Cuffaro sarebbe stato imbattibile, mentre la candidatura di Forza Italia non dava le stesse sicurezze, così FI dirottò verso la Presidenza dell’Assemblea regionale con Gianfranco Miccichè.
 

A proposito di quest’ultimo, nell’Udc c’è stata una sollevazione popolare, perché gli viene addebitato un accanimento terapeutico verso Cuffaro nei giorni successivi alla condanna. Se ne sarebbe dovuto stare zitto, dicono nell’Udc, invece è stato il sostenitore delle dimissioni, che hanno trascinato allo scioglimento l’Assemblea. Il Vice Presidente – Presidente facente funzioni – Lino Lenza, ha detto proprio 48 ore fa che la coalizione dovrà essere ricostruita. C’è stato uno strappo e nessuno vuole passarci sopra.
 

Il confronto fra i due maggiori partiti del centrodestra sarà prevedibilmente duro e si trascinerà fino alla vigilia della presentazione delle candidature.
In Forza Italia si sono fatti parecchi nomi. La candidatura Micciché è stata accantonata dallo stesso interessato, che ha affermato di non essere amato nemmeno nel suo partito. Quindi, dovrà accontentarsi di tornare a Roma.
Accontentarsi, proprio così, avete letto bene.
 

Gli altri nomi? Francesco Musotto e Stefania Prestigiacomo. La candidatura del Presidente dei senatori azzurri, Schifani, è stata esclusa dall’interessato. L’ipotesi più probabile è la candidatura Musotto, che può contare su un largo consenso nel palermitano, è eurodeputatato ed ha dunque alle spalle l’esperienza, assai utile, di una campagna elettorale su tutto il territorio. Più leggera, agli occhi degli esperti, la candidatura della Prestigiacomo. Si potrebbe arrivare ad una doppia candidatura nel centrodestra, e rinviare l’accordo in caso di ballottaggio, sempre che il centrosinistra piazzi al secondo posto il suo candidato. Chi? Rita Borsellino non si tira indietro, significa che vuole candidarsi. Il Presidente dei deputati PD, Cracolici, torna a fare il nome di Anna Finocchiaro, la quale ha detto di non saperne niente già un mese fa (è possibile che nel frattempo qualcuno le abbia riferito di essere stata candidata).
 

Ma a decidere sarà l’esercito di Totò Cuffaro, l’Udc, che non è un esercito di terracotta, ma saldo, compatto e motivato: 5 deputati, 3 senatori, 18 deputati regionali, 80 sindaci, 97 assessori comunali, 288 consiglieri comunali, 21 assessori provinciali, 39 consiglieri provinciali e il 18 per cento dei voti.
Qualunque road map dovrà passare per le alture del Golan, cioè Totò Cuffaro, il dimissionario.
 

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