La giunta regionale, su proposta dell'assessore per le Autonomie Locali e la Funzione Pubblica, Caterina Chinnici, ha approvato il disegno di legge sulla trasparenza e semplificazione amministrativa. Il provvedimento si inserisce nell'ambito dell'attività di riforma dell'amministrazione regionale, che ha già portato, dal primo gennaio di quest'anno, a una riorganizzazione dei 12 assessorati e dei 28 dipartimenti, in maniera più razionale e uniforme. "I recentissimi interventi operati dalla legge Brunetta, in tema di riforma di pubblica amministrazione - spiega l'assessore Chinnici - forniscono l'occasione e l'opportunità per aggiornare la normativa regionale. Il disegno di legge introduce un più moderno sistema di regole che, ponendo il cittadino al centro dell'azione amministrativa, allo stesso tempo, consente alla Regione di promuovere nuove e più ricche opportunità di crescita civile, economica e culturale della società siciliana".
L'obiettivo è lo snellimento e la modernizzazione dell'apparato burocratico dell'amministrazione regionale, finalizzato all'accrescimento della sua efficienza, trasparenza, competitività e al potenziamento della sua capacità ad attrarre investimenti, in un contesto di forte contrasto alla corruzione e alla criminalità organizzata. In particolare, allo scopo di accelerare l'iter amministrativo, il termine di conclusione dei procedimenti è stato ridotto a 30 giorni. In tema di silenzio assenso e diritto di accesso agli atti, si applicheranno le disposizioni statali.
All'interno del provvedimento, formato da 25 articoli, sono state inserite tutta una serie di norme, in materia di personale e trasparenza amministrativa, finalizzate ad affermare e incrementare l'impermeabilita' dell'azione amministrativa regionale rispetto a qualsiasi forma di infiltrazione e collusione mafiosa. Il corpo di norme è stato tratto dal "Codice antimafia e anticorruzione della pubblicazione amministrazione", varato dalla Commissione istituita dall'allora assessore regionale alla Presidenza, Giovanni Ilarda, e presieduta dall'ex procuratore nazionale antimafia, Pier Luigi Vigna, e approvato dalla giunta regionale lo scorso 4 dicembre.
Prevista anche una semplificazione burocratica in materia di dichiarazione di inizio attività per le imprese che operano nel settore delle energie alternative. Una sorta di liberalizzazione e delegificazione delle attivita' imprenditoriali per ottimizzare l'utilizzo di strumenti innovativi, di fonti di produzione di energia rinnovabile, che incrementano in modo significativo i livelli occupazionali e che difendono e valorizzano l'ambiente, il paesaggio e il patrimonio storico-artistico. Già nel 2001, l'Unione europea, con una direttiva, in un'ottica di liberalizzazione del mercato interno dell'elettricità, aveva sottolineato il favor ordinamentale verso nuove forme di rendimento energetico in virtù di un loro maggiore contributo alla protezione dell'ambiente e allo sviluppo sostenibile.
Per quanto riguarda la trasparenza, previsto l'obbligo, per l'amministrazione regionale e gli enti locali, di pubblicazione, sui propri siti internet, dei bilanci, della spesa per il personale, della ripartizione del fondi in materia di retribuzione accessoria. Ma anche di rendere pubblici, con collegamenti ipertestuali adeguati e con l'accessibilita' diretta dalla home page, tutte le unità organizzative con le rispettive competenze.
Per la prima volta, la Regione siciliana, con l'obiettivo di assicurare, all'interno e all'esterno dell'amministrazione, un'immagine coordinata, univoca e trasparente della sua organizzazione, si doterà di un manuale con le norme e i criteri fondamentali per il rispetto, il corretto e uniforme utilizzo del proprio logo.
In tema di riordino e semplificazione della legislazione regionale, è prevista la presentazione di uno o più disegni di legge di riassetto normativo. Laddove, inoltre, la normativa regionale preveda il rinvio alle norme statali, quest'ultimo, se statico, viene trasformato in dinamico, a decorrere da un anno dall'entrata in vigore della legge. Questo consentirà di rendere immediatamente efficaci in Sicilia le eventuali modifiche apportate dallo Stato, assicurando così certezza e chiarezza nell'applicazione.
Diverse anche le norme per il contrasto alla corruzione e alla criminalita' organizzata di stampo mafioso. Prevista l'istituzione, da parte di Regione, Province e Comuni, di apposite strutture dedicate alla formazione obbligatoria del personale che svolge le proprie mansioni nel settore degli appalti, dell'urbanistica e dell'edilizia. Il dipendente dovra' segnalare, inoltre, con immediatezza, ogni fatto o comportamento anomalo riconducibile a possibili interferenze criminali nell'attivita' della pubblica amministrazione.
Inserito, inoltre, il divieto di accettare regali di qualsiasi natura, tranne se di modico valore e per particolari ricorrenze e sempre che il dipendente non abbia in corso rapporti d'ufficio con il donante. In ogni caso, sia la ricezione dei regali di modico valore, che l'offerta respinta, dovranno essere segnalate al dirigente. Prevista l'attivazione di un numero verde telefonico per la segnalazione di episodi di infiltrazioni criminali negli uffici regionali. I dipendenti avranno inoltre l'obbligo di compilare un questionario indicando sia i rapporti di collaborazione, in qualunque forma retribuiti, svolti negli ultimi 5 anni, sia l'eventuale adesione ad associazioni od organizzazioni, anche di carattere riservato. Il questionario andra' aggiornato con cadenza biennale.
I dipendenti dovranno comunicare, all'organo burocratico di vertice, l'avvio e la conclusione di eventuali procedimenti penali a loro carico per i reati di stampo mafioso, concussione, corruzione, scambio elettorale politico-mafioso, rapina, estorsione, usura, ricettazione, riciclaggio, truffa aggravata ai danni dello Stato, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture. Prevista, inoltre, la rotazione periodica del personale che svolge mansioni nei settori più esposti al rischio di infiltrazioni di tipo mafioso e in particolare degli appalti, dell'urbanistica, dell'edilizia, dei trasporti e delle risorse umane. I dirigenti, nell'assegnazione del carico di lavoro inerente i procedimenti amministrativi, dovranno seguire predeterminati criteri di distribuzione ancorati a parametri oggettivi, resi pubblici con mezzi adeguati.
Previsto il rigoroso rispetto dell'ordine cronologico nella trattazione di una pratica. L'amministrazione, entro un anno, dovrà dotarsi di adeguati sistemi di rilevazione di coloro che accedono ai pubblici uffici e prevedere l'istituzione di una banca dati degli accessi.
Apprezzo lo sforzo della Signora Chinnici, ma sta prendendo una strada vecchia e ritrita, come se i colpevoli di tutto questo sfascio siano i dipendenti pubblici. Quello che non si vuole affrontare è il problema annoso politica-amministrazione, con l'ingerenza della politica più bieca e mafiosa nella gestione della macchina pubblica. Si faccia prima chiarezza sui ruoli che ognuno (politica e amministrazione) deve svolgere, senza interferenze, raccomandazioni, pressioni ecc.
grazie
Eliminare le infiltrazioni ? Occorrerebbe eliminare gli inserimenti di "esterni" che prendono il posto dei dirigenti che la regione ha già ! Dirigenti Generali esterni, Dirigenti esterni negli stessi uffici di gabinetto, Dirigenti presi in comando ( come se non ce ne fossero già abbastanza in ruolo ! ) e cosa dire del modo in cui viene applicata la legge 10 ? Quella, per intenderci, che prevede la rotazione dei dirigienti generali e poi a cascata sugli altri dirigenti ad ogni nuovo insediamento di assessori ... in tal modo il burocrate onesto e meritevole, ma non gradito al politico che vuol gestire in modo antieconomico o peggio con interessi clientelari e si spera non mafiosi, rimane spesso senza incarico grazie all'inserimento di esterni o di altri dirigenti che sono più obbedienti al politico per il dio denaro. Perchè non c'è una graduatoria unica dei dirigenti su cui il politico deve per forza attingere ? E se parliamo di incarichi esterni all'amministrazione, in base a quale "meritevole criterio" sono stati e continuano ad essere affidati ? Non credo sinceramente che il problema siano i "dipendenti".
Apprezzo lo sforzo della Signora Chinnici, ma sta prendendo una strada vecchia e ritrita, come se i colpevoli di tutto questo sfascio siano i dipendenti pubblici. Quello che non si vuole affrontare è il problema annoso politica-amministrazione, con l'ingerenza della politica più bieca e mafiosa nella gestione della macchina pubblica. Si faccia prima chiarezza sui ruoli che ognuno (politica e amministrazione) deve svolgere, senza interferenze, raccomandazioni, pressioni ecc.
grazie
ottimo, introdurrei anche un articolo relativo al comportamento etico dei funzionari pubblici, le spese relative alle missioni ( c'è gente che stà sempre a vivacchiare a destra e manca, con soldi pubblici e la compliictà dei superiori, senza nessun obbiettivo tranne quello di portare avanti gli affari di famiglia
Il governo lombardo è sicuramente destinato a rimanere nella storia della sicilia, la pacchia e finita......................
Trovo ridicolo che il dipendente regionale debba comunicare fatti personali come l'adesione ad associazioni, inoltre questa indicazione va certamente contro diverse sentenze della corte europea che ha sanzionato l'italia proprio per questo motivo diverse volte. Si vuol forse nascondere dietro la foglia di fico dell'appartenenza a associazioni tipo rotary, lions o peggio massoneria il fatto che i nostri burocrati e dipendenti sono i meno produttivi d'italia? Secondo questa logica si deve anche chiedere il credo religioso e il colore della pelle, posto che questo ha la stessa valenza, per l'efficienza dell'amministrazione e per la sua trasparenza, dell'iscrizione al circolo bocciofili o all'associazione risikomani italiani. Adesso mi aspetto la solita dietrologia secondo cui tutti i mali della sicilia si celano dietro la massoneria o i servizi segreti deviati. Ma lo si vuole capire che l'importante è avere nelle pubbliche amministrazioni gente preparata ( magari assunta per concorso e non per chiamata diretta e successiva stabilizzazione) seria e che svolge correttamente il proprio lavoro?
Mi dispiace assessore ma trasparenza non vuol dire gossip e efficienza non vuol dire rifiutare un dopobarba in regalo.
Ottimo il provvedimento dell'assessore Chinnici sulla trasparenza degli atti amministrativi e le nomine in genere.Cominci ,per esempio,a farci sapere i criteri di nomina relativamente alle Pari Opportunità sia regionale che provinciali,nonchè i titoli in possesso delle nominate con decreto a firma Gentile del 24/12/2009.