Cambia la gestione dei rifiuti in Sicilia. Nove Ato, uno per ogni provincia, anziché gli attuali ventisette, ambiti territoriali ottimali trasformati in consorzi fra comuni e province sotto il controllo della Regione. La giunta regionale di governo, nella seduta della notte scorsa, ha approvato il disegno di legge proposto dall'assessore dell'Energia Pier Carmelo Russo. In pratica saranno costituite delle nuove autorità d'ambito: un consorzio obbligatorio di cui faranno parte la Provincia e i Comuni ricompresi in ciascun Ato. Sul nuovo piano i sindacati, però, sono scettici: "Finora, sulla questione dei rifiuti, di annunci non seguiti da fatti concreti ne abbiamo già sentiti fin troppi", dicono.
La riorganizzazione del settore arriva dopo lo scioglimento dell'Arra, l'Agenzia regionale rifiuti, e la riacquisizione di tutte le deleghe alla Regione. Si parla di un progetto che demolisce quello del 2002, predisposto dall'ex presidente della Regione Totò Cuffaro, incentrato sulla costruzione di quattro termovalorizzatori. Progetto mai concretizzato perché le concessioni furono stoppate dalla Corte di giustizia europea del 2007, che rilevò irregolarità negli standard delle procedure.
La gestione dei rifiuti non poggerà tutta sui termovalorizzatori, ma soprattutto sulla raccolta differenziata e su una maggiore responsabilizzazione dei sindaci. I termovalorizzatori servirebbero sono per una piccola frazione, e la Regione intende utilizzare impianti di generazione avanzata e non quelli previsti nel piano del 2001. Il Piano rifiuti del 2002 era sovradimensionato perché si basava su una produzione annua pari a 2,8 milioni di tonnellate che oggi è invece di 2,4-2,1 milioni di tonnellate. La Regione intende portare almeno fino al 15 per cento la differenziata, il doppio circa di quanto avviene oggi in Sicilia.
Si andrà quindi verso la raccolta differenziata generalizzata in Sicilia, e la riduzione degli Ato, tema di cui si parla da anni ma che nessuno ha ancora né fatto né risanato. Un piano regionale fisserà gli obiettivi e i criteri del servizio di raccolta integrata e della localizzazione degli impianti di trattamento della differenziata. Gli Ato dovranno dotarsi di un proprio piano d'ambito. Via all'incremento della raccolta "porta a porta", sono previste incentivazioni e forme di sensibilizzazione degli utenti, e ogni ambito dovrà predisporre iniziative per facilitarla.
Pugno duro da parte della Regione sugli Ato non virtuosi. Potenziati i poteri di sostituzione e di controllo, affidati all'assessore per l'Energia e ai servizi di pubblica utilità. In caso di mancata istituzione dell'autorità d'ambito, di mancata adozione del piano d'ambito e dei bilanci di esercizio, saranno nominati dalla Regione dei commissari straordinari, con l'avvio di azioni di responsabilità sia amministrativa che erariale. Tutte le violazioni saranno sanzionate con il commissariamento e la decadenza dai poteri delle amministrazioni e degli organi inadempienti. Nei casi di emergenza e di rischi sanitari saranno adottati interventi sostitutivi immediati, anche senza diffida. E l'ente interessato sarà chiamato sempre a pagare i danni.
Per quanto riguarda la questione debiti, Palazzo d'Orleans intende riportare la gestione ai Comuni e alle Province, e trasformare gli Ato in soggetti di regolamentazione e non più di gestione. In questo modo si responsabilizzeranno i sindaci, trasformati in garanti, facendo sì che le risorse non possano essere in alcun modo pignorate. Per il pagamento della Tarsu, gli stessi sindaci potranno scegliere tra due opzioni: tassa o tariffa sui rifiuti. L'assemblea di ciascun consorzio determinerà lo standard medio delle tariffe mentre i Comuni avranno l'obbligo non solo di determinare la Tarsu e la tariffa di igiene ambientale ma anche di individuare nei propri bilanci le risorse finanziarie da aggiungere alle somme provenienti dalle riscossioni delle bollette. I primi cittadini che non troveranno un equilibrio tra queste e i costi di gestione, saranno commissariati e decadranno dalle loro funzioni. Per evitare il dissesto finanziario dei comuni, ci saranno anticipazioni sul fondo delle autonomie da parte della Regione ai comuni su base triennale per il ripiano delle passività maturate al 31 dicembre a carico dei Comuni. Ogni comune sottoscriverà un piano di rientro dal debito in cui saranno specificate tutte le misure e le iniziative che saranno intraprese per riequilibrare i costi e risanare i bilanci. L'assessore ha presentato un elenco di quasi 200 Comuni che potrebbero essere commissariati se non presenteranno la richiesta delle anticipazioni necessarie per coprire i costi dei servizi.
"Non vediamo l'ora di vedere il testo, perché finora, sulla questione dei rifiuti, di annunci non seguiti da fatti concreti ne abbiamo già sentiti fin troppi", dice Antonio Riolo, della segreteria regionale Cgil. "Da oltre due anni attendiamo il confronto – aggiunge Riolo - e proponiamo iniziative e idee per affrontare la questione in termini moderni ed europei. Auspichiamo che si apra al più presto un confronto che porti a un nuovo piano dei rifiuti incentrato – conclude Riolo- sulla raccolta differenziata e sulla chiusura della filiera negli Ato".
Gentile dott. D'Anna, volevo chiedere un suo intervento per fugare un dubbio circa la percentuale di raccolta differenziata che si prefigge di raggiungere il governo regionale. Il mio dubbio consiste nel fatto che mi risulta, da altre fonti, che il governo si è posto come obiettivo il 65% di differenziata, come tra l'altro impone la normativa europea, mentre nel suo articolo si parla di un modesto 15%. Questo 15% di differenziata significa incenerire oltre 2 mln di tonnellate (2,04 per la precisione), e questa cifra non rappresenta certo una rivoluzione. Se invece questo piano rifiuti si pone come obiettivo il 65% di differenziata, allora negli inceneritori andrebbero solo 0,84 mln di tonnellate di rifiuti, e questa sì che sarebbe una cifra "rivoluzionaria". è vero, inoltre, che i consiglieri d'amministrazione non percepiranno stipendio?
Grazie per la sicura e accurata risposta.
Luca
I soliti grandi proclami a cui segue una scarna ridefinizione del servizio e dei ruoli. Le lombardianate, tanto per intenderci, che promettono di sconvolgere tutto, ed invece finiscono in buona pace con pacifici accomodamenti. Ormai, non meravigliano nessuno. Questo è il metodo di governo e di gestione di lombardo. Il PD si allinea con le direttive proposte a tutto scapito del vero rinnovamento. Continuate ad essere i soliti teatranti. Persone inaffidabili e tornacontiste. La politica ormai è puro tornacontismo. E continua ad essere un " do ut des " in rigido stile lombardiano. Il re guarda con sufficienza i suoi sudditi e decide cosa è più gusto fare. Intanto fa sontuosi festini a palazzo del Toscano, alla faccia di coloro che drammaticamente vivono la crisi economica sulla loro pelle. Sembrano le grandi feste degli zar di Russia , mentre la gente moriva di fame e di freddo. Occasione di autoesaltazione della propria magnificenza.E intanto le stelle stanno a guardare....
Il piano rifiuti del 2002 era sovradimensionato perchè si basava su una stima di 2,8 milioni di tonnellate di spazzatura oggi invece di 2,4 milioni di tonnellate: UNA VERA RIVOLUZIONE!!!!
Credo che sarebbe interessante un articolo esplicativo sul sistema rifiuti attuale, mi piacerebbe capire cosa accade ai rifiuti. Dove finiscono le bottiglie di vetro e gli altri rifiuti riciclabili? Dove finiscono i rifiuti non riciclabili? Dopo aver capito come funziona allora si potrebbe fare il confronto con il piano rifiuti "Cuffaro" e con quello nuovo e capire le differenze. Sarebbe utile fare un confronto con i sistemi adoperati dalle regioni "virtuose".
Come mai l'articolo non è stato affrontato dal Dott. PANZICA?
Deluso della mancata rivoluzione?
In effetti questo passare da 2,8 a 2,4 non segna un passaggio epocale e tra l'altro non si capisce perchè se prima dietro la gestione dei rifiuti c'era il malaffare e adesso invece tutto sarà pulito. Mah.....
Adesso aspettiamo l'altra riforma annunciata dal PD: il piano CASA che si prospetta già una porcheria ( si parla di emendamenti che introducono un aumento delle cubature del 50% anzicchè del 30 sia per gli edifici condonati che in zone inedificabili)
Mantre è già realtà la rivoluzione della SANITA'......le lenzuole in ospedale occorre portarle da casa!!!!!
baci
M.U.C.
mi auguro che l' assessore PierCarmelo Russo possa attenzionare e applicare tutto ciò deliberato in giunta. In particolare di verificare la tarsu dell' anno 2007 e 2008 che i cittadini casteldaccesi hanno pagato e il comune non la mai trasferita al coinres ma utilizzata per coprire costi di altri servizi.