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Opinioni. Nuova Sicilia e vecchia politica.

29 gennaio 2008 04:35
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Se vera, come sembra, la notizia del corteggiamento di Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, da parte del Partito Democratico come candidato del centrosinistra alla Presidenza della Regione, è una di quelle notizie sconfortanti che inquietano e lanciano un pessimo segnale alla società siciliana.
In ogni caso è purtroppo una notizia verosimile.
 

Cosa vuol dire infatti questa proposta se non che una parte della politica che arranca nell’oscurità

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di una complessa situazione, con tante nuove incognite che si stanno affastellando all’orizzonte, non appena intravede una luce di un personaggio che ha raccolto tanto consenso in Sicilia e nell’intero Paese vi si aggancia cercando di affidare ad un’immagine positiva le sorti di un neopartito dalla linea politica ancora incerta.
Come molto bene ha saputo cogliere Francesco Merlo, nell’articolo dell’edizione nazionale di ‘la Repubblica’ domenica 27 gennaio, la Sicilia sta attraversando un momento difficile ma sta anche dando risposte positive e coraggiose che indicano una vitalità addirittura insospettata. Ed uno degli artefici di questi segnali è senza dubbio il nuovo leader di Confindustria.
 

Ma in questo momento di grande sforzo morale che le parti sane della società siciliana stanno cercando di compiere cosa fa la parte politica che invece dovrebbe rappresentare originalmente l’istanza di progresso?
Si mette al rimorchio di questo sforzo di cambiamento per cercare di carpirne i vantaggi che possono procurargli poi un migliore assetto di potere.
Non si sogna neppure, dimostrando così di essere in difficoltà, di fare da traino dello sviluppo o di indicare le strade migliori per un riscatto definitivo dell’isola.
No, cerca solo di ascrivere a sé meriti non suoi per il mantenimento ed il consolidamento del proprio ruolo sempre più avulso dalle difficoltà di questa nostra amata e martoriata terra.
 

Questo dimostra questa proposta: c’è una Sicilia che lotta e c’è una parte politica che cerca di trarne i vantaggi per il suo tornaconto.
Ma ciò che più mi preme sottolineare è che nel cercare di prendere i vantaggi di immagine di un percorso che altri stanno compiendo fa un dànno irreparabile.
Perché se riesce a distogliere il leader della Confindustria siciliana dal suo attuale impegno ne interrompe l’azione e magari vorrebbe mandarlo allo sbaraglio dando all’imprenditoria isolana il segnale che nulla può cambiare e quel processo che stava iniziando serviva solamente ad alimentare ambizioni personali.
Non penso quindi che i partiti possano continuare ad operare con tale cinismo distruggendo le istanze serie di riscatto per i propri interessi. Non penso che possano continuare a banalizzare il difficile percorso che tutti i siciliani onesti vogliono con forza intraprendere.
 

Così si dà l’impressione che un partito nuovo si forma, ma solo per cambiare facciata; mentre gli apparati che lo compongono continuano ad operare con la stessa asfittica logica di sempre.
Mi sembra invece che questo sia il momento, storico, nel quale le forze politiche progressiste si debbano mettere concordemente al servizio della causa di tutti i cittadini siciliani onesti che vogliono una diversa gestione della cosa pubblica e nell’interesse di tutta la comunità, non solo di alcuni amici.
Adesso è quindi il momento di mettersi insieme a pensare quale migliore progetto politico possa essere portato avanti dal centrosinistra, e solo in un secondo momento si vedrà chi potrà interpretarlo nel modo più opportuno agli occhi degli elettori.

 

Giuseppe Sunseri
Movimento politico Sinistra Democratica
 

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