(m.s.) Diecimila euro l’indennità lorda mensile del capo di gabinetto del Presidente dell’Assemblea regionale siciliana. Una cifra che, se confermata, costituisce un record per la pubblica amministrazione in ogni parte del mondo. Più dell’appannaggio concesso al capo di gabinetto di Barack Obama.
All’indennità, naturalmente, va aggiunto lo stipendio, la cui consistenza non può essere certo inferiore all’indennità e dovrebbe ammontare a diciotto – ventimila mila euro lorde per il capo di gabinetto che è anche direttore di servizio. A 1775 euro ammonta invece l’indennità dei direttori, la metà ai capiufficio e qualcosa in meno alle unità operative.
Il quadro di riferimento descrive un contesto diverso dei livelli stipendiali di altre pubbliche amministrazioni, ma l’ammontare dell’indennità concessa al capo di gabinetto del Presidente appare un caso unico, se confermata. Possiamo contare su fonti attendibili. La qualcosa non equivale affatto ad una certezza. Tutt’altro, ma questa è la notizia che abbiamo avuto, non altra ed il suo carattere di eccezionalità obbliga a renderla pubblica.
L’indennità del capo di gabinetto, infatti, se confermata, non discende da un analogo trattamento per le stesse funzioni presso il senato della Repubblica, che costituisce il riferimento dei livelli stipendiali per l’Assemblea regionale.
L’uso delle risorse pubbliche non è certo un problema siciliano, né una questione specifica dell’Assemblea regionale siciliana. I palazzi della politica sono generosi per tradizione e non badano a spese forse fin dalla nascita, ma le sensibilità di coloro che li amministrano non sono tutte uguali. I tempi, le circostanze, le persone hanno un peso nelle decisioni. Diversità che s’infrangono nei consigli di presidenza, organismi che nelle assemblee legislative – Camere, consigli regionali, Assemblea – dove tutto si compie, generalmente, senza dispute. Qui scompaiono le differenze politiche, si smussano gli angoli, si abbattono le barriere ideologiche, nascono solidarietà e indulgenze. Capita che gli stessi personaggi, così ben disposti, fuori dall’ambito del consiglio, dissotterrino l’ascia di guerra e divengano spigolosi e tenaci oppositori di tutto e tutti.
Una metamorfosi, dunque. Generata da che cosa?
Da una condizione di privilegio: tutto ciò che si decide nei consigli di presidenza (Camere e Assemblea siciliana) non è oggetto di verifica, controllo, contestazione. Ha valore di legge, a tutti gli effetti, perché c’è un regime che gli esperti chiamano autodichia, autonomia amministrativa. L’Assemblea come riferimento applica il cosiddetto parametro, una consuetudine a rifarsi alle decisioni di Palazzo Madama. L’organizzazione del lavoro, i livelli stipendiali, il regolamento del personale si rifanno alle scelte del Senato della Repubblica.
Il parametro giustifica ogni decisione del Consiglio di Presidenza dell'Assemblea. Ma non sempre viene rispettato. Palazzo dei Normanni, in alcune circostanze, se ne allontana eccome. Ovviamente quando è meglio che ciò avvenga. Gli smarcamenti avvengono a favore di condizioni più favorevoli. Insomma, quando conviene ci si discosta da Palazzo Madama. E se conviene, non conviene per le fasce più basse del personale.
Fare un inventario degli scostamenti è estremamente difficile, perché – com'è noto –la riservatezza di Palazzo dei Normanni è proverbiale. Sull’attribuzione di indennità e servizi a favore dei parlamentari e del personale la generosità, comunque, è ampia.
Naturalmente, non tutti traggono la stessa utilità. Il reddito di chi sta in basso cresce con il contagocce, chi sta in alto ottiene più velocemente ciò cui aspira. Le ragioni sono semplici: c’è una parte del personale che vive in simbiosi con i deputati regionali e questo fa nascere comuni modalità di affrontare i problemi. Ciò che arriva ai parlamentari non deve mancare al personale dirigente e ciò che arriva al personale dirigente deve in qualche modo essere “assaporato” nei livelli inferiori. Se non è proprio uno scarto inaccettabile, di certo non ha niente a che vedere con i robusti incrementi di stipendio dei vertici.
Quando gli stipendi si alzano, il sistema, collaudato, è la scelta della percentuale, una specie di uovo di Colombo, che assicura un forte aumento a chi ha stipendi più alti e mantiene una uguaglianza stipendiale di facciata. Tutti uguali sulla carta, forti differenze nella sostanza. Ma è il parametro a dettare la modalità, dicono gli amministratori, allargando le braccia coloro che decidono. E gli altri accettano, perché altrove si sta peggio.
Per capire tutto questo occorre fare alcuni esempi. Intanto un’avvertenza, il reddito medio del parlamentare o del dipendente non si può ricavare da una semplice tabella dei tetti netti mensile, perché il netto va moltiplicato per il numero delle mensilità (che sono tante), tiene conto dell’aliquota fiscale applicata, e non contiene indennità e benefit. Voci congrue per quanto riguarda i parlamentari, interessanti per il vertice dell’amministrazione.
L’Assemblea concede contributi congrui, personale, auto ed autisti ai deputati che hanno incarichi ed al vertice dell’amministrazione.
Il segretario generale, il vice segretario vicario, il capo di gabinetto (di fatto), hanno vettura con autista (il capo di gabinetto usa una delle auto assegnate al Presidente dell’Ars). I direttori sono 12 su 310 dipendenti, 15 se si includono un segretario generale e due vicesegretari, ovvero un dirigente su 21 dipendenti. Se includiamo anche i 23 capiufficio, il rapporto diventa di un dirigente ogni otto dipendenti. Nonostante questo, le indennità direzionali sono assegnate ad altri dirigenti che per un verso o un altro non hanno ottenuto l’incarico direzionale o l’hanno addirittura perduto. Anche per loro 1775 euro, che si aggiungono agli stipendi. Elargizioni che, al di là delle qualità di coloro che le hanno ottenute, non sono giustificate né dal parametro (il Senato non ne prevede) né dalla responsabilità di un servizio.
Le norme regolamentari - decise da Consiglio di Presidenza -attribuiscono una indennità di funzione per l’espletamento di “compiti particolari”- di € 1.775,76 lordi mensili - come per i direttori.
Ma è bene riferire sulle motivazioni: a) individuare, seguire l'istruttoria e porre in essere tutti gli atti, compresi quelli propedeutici, conseguenziali e progettuali, finalizzati all'acquisizione di risorse economiche esterne all'Assemblea regionale da destinare al risparmio energetico; b) coadiuvare il Segretario generale nella definizione delle procedure relative ai trasferimenti degli atti concernenti gli affari esauriti dagli archivi correnti all'archivio di deposito e nel coordinare i versamenti dall'archivio dei depositi e degli archivi correnti all'archivio storico dell'Assemblea; c) individuare le modifiche al Regolamento interno conseguenti al disegno di legge di riforma dell'ordinamento contabile; d) collaborare con il Direttore del Servizio Resoconti per l'estensione del processo verbale delle sedute pubbliche.
Facciamo mente locale: uno stipendio - già congruo - può essere aumentato di una somma equivalente, più o meno, a quella guadagnata in un mese da un docente di scuola media, perché collabora con il suo direttore, o individua possibili modifiche del regolamento, o studia il trasferimento degli atti o indaga sui risparmi possibili. Quest’ultimo compito merita una particolare attenzione perché toccherebbe proprio a chi esamina i risparmi di tagliare, fra le altre cose, l’indennità di funzione spuria che gli è stata assegnata.
Il vertice del personale più vicino alla politica è tradizionalmente il più ben voluto. Il capo di gabinetto del Presidente dell’Ars, infatti, riceverebbe, se confermata la fonte, una indennità tripla rispetto ai suoi colleghi. E c’è chi ritiene che sia addirittura quadrupla (circa diecimila euro mensili). Il Senato non c’entra per niente. C’entrano i compiti attribuiti al capo di gabinetto e le sue qualità professionali, oltre che – beninteso – la fiducia del Presidente.
È noto che a fare stare bene il prossimo, quando ti sta addosso, ci si guadagna eccome. Non ci sono soldi per pagare un collaboratore attento e preparato, nel senso che vale tanto oro quanto pesa. E se lo paghi con soldi che non sono tuoi, è ancora meglio.
Questo contesto non permette di valutare con favore l’attitudine al risparmio manifestata a Palazzo dei Normanni. Se questa volontà è stata “tradita” dalle cifre dei bilanci fin qui approvati, qualche ragione c’è.
Una sola parola viene alla mente leggendo questo articolo:VERGOGNA!Questo è un limpido esempio di come in Sicilia la politica non è una vocazione per promuovere il bene comune, ma un mezzo per incrementare il benessere dei politici locali unitamente a quello di pochi "prescelti". Purtroppo sempre più spesso siamo abituati a questi scenari desolanti, che continueranno a ripetersi fino a quando gli amministratori, per accattivarsi le simpatie (e i conseguenti privilegi) dei potenti di turno, acconsentiranno a questi sprechi ignobili. Siamo finiti dentro ad un circolo vizioso dove a farne la spesa sono siciliani onesti e la Sicilia insieme alle sue istituzioni, mentre a gioire sono solo pochi uomini moralmente riprovevoli!
Azzo ora ho capito!!!
Me l'ha spiegato il nonno..... questi percepiscono "l'indegnità"..... come al solito le persone anziane illuminano!!!
Il bello è che per togliere queste schifezze non ci vuole nessuna riforma costituzionale, semplicemente - si fa per dire - la volontà degli stessi deputati che potrebbero toglierli dalla sera alla mattina.
Una proposta per rendere realistica ogni riforma: togliete questi privilegi ... dalla prossima legislatura. Nessuno vi chiede di tagliarvi le ... da soli, ma la prossima, perbacco, potreste anche avere un sussulto di dignità.
E coi tempi che corrono nessuno avrebbe il coraggio di ripristinare questi privilegi.
Una nota di storia (anche se vado a memoria): non è sempre stato così. L'equiparazione tra ARS e Palazzo Madama fu una scandalosa conquista del centro-sinistra storico nel 1965, al tempo delle vacche grassissime.
Fece parte del pacchetto di concessioni (alla Sicilia???) alla comunità politica di allora come risarcimento per aver fatto fuori ogni velleità autonomistica di Milazzo & Co. Infatti nello stesso anno fu raggiunto l'accordo per l'applicazione (distorta) del dettato dello Statuto in materia finanziaria: lo Stato rinunciava a devolvere alla Sicilia tutte le spese pubbliche (come avrebbe dovuto, ma che bel regalo, alla faccia dell'articolo 20), in cambio regalava per sempre il 100 % delle entrate erariali di molti tributi (quasi tutti), ma ancora in cambio, la Sicilia metteva una pietra sopra alla possibilità di dotarsi di un sistema tributario autonomo (art. 36).
Insomma, come premio per non essere autonomi, la Sicilia riceveva tutti i tributi erariali di qualche spessore e nello stesso tempo non si accollava tutte le spese che avrebbe dovuto. In quel ...contesto di riforme.... ehm, il Parlamento regionale si ritagliò quello sciagurato privilegio.
Lo dico ancora più facile: autonomi no, mai, non era funzionale alle politiche economiche italiane, mantenuti sì, sempre, e di lusso, in cambio della peggiore fedeltà politica.
Ognuno tragga le proprie conclusioni.
CHE I POLITICI SICILIANI E PALERMITANI SOPRATTUTTO NON FACCIANO UN C...ZO PER NESSUNO, GIA' LO SAPEVAMO....... MA CHE CI PRENDETE PER I FONDELLI ANCHE CON STIPENDI DA FAVOLA, MENTRE IL POPOLO MUORE DI FAME, QUESTO E' TROPPO. SIAMO STANCHI, IL PRIMO IO CHE HO SEMPRE VOTATO PER IL CENTRO DESTRA, ASPETTANDO SEMPRE L'AIUTO DI QUALCHE AMICO....... CHE POI UNA VOLTA SALITO E' SEMPRE SPARITO.
P.C.
Le analisi di Sicilia Informazioni sono utili aoprattutto perchè svelano ai cittadini come sia indispensabile un controllo di noi cittadini azionisti sull'utilizzo delle risorse pubbliche.
Dobbiamo però non limitarci ad essere dei "passivi destinatari" di queste informazioni. Dobbiamo diventare attivi protagonisti del cambiamento spostando la discussione presso i nostri partiti, i sindacati, le associazioni di categoria, gli organismi religiosi a cui aderiamo e, naturalmente, nelle urne elettorali.
Dobbiamo convincerci che la vera rivoluzione politica in Sicilia la possiamo effettuare soltanto noi elettori - cittadini. Non aspettiamo Godot come hanno fatto i nostri padri nel passato! Facciamola tutti insieme, siciliani di destra, di sinistra e di centro perchè questo problema non ha colore e puzza alla grande!
Enzo Coniglio
konics000@gmail.com
Sante parole, ma chi sono gli elettori, se non degni figli di questa "politica".
Certo che a leggere queste cifre percepite, che se confermate, rappresentano una vera offesa non solo alla cosidetta "povertà" ma anche al ceto medio stesso!
E' assurdo che una persona, per svolgere un lavoro che di produttivo non ha praticamente niente ( anzi ! ), debba ricevere uno stipendio di tale entità! Senza parlare poi dei vari benefit e privilegi vari che questi individui usufruiscono!
Praticamente questo superstipendio gli rimane tutto intatto, tranne poi a farselo mangiare da mogli, figli, amanti ecc,
Che schifo!
gd
ECCO A COSA SERVE L'AUTONOMIA SICILIANA,per avere più privilegi tutti i politici ,sanguisuga dei contribuenti siciliani .
Una vergogna tutta siciliana,i cittadini pagano le tasse per mantenere questo manipolo di privilegiati nel lusso,e usufruire di servizi da terzo mondo.
dopo queste utili e coraggiose campagne di informazione è possibile una inversione di rotta o ci tocca come sempre oltre il danno la beffa ?
perchè la redazione non promuove un'azione, tipo una raccolta di firme, o qualche altro modo per presentare una interrogazione parlamentare o una modifica dello Statuto nelle sedi preposte che ponga fine a questa mercificazione del ruolo istituzionale.
I Siciliani hanno diritto ad un pò di giustizia !
ECCO A COSA SERVE L'AUTONOMIA SICILIANA,per avere più privilegi tutti i politici ,sanguisuga dei contribuenti siciliani .
Una vergogna tutta siciliana,i cittadini pagano le tasse per mantenere questo manipolo di privilegiati nel lusso,e usufruire di servizi da terzo mondo.
dopo queste utili e coraggiose campagne di informazione è possibile una inversione di rotta o ci tocca come sempre oltre il danno la beffa ?
perchè la redazione non promuove un'azione, tipo una raccolta di firme, o qualche altro modo per presentare una interrogazione parlamentare o una modifica dello Statuto nelle sedi preposte che ponga fine a questa mercificazione del ruolo istituzionale.
I Siciliani hanno diritto ad un pò di giustizia !
Anche qui mi tocca intervenire.
L'ARS ha l'autodichia? Falso. forse é meglio che l'autore dell'articolo si studi un pò di diritto parlamentare, o magari, molto all'acqua di rose, faccia una ricerca su googla digitando il termine in questione. ahi ahi ahi
L'autore dell'articolo scrive poi "Il parametro giustifica ogni decisione del Consiglio di Presidenza dell'Assemblea. Ma non sempre viene rispettato. Palazzo dei Normanni, in alcune circostanze, se ne allontana eccome. Ovviamente quando è meglio che ciò avvenga. Gli smarcamenti avvengono a favore di condizioni più favorevoli. Insomma, quando conviene ci si discosta da Palazzo Madama...". Lei é veramente suicuro di quello che scrive? Passi per la notizia degli emulumenti, che viene riportata in forma dubitativa. Ma questa frase io fossi in lei non la scriverei...glielo consiglio, se scrive una notizia, e la dà per certa, io mi assicurerei prima di darla della sua vericidità. Vero direttore?
Finalmente le verità stanno venendo a galla! 15 direttori, alcuni dei quali dirigono se stessi, 23 capo ufficio e non si sa quante unità operative (quelle delle 1775 euro in più per capirci). Tra questi ultimi si annoverano anche alcuni personaggi squallidi che non solo non rispettano i dettami del consiglio di presidenza per avere l'indennità aggiuntiva ma hanno tale indennità per sperperare ulteriormente denaro pubblico "leccando" ora a destra ora a sinistra. E se ciò che decide il consiglio di Presidenza è assolutamente inattaccabile dal principio di autodichia o anarchia come sarebbe meglio definire, continuando di questo passo (Fiat, Italtel, Keller ecc.ecc) quanto prima il palazzo sarà visitato oltre che dai turisti da un numero sempre maggiore di cittadini "morti di fame" che chiederanno lumi sui miseri stipendi dei 310 (lordo o netto 15 o 16 non importa) che pagano con i loro sacrifici!
sono un famigerato dirigente di terza fascia - non so fino a quando.
Per le strutture palermitane le indennità saranno elevate, ma in periferia calano di molto sino ad arrivare a zero, soprattutto in assenza di sponsor
Le analisi di Sicilia Informazioni sono utili aoprattutto perchè svelano ai cittadini come sia indispensabile un controllo di noi cittadini azionisti sull'utilizzo delle risorse pubbliche.
Dobbiamo però non limitarci ad essere dei "passivi destinatari" di queste informazioni. Dobbiamo diventare attivi protagonisti del cambiamento spostando la discussione presso i nostri partiti, i sindacati, le associazioni di categoria, gli organismi religiosi a cui aderiamo e, naturalmente, nelle urne elettorali.
Dobbiamo convincerci che la vera rivoluzione politica in Sicilia la possiamo effettuare soltanto noi elettori - cittadini. Non aspettiamo Godot come hanno fatto i nostri padri nel passato! Facciamola tutti insieme, siciliani di destra, di sinistra e di centro perchè questo problema non ha colore e puzza alla grande!
Enzo Coniglio
konics000@gmail.com
Un applauso ai nostri concittadini! Quando votate collegate il cervello!! Hanno ridotto la Sicilia in una pattumiera
Finalmente le verità stanno venendo a galla! 15 direttori, alcuni dei quali dirigono se stessi, 23 capo ufficio e non si sa quante unità operative (quelle delle 1775 euro in più per capirci). Tra questi ultimi si annoverano anche alcuni personaggi squallidi che non solo non rispettano i dettami del consiglio di presidenza per avere l'indennità aggiuntiva ma hanno tale indennità per sperperare ulteriormente denaro pubblico "leccando" ora a destra ora a sinistra. E se ciò che decide il consiglio di Presidenza è assolutamente inattaccabile dal principio di autodichia o anarchia come sarebbe meglio definire, continuando di questo passo (Fiat, Italtel, Keller ecc.ecc) quanto prima il palazzo sarà visitato oltre che dai turisti da un numero sempre maggiore di cittadini "morti di fame" che chiederanno lumi sui miseri stipendi dei 310 (lordo o netto 15 o 16 non importa) che pagano con i loro sacrifici!