Come si fa a sapere quanto guadagna un lavoratore subordinato? Come orientarsi nelle diversità stipendiali della pubblica amministrazione? Basta riferire sullo stipendio netto mensile o occorrono altri parametri per avere un’idea sufficientemente esaustiva del reddito che il posto di lavoro pubblico assicura? Queste domande sono stimolate da un forum cui i lettori di SiciliaInformazioni hanno partecipato sugli stipendi doro dell’Assemblea regionale.
Secondo me questo batti e ribatti confonde ulteriormente i termini della questione e, principalmente, i lettori interessati a conoscere le differenze degli stipendi di tutti i lavoratori del “pubblico”.
Nessuno può negare che quando parliamo dei nostri stipendi ne parliamo “al netto” e che se vogliamo fare una comparazione con quelli dei nostri colleghi di un altro settore, lo facciamo prendendo come unico riferimento l’importo che a fine mese ognuno di noi “trova nella busta paga”.
Il “netto mensile”, infatti, è sicuramente un dato abbastanza indicativo del reddito di lavoro dipendente conseguito da ciascuno di noi. Non c’è dubbio che dà benissimo l’idea quando diciamo, per esempio, che la stragrande maggioranza dei semplici impiegati guadagna una somma che va dai 1.000 ai 1.500 euro (purtroppo ce ne sono pure moltissimi che ne prendono molto meno) mentre altri percepiscono invece somme molto più alte.
Ma questo è solo un dato puramente indicativo che, come scrivevo prima, può soltanto dare l’idea della differenza con altri stipendi.
Infatti, a prescindere dall’esistenza di una o più “tredicesime”, non dobbiamo dimenticare che ciascuno di noi subisce le ritenute IRPEF, imposta la quale non incide sulla retribuzione in maniera uguale per tutti. I dipendenti meno abbienti (quelli con un reddito complessivo annuo fino a 15.000 Euro), per esempio, pagano l’aliquota del 23%, quelli più ricchi (con reddito complessivo oltre 75.000 Euro), invece, pagano quella del 43% (nel mezzo ci sono le aliquote del 27, 38 e 41%), secondo il ben noto criterio di tassazione graduale ispirato ai principi costituzionali.
Ecco, quindi, che – a parità di stipendio netto – ci può essere un impiegato che pur avendo diritto ad una paga più consistente è costretto a lasciarne allo Stato una fetta maggiore in funzione del suo reddito lordo complessivo (quello al quale concorrono altri redditi, come quelli da lavoro autonomo, redditi di terreni, fabbricati, ecc.).
Senza contare, poi, che lo stipendio mensile netto può essere pure falsato “in negativo” da trattenute operate dal datore di lavoro (prestiti, ecc.) o “in positivo” (assegni familiari, ecc.)
Ed allora, se vogliamo fare un confronto veramente attendibile, dobbiamo ragionare seguendo un criterio diverso, il criterio che è quello che viene giustamente adottato “ufficialmente” nella totalità dei casi, come accade ai fini previdenziali, ai fini pensionistici, per ottenere un mutuo, per compilare il modello ISEE, ecc. .
Si deve seguire, cioè, il criterio della “retribuzione lorda”, desumibile dal modello CUD rilasciato dal datore di lavoro.
Lì si che abbiamo un importo che può essere utilmente messo a confronto con altri redditi di lavoro dipendente. In un’unica somma, infatti, ci sono tutti gli importi pagati dall’ente erogatore nell’anno, compresa la tredicesima ed, eventualmente, anche la sedicesima.
Per concludere, se vogliamo soltanto dare un’idea approssimativa (ma inevitabilmente parziale) della capacità di spesa di un dipendente che percepisce soltanto lo stipendio, potrebbe andar bene citare solo lo stipendio netto.
Ma se vogliamo fare un confronto attendibile, senza equivoci sulla reale situazione reddituale, dobbiamo necessariamente farlo assumendo dati del tutto omogenei, come sono, appunto, quelli “lordi annuali”, risultanti dal CUD.
Ma per evitare tutte queste polemiche e sperequazioni varie, è possibile avere pubblicato IN CHIARO quanto percepiscono questi benedetti ( o maledetti ) signori?
Del tipo : un dirigente di terzo livello con 20 anni di anzianità percepisce al lordo tot, meno le tasse prende al netto TOT;
un commesso con 30 anni di anzianità, un direttore, un segretario, un autista con 150 ore di straordinario, e così via!
E' così difficile?
Senza ovviamente fare i nomi, per carità!
siamo in un paese democratico e la prima regola dovrebbe essere la trasparenza.
Se la trasparenza manca,chi e' l'organo istituzionale che deve farla rispettare?
.
Sembra che siamo 2 mondi separati,che comunicano solo la vigilia elettorale,e per la verita' a sensounico.
Sovrani verso sudditi.
Poi il silenzio .
Ma per evitare tutte queste polemiche e sperequazioni varie, è possibile avere pubblicato IN CHIARO quanto percepiscono questi benedetti ( o maledetti ) signori?
Del tipo : un dirigente di terzo livello con 20 anni di anzianità percepisce al lordo tot, meno le tasse prende al netto TOT;
un commesso con 30 anni di anzianità, un direttore, un segretario, un autista con 150 ore di straordinario, e così via!
E' così difficile?
Senza ovviamente fare i nomi, per carità!
Più che di tassazione graduale, l'irpef è una aliquota progressiva. Per cui anche coloro che guadagnano oltre 100.000 euro annui, fino a 15.000 euro saranno tassati al 23%, da 15.000 a 28.000 al 27%, da 28.000 a 55.000 al 38% fino ad arrivare al 43%. Sottroaendo all'imposta lorda le detrazioni si può benissimo affermare che ai redditi lordi mediamente si potrà detrarre un 30-35% anche per i super fortunati dipendenti Ars. Come ha benissimo detto il lettore un commesso (o meglio assistente parlamentare) che in teoria tra le sue mansioni non può usare un computer o avere una utenza telefonica, infatti tra le sue prerogative principali vi sono la sorveglianza e la rappresentanza, guadagna 50.000 euro lordi annui dopo una decina anni di servizio, ma ci sono anche commessi che hanno un lordo di oltre 150.000 euro annui. Se a queste inezie togliete il 30-35 % capirete i redditi netti dei dipendenti. Ci sono commessi che guadagnano anche 7-8 mila euro mensili netti (tre volte un dirigente medico che quando fa le nottate per un intervento chirurgico di parecchie ore non viene retribuito in quanto dirigente) per non parlare dei referendari o consiglieri parlamentari o del segretario, che come ci ha preannunciato la Redazione tra non molto cambierà volto. Sarebbe il 5° in meno di quindici anni e tutto ciò che accomuna questi alti burocrati è il fatto che sono o andranno in pensione a meno di 55 anni, con un Tfr che si aggira intorno al milione e mezzo di euro, se "il lettore" dell'altro articolo non smentisce. Tfr che è talmente elevato per tutte le categorie che viene erogato in tre tranches durante la vita lavorativa dei nostri "poveri" dipendenti. Detto questo credo che lordo o netto non abbia alcun valore, una cosa è certa che nel panorama nazionale tale vergogna non è minimamente immaginabile!!!
allegriaaaaaaaaaaaaaaa
Noi Siciliani siamo ricchi e trattiamo bene i nostri governanti (ed assimilati).
ma,invece di andare a leggere i dati effettivi sul singolo lavoratore,che possono trarre in inganno proprio per le trattenute,
perche' non si pubblicano le tabelle di riferimento?
Cosi',nel caso dell'ARS,
dal commesso (e di commessi ce ne sono decine e decine)
al segretario generale(che e' uno solo).
(perche' anche questo bisogna considerare,un solo vertice e tanti "soldatini").
.
In sostanza,si puo affermare che,butto a caso,
un commesso riceve 50.000 euro Lordi x anno
ed il segretario generale 500.000 euro lordi x anno?
Più che di tassazione graduale, l'irpef è una aliquota progressiva. Per cui anche coloro che guadagnano oltre 100.000 euro annui, fino a 15.000 euro saranno tassati al 23%, da 15.000 a 28.000 al 27%, da 28.000 a 55.000 al 38% fino ad arrivare al 43%. Sottroaendo all'imposta lorda le detrazioni si può benissimo affermare che ai redditi lordi mediamente si potrà detrarre un 30-35% anche per i super fortunati dipendenti Ars. Come ha benissimo detto il lettore un commesso (o meglio assistente parlamentare) che in teoria tra le sue mansioni non può usare un computer o avere una utenza telefonica, infatti tra le sue prerogative principali vi sono la sorveglianza e la rappresentanza, guadagna 50.000 euro lordi annui dopo una decina anni di servizio, ma ci sono anche commessi che hanno un lordo di oltre 150.000 euro annui. Se a queste inezie togliete il 30-35 % capirete i redditi netti dei dipendenti. Ci sono commessi che guadagnano anche 7-8 mila euro mensili netti (tre volte un dirigente medico che quando fa le nottate per un intervento chirurgico di parecchie ore non viene retribuito in quanto dirigente) per non parlare dei referendari o consiglieri parlamentari o del segretario, che come ci ha preannunciato la Redazione tra non molto cambierà volto. Sarebbe il 5° in meno di quindici anni e tutto ciò che accomuna questi alti burocrati è il fatto che sono o andranno in pensione a meno di 55 anni, con un Tfr che si aggira intorno al milione e mezzo di euro, se "il lettore" dell'altro articolo non smentisce. Tfr che è talmente elevato per tutte le categorie che viene erogato in tre tranches durante la vita lavorativa dei nostri "poveri" dipendenti. Detto questo credo che lordo o netto non abbia alcun valore, una cosa è certa che nel panorama nazionale tale vergogna non è minimamente immaginabile!!!
Non vorrei sbagliare, ma gli anonimi di sotto sono dipendenti della Regione. Noto molti distinguo, .....
Sono pensionato statale, dopo 50 anni effettivi di contributi, prendo circa 25.000 Euro lordi, ed ero un quadro.
Ma fatemi il piacere.
ok lordo o netto sono alla fine soldi che da un lato transitano al dipendente, dall'altro lo trattengono
i prestiti ed altro sono si valutati al lordo, ma tengono presente anche del netto per poter stabilire la rata di pagamento, il lordo e principalmodo netto vengono valutati e studiati, ma In fin dei conti è con il NETTO la capacità di ognuno di spendere in frivolezze o investire
ma,invece di andare a leggere i dati effettivi sul singolo lavoratore,che possono trarre in inganno proprio per le trattenute,
perche' non si pubblicano le tabelle di riferimento?
Cosi',nel caso dell'ARS,
dal commesso (e di commessi ce ne sono decine e decine)
al segretario generale(che e' uno solo).
(perche' anche questo bisogna considerare,un solo vertice e tanti "soldatini").
.
In sostanza,si puo affermare che,butto a caso,
un commesso riceve 50.000 euro Lordi x anno
ed il segretario generale 500.000 euro lordi x anno?
ok lordo o netto sono alla fine soldi che da un lato transitano al dipendente, dall'altro lo trattengono
i prestiti ed altro sono si valutati al lordo, ma tengono presente anche del netto per poter stabilire la rata di pagamento, il lordo e principalmodo netto vengono valutati e studiati, ma In fin dei conti è con il NETTO la capacità di ognuno di spendere in frivolezze o investire