La notizia l’ha data il Presidente dell’Assemblea, Gianfranco Micciché, all’Aula, mentre si esaminava la legge finanziaria, alle 23.46.
Miccichè ha riferito di avere ricevuto una telefonata dal Presidente della Regione che gli chiedeva di convocare una seduta straordinaria dell’Assemblea per oggi a mezzogiorno. Non ha aggiunto altro. C’è stata una sospensioine della seduta. I deputati erano impegnati nell’esame della legge finanziaria, con i tempi scanditi da emendamendi e voti sull’articolato.
Nessuno ha avuto dubbi, il Presidente della Regione aveva deciso di gettare la spugna, si sarebbe dimesso e ciò avrebbe provocato lo scioglimento anticipato dell’Assemblea per la prima volta nella storia dell’autonomia siciliana. Come sia maturata la decisione di Cuffaro, che ovviamente resta una ipotesi, possiamo solo immaginarlo. Dopo avere ascoltato la condanna inflittagli dal tribunale di Palermo a cinque anni, il Presidente è parso sollevato, nonostante la pesantezza del verdetto perché esso escludeva il favoreggiamebnto della mafia. Se lo avessero giudicato di questo, aveva annunciato, non avrebbe indugiato un istante, se ne sarebbe andato, lasciando intendere che ma il favoreggiamento non avrebbe provocato nessun mutamento.
Il mattino successivo alla condanna, attraverso comunicati dell’ufficio stampa, infatti Cuffaro ha fatto sapere di essere intenzionato a rilanciare la sua azione di governo. “Lavorerò con maggiore lena”, aveva affermato. Nei giorni seguenti, tuttavia, la pressione sul Governatore era aumentata. La stampa nazionale l’aveva pesantemente criticato e in Sicilia c’erano state voci discordi, in particolare il Presidente dell’Assemblea Micciché non era parso affatto contento della scelta del Governatore di restare al suo posto. Questa inattesa presa di posizione aveva indotto Silvio Berlusconi a manifestare, insieme al suo stato maggiore, solidarietà a Cuffaro, spiazzando in qualche modo Micciché, il quale aveva liquidato la cosa con un “obbedisco”.
Il governatore aveva parlato all' Ars l'altro ieri dopo che il Pd aveva presentato una mozione, sottoscritta da tutto il centrosinistra, per chiedere le sue dimissioni. L'Assemblea aveva respinto la mozione. Cuffaro aveva detto che avrebbe riflettuto sulla possibilità di lasciare l' incarico.
L’evoluzione della vicenda politica è andata di pari passo con quella giudiziaria, perché alla condanna a cinque anni i giudici di Palermo avevano aggiunto l’interdizione dai pubblici uffici. Dapprima i costituzionalisti si erano pronunciati a favore della permanenza, ma il Commissario dello Stato aveva inviato le carte del tribunale alla Presidenza del Consiglio cui sarebbe spettato di decidere sulla sospensione del Governatore, come deputato regionale.
A Palazzo dei Normannm sono circolate voci, nella notte, di dichiarazioni rese a Rai 2 da Miccichè, dichiarazioni che non sarebbero piaciute Cuffaro. Si tratta di voci, nulla di più. E’ comunque chiaro che in Forza Italia c’è una fronda anti-Cuffaro e che questa fronda potrebbe avere avuto un peso nella decisione del Governatore.
Vale la pena di riflettere sul fatto che il partito di Cuffaro, l’Udc, ha avuto un repentino ripensamento a Roma sulla crisi di governo. Il leader, Casini, è passato nelle ultime ore dalla richiesta di elezioni subito, in sintonia con gli alleati della casa delle Libertà, alla proposta di un governo di unità nazionale, attraverso un appello rivolto ai partiti del centrodestra e del centrosinistra. Casini ha riguadagnato centro, ma deve avere avuto il placet del suo vice segretario, Cuffaro. L’ambiguità di Forza Italia potrebbe avere avuto un peso nelle decisioni della notte. No, non è stato facile, ma si tratta solo di ipotesi. Sapremo a mezzogiorno la verità.
Dunque, se l'on. Cuffaro si dimetterà, sarà solo come conseguenza di azioni e controazioni interne alla casta politica.
Che schifo.
L'indignazione della gente, l'opinione della gente, anche quel poco di opinione pubblica che esiste in Sicilia, e anche il sentimento di scoraggiamento, avvilimento, mortificazione di quei moderati che non ne possono più di essere rappresentati da politici chiacchierati, tutto questo non conta nulla.
Che schifo.
Che schifo di schifo di schifo.