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Vigilia della Grande Svolta. Il Premier chiederà agli italiani di pronunciare il loro verdetto. Sulle colpe dei giudici

di Salvatore Parlagreco
24 novembre 2009 13:39
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Se Silvio Berlusconi mantiene la sua intenzione di parlare alla nazione per illustrare direttamente ai cittadini “come il partito dei giudici stia cercando di rovesciare l’esito del voto” la storia della democrazia italiana segnerà una svolta nei rapporti fra i poteri. Non è mai accaduto, non solo in Italia, che il capo del governo affidasse il giudizio di innocenza o colpevolezza al popolo invece che al suo giudice. La Costituzione considera tutti i cittadini uguale davanti alla legge, qualunque sia il ruolo, la funzione, l’entità delle sue ricchezze ed il suo potere reale. Chi è eletto dal popolo non può trasgredire le leggi e risponde delle illegalità che commette.

La sovranità del popolo si coniuga con il dovere di rispettare le leggi, senza eccezioni. Abbia ragione o torto, nessuno può sottrarsi al giudizio.

Silvio Berlusconi intende spiegare agli italiani perché nel suo caso è necessario, aprendo una maglia pericolosissima nel rapporto fra i cittadini e la giustizia dello Stato.

Chiunque si rivolga al popolo, sottraendosi alla legge, illustra le proprie ragioni – non può essere altrimenti – e nel caso del Premier le colpe di coloro che vogliono giudicarlo con un capovolgimento totale delle parti. Non è più il giudice a giudicare, ma l’imputato a giudicare.

La verità processuale si compone di indizi, probe, testimonianze, episodi che possono convincere la giuria a emettere un verdetto di condanna o assoluzione. La verità processuale non indaga sull’anima, ma studia i documenti e ascolta i testimoni.

In un processo di piazza, sottratto all’aula del tribunale, questi elementi non possono essere illustrati e se ciò avvenisse, sarebbero illustrati con un’ottica di parte.

Potrebbero i giudici che processano il Premier, illustrare gli elementi di cui dispongono pere emettere la loro sentenza? Non potrebbero farlo, perderebbero la loro neutralità. I giudici non possono esprimere pubblicamente le loro opinioni sul processo che stanno celebrando.

Nel caso di Berlusconi, dunque, il popolo – cui in costituzionalmente – viene offerta la possibilità di farsi una convinzione sulla colpevolezza dell’imputato, giudicherebbe dopo avere sentito una sola campana.

In definitiva se ciò che anticipa il Giornale di Berlusconi, diretto da Vittorio Feltri, sulla intenzione del Premier di rivolgersi agli italiani, si verificherà, assisteremo ad una lesione dei principi elementari del diritto.

Che l’imputato voglia raccontare pubblicamente le sue ragioni è legittimo, ma che affidi a coloro che l’ascoltano, il potere di giudicarlo, sottraendolo alla giustizia oltre che illegittimo, costituisce una lesione irreparabile del diritto.

Nei sistemi dispotici chi prende il potere non si sottrae ai giudici in linea di principio, perché non accade che i giudici lo portino in un’aula di tribunale. In paesi a democrazia dimezzata – è il caso della Russia post-sovietica – la magistratura opera in ambiti controllati di fatto dal potere: i processi si svolgono ma sono, in alcuni casi, chiaramente pilotati, sicché è possibile che delitti efferati – l’uccisione di persone invise al regime – non siano sottoposti ad un giudizio senza sconti.

Nei paesi di antica democrazia – civil law o common law – coloro che detengono il potere, colpiti da un sospetto o rinviati a giudizio, lasciano il proprio incarico pubblico. Questa sensibilità è diventata costume e poggia su una ragione precisa: chi rappresenta le istituzioni deve costituire un modello di correttezza e rispetto della legge. Il solo sospetto deve suggerirgli un passo indietro.

Se il giudizio sarà favorevole, il suo carisma e la sua correttezza aumenteranno e il personaggio politico ne trarrà grande vantaggio.

Perché in Italia questa sensibilità è andata perduta?

Le colpe non stanno tutte da una parte.

La magistratura uscita dal dopoguerra ereditava una condizione di sudditanza verso il potere, e c’è voluto del tempo per scrollarsela di dosso. A cavallo fra gli ani sessanta e settanta arrivarono i pretori d’assalto, misero le mani negli intrallazzi delle compagnie petrolifero e scoprirono che fior di galantuomini si prendevano la tangente. Personaggi al di sopra di ogni sospetto. Uno di loro si assunse ogni responsabilità e disse che i soldi gli erano serviti per il partito.

La magistratura lentamente cambiò pelle, i magistrati più giovani indossarono la toga con l’intenzione di aggiustare le cose, di conseguenza non decidevano sulla base di regole e norme, ma di uno stato di necessità il vuoto politico gli diede una mano. Gli eccessi non furono sanzionati, la magistratura si chiuse a riccio e prevalse una difesa acritica di comportamenti oggettivamente devianti.

Tangentopoli non fu inventata dai magistrati, ma fu “gestita” in modo da non persuadere gli italiani che giustizia fosse uguale per tutti. Il pregiudizio di simpatie politiche addebitate ad alcune toghe – le cosiddette toghe rosse – nocque ai risultati, in qualche santificò le “vittime”.

Ma tutto questo è alle spalle. Il potere è gestito in Italia da partiti nuovi e uomini vecchi, e chi ne ha più degli altri – possiede un impero di proporzioni enormi: soldi, immobili, holding, televisioni, assicurazioni, banche. Tutto. Prima di scendere in politica era un imprenditore rampante con i suoi collegamenti, amicizie. Un mondo che si è portato appresso in larga parte nelle istituzioni. I suoi figli amministrano il patrimonio, i suoi avvocati e i suoi medici hanno incarichi di grande responsabilità, le sue amiche sono diventate ministro, gli amici sindaci e parlamentari.

Ma nei palazzi di giustizia sono arrivati alcuni fascicoli che costringono il Premier a difendersi. Il Parlamento ha regole che pretendono di essere rispettate, al pari delle leggi. Per chi ha tutto è insopportabile. Lo sbocco è il popolo. Sono tanti ad avere considerato questa scelta, la più facile.

La storia suggerisce che non è affatto così.

Affacciarsi a Piazza Venezia o in una TV concede vantaggi immediati, che il tempo vanifica con straordinaria rapidità.

Insomma, non conviene proprio a nessuno. Nemmeno a chi s’affaccia.

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Anonimo 25 novembre 2009   19:22
L'utente ha risposto al commento anonimo del 25 novembre 2009. Visualizza »

Ho letto l'articolo con attenzione e letto anche i commenti a caldo, ancora una volta la proverbiale ipocrisia di noi italiani emerge prepotentemente. Io non sono un berlusconiano accanito ma come altri osservo mi faccio un'idea e giudico. E proprio a questo punto che punto il dito senza vere elementi, quelli che invochiamo o che si invocano nei commenti, credo che sia giusto che una persona un uomo di potere un politico che ha ricevuto un mandato parli alla gente direttamente, senza interviste più o meno pilotate o tagliate o manupolate. Credo che bisagna dare a tutti noi la possibilità di parlare di dire la propria sia solo per una questione di morale verso chi gli ha dato fiducia e che aspetta risposte dirette. Morale che è in discussione, lastessa che invece non si deve discutere se ci riguarda o riguarda fatti strettamente personali, ma quanta ipocrisia, se la legge è uguale per tutti come mai appena ci sentiamo scoperto o minacciati nella nostra praivasi ci inalberiamo e chiadiamo, be credo che gli uomini di Stato siano uomini come tutti gli altri con debolezze e predisposti a commetytere passi falsi, ma da loro ci si aspetta giustamente correttezza e condotta esemplare, come mai la stessa non si chiede a chi moralmente deve giudicare, anzi così come i medici se commettono errori sono promossi con un avanzamento di carriera strepitoso, sotraendosi così all'opinione pubblica. Un giudice può essere giudicato? da chi? da un'altro giudice da un collega, ma non prendiamoci per il c..... i compagni sono compagni sempre. Io credo che il popolo che non è sovrano per niente l'unico potere e sovranità che ha è quella che si ripete ad ogni scadenza di mandato politico sia nazionale che regionale che provinciale che locale, e solo in quel caso con il proprio voto si giudicano gli uomini politici, a quel punto i cittadini sono giudici e "carnefici" nello stesso tempo, nessuno dovrà mai avere il potere di sovvertire quello che un cittadino ha scelto per guidare una nazione, dato che questo è un mandato a termine, vorrei che mani pulite ci insegni qualche cosa, il Dott. di Pietro è stato uno degli strateghi più furbo della storia dell'ultima Repubblica, da una poltrona ad un'altra con una cordata lunga un chilometro. Chiunque sia va giudicato a fine mandato che sia Berlusconi, Prodi, Dalema, o altri per governare devono avere la protezione dello Stato in tutte le sue forme una volta finito il mandato se hanno commesso illeciti saranno processati e se colpevoli condannati, ma chi governa dal Capo dello Stato all'ultimo Ministro devono essere nelle condizioni di essere concentrati al benessere del popolo, dare risposte concrete e nonsentirsi continuamente seduti al banco degli imputati, chamati ora da questo ora da quel Magistarto X.

Questa è la mia opinione

Angelo

Povero illuso : la giustizia la subisce solo chi non ha soldi e potere, chi ce l'ha tra primo, secondo e terzo grado di giudizio riesce a spuntarla. Quindi perchè scaldarsi tanto se i nostri politici stanno sul banco degli imputati come tutti gli altri ? Almeno quello, non fosse altro per una questione di uguaglianza formale, perchè nella sostanza hanno potenti mezzi per farsi difendere come si deve.

MC

Anonimo 25 novembre 2009   16:42
L'utente ha risposto al commento anonimo del 25 novembre 2009. Visualizza »

''Potrebbero i giudici che processano il Premier, illustrare gli elementi di cui dispongono pere emettere la loro sentenza? Non potrebbero farlo, perderebbero la loro neutralità.'' : bellissima frase, purtroppo smentita dalle continui incursioni mediatiche e politiche che continuamente fanno i giudici. Segnalo inoltre un bel articolo Dell'onorevole Calderoli di 2 domeniche fa, su  Repubblica, che faceva notare come l'attacco al presedente del Consiglio è solo l'inizio , in realtà il caso Marrazzo, Mastella, Vendola Formigoni, (per non parlare della caduta della Prima Repubblica), sono il segnale di un vero e proprio golpe bianco da parte della magistratura per allontanare il cittadino dai politici, per poi scendere in gioco in prima persona(vedi il caso De Magistris e/o Dipietro) come veri uomini retti, giustizieri, onesti , laici lonatani da qualsiasi condizionamento politico, religioso consociativistico. Peccato che poi....

 

Ho letto con attenzione i commenti di chi mi ha preceduto e con soppresa ho scoperto che Totò Riina, qualoreasi fosse candidato a ricoprire il ruolo Presidente del Consiglio e, "con qualsiasi sistema", fosse stato eletto, automaticamante sarebbe diventato un benefettore del popolo degno di avere spazio illimitato sui mezzi di comunicazione e libero di additare quale nemico pubblico chiunque avrebbe avuto l'ardire di contestarlo. I

l giudice all'interno delle processo, per giudicare ha bisogno di prove, al reo basta  distrugere quand puo le prove o andare in televisione ad imponire la gente che priva di qualsiasi conoscenza specifica puo giudicare solamente in base alla simpatia a antipatia che lo stesso emette. Che conoscenza hanno i cittadini per decidere se qualcuno ha o no commesso reati? Basta che l'accusato affermi di essere un perseguitato per giudicarlo colpevole o innoccente? Bisogna avere conscenza dei fatti specifici.

 

 

Anonimo 25 novembre 2009   12:32
L'utente ha risposto al commento di pasquale del 25 novembre 2009. Visualizza »

Piazza Venezia =  P.le Loreto -  Sono momenti difficili  - I saggi del Paese  prendano parte ora e facciano sentire la loro voce.  Dopo è troppo tardi 

''Potrebbero i giudici che processano il Premier, illustrare gli elementi di cui dispongono pere emettere la loro sentenza? Non potrebbero farlo, perderebbero la loro neutralità.'' : bellissima frase, purtroppo smentita dalle continui incursioni mediatiche e politiche che continuamente fanno i giudici. Segnalo inoltre un bel articolo Dell'onorevole Calderoli di 2 domeniche fa, su  Repubblica, che faceva notare come l'attacco al presedente del Consiglio è solo l'inizio , in realtà il caso Marrazzo, Mastella, Vendola Formigoni, (per non parlare della caduta della Prima Repubblica), sono il segnale di un vero e proprio golpe bianco da parte della magistratura per allontanare il cittadino dai politici, per poi scendere in gioco in prima persona(vedi il caso De Magistris e/o Dipietro) come veri uomini retti, giustizieri, onesti , laici lonatani da qualsiasi condizionamento politico, religioso consociativistico. Peccato che poi....

 

Anonimo 25 novembre 2009   10:12

Ho letto l'articolo con attenzione e letto anche i commenti a caldo, ancora una volta la proverbiale ipocrisia di noi italiani emerge prepotentemente. Io non sono un berlusconiano accanito ma come altri osservo mi faccio un'idea e giudico. E proprio a questo punto che punto il dito senza vere elementi, quelli che invochiamo o che si invocano nei commenti, credo che sia giusto che una persona un uomo di potere un politico che ha ricevuto un mandato parli alla gente direttamente, senza interviste più o meno pilotate o tagliate o manupolate. Credo che bisagna dare a tutti noi la possibilità di parlare di dire la propria sia solo per una questione di morale verso chi gli ha dato fiducia e che aspetta risposte dirette. Morale che è in discussione, lastessa che invece non si deve discutere se ci riguarda o riguarda fatti strettamente personali, ma quanta ipocrisia, se la legge è uguale per tutti come mai appena ci sentiamo scoperto o minacciati nella nostra praivasi ci inalberiamo e chiadiamo, be credo che gli uomini di Stato siano uomini come tutti gli altri con debolezze e predisposti a commetytere passi falsi, ma da loro ci si aspetta giustamente correttezza e condotta esemplare, come mai la stessa non si chiede a chi moralmente deve giudicare, anzi così come i medici se commettono errori sono promossi con un avanzamento di carriera strepitoso, sotraendosi così all'opinione pubblica. Un giudice può essere giudicato? da chi? da un'altro giudice da un collega, ma non prendiamoci per il c..... i compagni sono compagni sempre. Io credo che il popolo che non è sovrano per niente l'unico potere e sovranità che ha è quella che si ripete ad ogni scadenza di mandato politico sia nazionale che regionale che provinciale che locale, e solo in quel caso con il proprio voto si giudicano gli uomini politici, a quel punto i cittadini sono giudici e "carnefici" nello stesso tempo, nessuno dovrà mai avere il potere di sovvertire quello che un cittadino ha scelto per guidare una nazione, dato che questo è un mandato a termine, vorrei che mani pulite ci insegni qualche cosa, il Dott. di Pietro è stato uno degli strateghi più furbo della storia dell'ultima Repubblica, da una poltrona ad un'altra con una cordata lunga un chilometro. Chiunque sia va giudicato a fine mandato che sia Berlusconi, Prodi, Dalema, o altri per governare devono avere la protezione dello Stato in tutte le sue forme una volta finito il mandato se hanno commesso illeciti saranno processati e se colpevoli condannati, ma chi governa dal Capo dello Stato all'ultimo Ministro devono essere nelle condizioni di essere concentrati al benessere del popolo, dare risposte concrete e nonsentirsi continuamente seduti al banco degli imputati, chamati ora da questo ora da quel Magistarto X.

Questa è la mia opinione

Angelo

Anonimo 25 novembre 2009   08:03

una rivoluzione culturale impossibile

Gentile direttore,

questo non è un paese normale per Inglesi, tedeschi, francesi ecc., ma per noi italiani è normalissimo che chi esercita il potere, qualunque esso sia ( economico, politico, amministrativo, sociale, mediatico), continui ad esercitarlo nonostante il suo presente e passato sia ricco di ombre o di condanne. Le risulta ad esempio che dipendenti statali, regionali, comunali, seppur condannati per  reati contro la pubblica amministrazione (corruzione, abuso d'ufficio, falso in atto pubblico, arricchimento indebito, furto), siano stati interdetti dai pubblici uffici o licenziati dal Ministro, assessore reg. o sindaco ? a me risulta il contrario,  anzi in qualche caso dopo la condanna definitiva ( con relativa pena carceraria) la carriera nella pubblica amministrazione  è stata fulgida(che ne pensa di un'inchiesta giornalistica in tal senso?)Berlusconi non è un'anomalia, è la regola perchè gli italiani onesti d'animo e d'intelletto sono pochi. Il pesce puzza dalla testa, ma la testa in  democrazia siamo noi !

MC

Anonimo 25 novembre 2009   07:40
L'utente ha risposto al commento anonimo del 25 novembre 2009. Visualizza »

e basta...dobbiamo continuare a parlare di qualcuno che dopo i 70 và a letto con minorenni? e per Voi giornalisti è così importante continuare a scrivere di una persona così "stranamente" presidente del consiglio? è così difficile fare di questa terra un paese normale dove la gente che commette un reato và in galera invece di comparire continuamente ad occupare tutti gli spazi di informazione?

Nei post precedenti alcuni degli anonimi autori hanno commesso dei reati. Leggeteli con attenzione e. anche se come me non siete magistrati, potrete facilmente riconoscerli.Anch'io mi associo nel dire BASTA a questo modo di fare informazione: basta nel riempire paginate di quotidiani ( non guardo la TV da tempo ) con le varie D'Addario, Brenda, Grandi Fratelli, resoconti dii trasmissioni TV che trasudano odio e livore, basta parole, vogliamo fatti.Non saremo mai un Paese normale se non accetteremo le regole della democrazia, ma quella vera, e se non rispetteremo ognuno il nostro ruolo nella società. Chi ha la maggioranza DEVE governare chi è all'opposizione DEVE fare opposizione, le alte cariche dello Stato DEVONO rimanere al loro posto e fare quello per cui sono state nominate e noi cittadini cui per costituzione appartiene la sovranità, possiamo anzi dobbiamo esercitarla. Abbiamo in mano lo strumento adatto : il VOTO ma dobbiamo anche imparare ad accettare un'eventuale sconfitta delle nostre aspettative.Soltanto così l'Italia potrà ridiventare un Paese normale ( ma in fondo, politicamente parlando , lo è stata poi mai ?)

Chiudo con un cordiale buona giornata a tutti

D.R.

Anonimo 24 novembre 2009   19:53

e basta...dobbiamo continuare a parlare di qualcuno che dopo i 70 và a letto con minorenni? e per Voi giornalisti è così importante continuare a scrivere di una persona così "stranamente" presidente del consiglio? è così difficile fare di questa terra un paese normale dove la gente che commette un reato và in galera invece di comparire continuamente ad occupare tutti gli spazi di informazione?

Anonimo 24 novembre 2009   19:28

Un Paese governato all'insegna del rispetto dell legge, e da uomini rispettosi del proprio ruolo istituzionale e da una condotta compatibile .. non deve Rappresentare  un Optional, né un Sogno!

Chi non possiede queste caratteristiche non dovrebbe neppur da lontano, farsi sfiorare dall'idea di,voler governare un popolo che  HA DECISO DEMOCRATICAMENTE DI Chiamarsi : Nazione Italia....

Chi si sente ben amministrato e garantito. Io HO PERSO DA TEMPOI LA FID,UCIA IN UOMI in questo istante??? Chi?

ALCUNI CHE dicono di chiamarsi politici, ma sono degli autentici autarchici, E LADRI, rivestiti di un ruolo che HA GENERATO SOLTANTO UN PULLULARE PROGRESSIVO DI TRASGRESSIONI, CORRUZIONI, SOVVERTITO L'ORDINE E LA GIUSTIZIA, DOVREBBERO ANDARE A LAVORARE A PARTIRE DA QUELLI DURI E FATICOSI PER capire il valore del pane sudato onestamentee con fatica.. FUORIIIII!

CHI INTERVIENE A GARA PER RICOVERTIRCI ALL'ORDINE IN QUESTO PAESE CHE PUZZA DI SPORCIZIA A TUTTTO CAMPO??

VI PREGHIAMO, IN NOME DELLA DIGNITA' DI UOMINI CHE ANCORA LA MANTENGONO...MOBILITATEVI MAGISTRATI

 

Anonimo 24 novembre 2009   18:41

Pensate forse che al popolo del grande fratello, di x factor, dell'isola dei famosi, di amici, etc ... gliene freghi qualcosa di giustizia, di moralità (soprattutto quella pubblica), di buon senso, etc?

Solo la nera sorella con la falce può venire in aiuto alla nostra povera ITALIA!!!

Anonimo 24 novembre 2009   16:37

 BASTAAAAAAAAA!!!! PRENOTATEGLI UNA PENSIONE AD HAMMAMET E BUTTATELO Là!!! BASTAAAAAAAA!!!!!

..sogno solo un paese normale.................

pasquale 24 novembre 2009   16:16

Piazza Venezia =  P.le Loreto -  Sono momenti difficili  - I saggi del Paese  prendano parte ora e facciano sentire la loro voce.  Dopo è troppo tardi 

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